Assegno di maternità automatico nella Gestione Separata
Lo sai che?
2 Mar 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Assegno di maternità automatico nella Gestione Separata

Diritto all’indennità di maternità anche se il committente non paga, per i lavoratori della Gestione Separata.

 

L’indennità di maternità spetta per intero ai co.co.co., anche se il committente non ha pagato i contributi: è quanto precisato da una recente circolare dell’Inps [1], che attuale disposizioni del Jobs Act.

Il Jobs Act, difatti, al fine di estendere le tutele già previste per i lavoratori dipendenti anche ai parasubordinati (co.co.co.), ha cambiato il Testo Unico maternità-paternità [2], prevedendo l’automaticità delle prestazioni, a prescindere dall’effettivo pagamento della contribuzione.

 

 

Contributi alla Gestione Separata

La contribuzione alla Gestione Separata per i lavoratori parasubordinati, effettivamente, è soggetta a regole simili a quelle applicate per i dipendenti, anche se più favorevoli per i committenti.

I contributi dovuti, infatti, sono per due terzi a carico del committente, e per il restante terzo a carico del lavoratore: il pagamento è effettuato direttamente dal committente, che ha diritto di rivalsa sulla quota dovuta dal parasubordinato.

L’aliquota contributiva totale, nel 2016, è pari al 31,72%: lo 0,72% è l’aliquota destinata a finanziare l’indennità di maternità.

 

 

Gestione Separata: requisiti per l’indennità di maternità

Per ottenere l’indennità di maternità, oltre al pagamento dell’aliquota aggiuntiva dello 0,72%, è però necessario il possesso di almeno 3 mensilità di contribuzione, nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo indennizzabile a titolo di maternità.

Grazie alle nuove previsioni, ora l’assegno di maternità è riconosciuto anche se i contributi non sono stati pagati dal committente, purché dovuti, in base all’attività lavorativa svolta.

I contributi, in particolare, si considerano dovuti solo se il committente ha pagato il compenso alla lavoratrice o al lavoratore parasubordinato, ma non ha effettuato il versamento della relativa contribuzione: difatti per le collaborazioni, a differenza del lavoro subordinato, non è previsto il pagamento con periodicità mensile, o comunque con cadenza periodica.

 

 

Gestione Separata: pagamento dei periodi di maternità scoperti

Secondo quanto chiarito dall’Inps, possono essere indennizzati, anche se privi di contribuzione dovuta, i periodi di congedo di maternità/paternità iniziati in data successiva al 25 giugno 2015 (data di entrata in vigore della riforma).

Sono, inoltre, interamente indennizzabili i periodi di congedo di maternità/paternità “a cavaliere”, ossia in corso di fruizione al 25 giugno 2015, anche per la parte di congedo anteriore alla data della riforma.

 

Non possono invece essere retribuiti, se non coperti dai contributi, i periodi di congedo di maternità/paternità che si sono conclusi prima del 25 giugno 2015; tali periodi sono dunque indennizzati solo se risultano almeno 3 mesi di contributi effettivi nei 12 mesi di riferimento.

 

 

Gestione separata: indennità di maternità per i professionisti

L’automaticità delle prestazioni non può essere riconosciuta ai professionisti, che quindi non riceveranno alcuna indennità di maternità/paternità senza il versamento dei contributi: non ha purtroppo rilevanza il mancato pagamento da parte del cliente, in quanto l’unico responsabile del versamento della contribuzione resta il lavoratore autonomo.

È però possibile che nel Jobs Act dei lavoratori autonomi, attualmente in stato di bozza, siano inserite delle disposizioni più favorevoli alla categoria, che aumentino le tutele legate al rischio d’insolvenza dei clienti in modo da evitare ripercussioni negative sulla contribuzione.

 


[1] Inps Circ. 42/2016.

[2] Artt. 64 bis e 64 ter D.lgs 151/2001.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti