Forfettario e società tra professionisti
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1 Mar 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Forfettario e società tra professionisti

Partecipazione a società tra professionisti, srl trasparenti, società di persone e assimilate: quando si può aderire al Forfettario?

 

Faccio parte di una società tra professionisti: se cedo quest’anno la partecipazione posso aderire subito al Regime Forfettario?

 

La Legge istitutiva del Regime Forfettario [1] stabilisce che non è possibile avvalersi di questo regime agevolato per chi partecipa, contemporaneamente all’esercizio dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo, a società di persone o associazioni a esse assimilate [2], ovvero a Srl trasparenti.

Sembrerebbe dunque che non ci siano ostacoli all’adesione al Forfettario, una volta ceduta la partecipazione societaria.

Tuttavia la parola “contemporaneamente”, da intendersi come esercizio simultaneo delle attività, può essere interpretata in senso ampio, cioè non come attività incompatibili effettuate nello stesso momento, ma nello stesso anno fiscale.

 

 

Forfettario e partecipazioni societarie nello stesso esercizio

Di questo avviso è anche l’Agenzia delle Entrate, che ha emanato, a tal proposito, una nota circolare nel 2011 (riferita al Regime dei Minimi ma applicabile anche al Forfettario, in quanto l’incompatibilità con la partecipazione a società di persone ed assimilate è la medesima per entrambi i sistemi).

 

L’Agenzia, in particolare, sostiene che:

 

– se il contribuente partecipa ad una società trasparente, di persone, o ad un’associazione, la partecipazione non dà luogo a reddito di capitale;

 

– permettendo l’accesso ai Minimi, o al Forfettario, a chi possiede una simile partecipazione nello stesso esercizio, il contribuente risulterebbe titolare di redditi d’impresa e/o di lavoro autonomo, in parte assoggettati all’Irpef, in parte alla tassazione sostitutiva prevista dal regime fiscale agevolato.

 

In pratica, il problema si manifesterebbe nella presentazione del Modello Unico, nel quale sono inseriti tutti i redditi conseguiti dal primo gennaio al 31 dicembre dell’anno: a prescindere dal fatto che l’adesione al Forfettario avvenga dopo la cessione della partecipazione, il contribuente avrebbe la stessa tipologia di reddito assoggettata a due tassazioni, in quanto l’anno fiscale sarebbe lo stesso.

 

Pertanto, se durante l’anno in corso il contribuente possiede partecipazioni a società di persone ed assimilate, in base all’orientamento dell’Agenzia delle Entrate dovrà attendere l’anno successivo per aderire al Regime Forfettario.

 

Nessun problema, invece, per chi possiede partecipazioni in società di capitali non trasparenti, in quanto il reddito conseguito è di capitale; lo stesso vale per l’attività di lavoro dipendente ed i redditi assimilati, come quelli di pensione (purché non si superino i 30.000 euro di reddito, in questo caso, a meno che il rapporto non sia cessato).

 

 

Forfettario super-agevolato

Se il professionista che ha ceduto la sua partecipazione societaria intende, nell’anno successivo alla cessione, aderire al Forfettario, potrà accedere solo al Forfettario Ordinario, e non al Forfettario Super-agevolato, in quanto già in possesso di Partita Iva.

Per entrare nel Super-agevolato (che prevede una tassazione sostitutiva del 5%), difatti, sono necessari i requisiti utili all’accesso al vecchio Regime dei Minimi:

 

-non avere avuto un Partita Iva aperta negli ultimi 3 anni;

 

-non svolgere un’attività che costituisca la prosecuzione di un’attività precedente, anche se effettuata sotto forma di lavoro dipendente;

 

– qualora l’attività risulti la prosecuzione di un’attività svolta in precedenza da un altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di inizio della nuova impresa, non deve essere superiore ai limiti previsti per ogni settore (per i professionisti il limite è di 30.000 euro annui).

 

 

Forfettario per i professionisti già avviati: conviene?

La convenienza del Forfettario ordinario è certamente più limitata, rispetto ai vecchi Minimi ed al Super-agevolato, anche se l’opportunità di aderire o meno dipende dalle spese previste: più alti sono i costi, minore è l’opportunità, in quanto il Forfettario non consente di dedurre alcuna spesa, ma decurta il reddito applicando un coefficiente percentuale (pari al 78% per i professionisti: in pratica, su 1.000 euro di compensi, sono soggetti all’imposta 780 euro).

L’unica spesa deducibile è rappresentata dai contributi previdenziali: chi aderisce al Forfettario ha uno sconto pari al 35%, per l’anno 2016, sui contributi obbligatori, ma solo se iscritto alla gestione Artigiani e Commercianti. Nessuno sconto, purtroppo, è previsto per i professionisti.

 


[1] Art. 57, Lett. d, L. 190/2014.

[2] Art. 5 Tuir.

[3] Circ. 27/E/2011.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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