Pensione anticipata opzione donna, ripartono le domande
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2 Mar 2016
 
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Noemi Secci
 


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Pensione anticipata opzione donna, ripartono le domande

L’Inps ha avviato la lavorazione delle domande di pensione con opzione donna bloccate in attesa della proroga.

 

Le domande di pensione con opzione donna, sospese da parecchio tempo, sono state finalmente sbloccate dall’Inps, che presto provvederà a liquidare i trattamenti.

Lo ha annunciato lo stesso Istituto con una nuova circolare [1], nella quale ha autorizzato le sedi a lavorare le domande di pensione congelate.

Le istanze erano state sospese per colpa di un dubbio interpretativo sulla legge che ha istituito il regime sperimentale dell’opzione donna (la cosiddetta Legge Maroni [2]):

 

– secondo l’Inps, i requisiti per l’accesso si sarebbero dovuti maturare entro il 2014, in modo che la pensione avesse decorrenza entro il 31 dicembre 2015;

 

– secondo la prevalente interpretazione (Comitato opzione donna in testa,  che aveva esperito una class action in merito), invece, il 31 dicembre 2015 costituiva la data entro cui maturare i requisiti.

 

La Legge di Stabilità ha confermato quest’ultima interpretazione, ammettendo al regime sperimentale tutte le domande di chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2015; ora dall’Inps è arrivato il via libera operativo.

 

 

Opzione donna: ancora possibile fare domanda

Per chi ha maturato i requisiti, peraltro, la domanda di opzione donna è sempre possibile: in materia previdenziale, difatti, vige il principio di cristallizzazione dei requisiti, o di salvaguardia del diritto, confermato per l’opzione da una nota dell’Inps [3]. Secondo questo principio, una volta maturati i requisiti per una determinata tipologia di pensionamento, è possibile fare domanda di pensione in un momento successivo anche se la legge dovesse cambiare, senza limiti di tempo.

Chi è dunque indecisa sull’opzione può tranquillamente prendere tempo ed aspettare, così come è sempre in tempo chi si è accorta in ritardo di avere i requisiti.

 

 

Opzione Donna: ho i requisiti?

Ricordiamo, per chi non lo sapesse, quali sono i requisiti per fruire dell’opzione donna:

 

– almeno 57 anni e 3 mesi di età per le lavoratrici dipendenti;

 

– almeno 58 anni e 3 mesi di età per le lavoratrici autonome;

 

-almeno 35 anni di contributi.

 

Nei 35 anni di contributi non possono essere contati i periodi di disoccupazione  e malattia: dato che l’opzione è una tipologia “sopravvissuta alla Fornero” di pensione di anzianità, non sono utili al diritto i contributi figurativi per malattia e disoccupazione.

Inoltre l’opzione donna è incompatibile con la totalizzazione: chi ha dunque contribuzione versata in più casse la deve unificare con la ricongiunzione, con il cumulo o con il computo, in modo che i contributi risultino in un’unica gestione. Vale a tal fine anche la convezione Inps- Enpals.

 

Bisogna poi ricordare che, dalla data di maturazione dell’ultimo requisito, si deve attendere un periodo di finestra per la decorrenza della pensione, pari a:

 

12 mesi per le lavoratrici dipendenti;

18 mesi per le lavoratrici autonome.

 

Lo scotto da pagare per l’anticipo dei requisiti non è indifferente: l’assegno  viene calcolato col metodo contributivo, fortemente penalizzante.

Questo sistema di calcolo, difatti, non si basa, come il retributivo, sugli ultimi stipendi, ma sui contributi versati nell’intero arco della vita lavorativa, rivalutati secondo la variazione quinquennale del Pil (dunque con un indice meno vantaggioso rispetto a quello utilizzato per il retributivo).

La quota A di pensione attenua, comunque, le penalità dovute al calcolo col contributivo, poiché si riferisce alla media delle contribuzioni, rivalutate, versate dal 1993 al 1995, per le lavoratrici pubbliche, e dal 1986 al 1995, per le dipendenti del settore privato, moltiplicata per gli anni di contribuzione anteriori al 1995.

Le penalità sono attenuate anche dall’applicazione dell’integrazione al minimo (che non è normalmente applicabile per il calcolo contributivo).

Date le particolarità di calcolo che caratterizzano la pensione con opzione donna, ed i frequenti errori effettuati dalle sedi Inps nella liquidazione, è opportuno, in caso di dubbi, richiedere un calcolo certificato ad un professionista del campo previdenziale, come un consulente del lavoro.


[1] Inps Circ. 45/2016.

[2] L. 243/2004.

[3] Inps nota 145949/2015.

 


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Commenti
8 Mar 2016 Viktoriya

la mia domanda e- ma Opzione dona e compatibile con il cumulo o con il computo,a chi ha contribuzione versata in più casse?Perche per ricongiunzione sara tropo alto l’onere!