Opposizione alla richiesta di archiviazione: come si propone?
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2 Mar 2016
 
L'autore
Antonio Ciotola
 


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Opposizione alla richiesta di archiviazione: come si propone?

Opporsi o non opporsi alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero: tempi, modi, condizioni e procedura dell’opposizione.

 

 

Cos’è la richiesta di archiviazione?

Hai presentato una denuncia e dopo molti mesi ti sei visto notificare l’avviso della richiesta di archiviazione del procedimento? Non sai bene di cosa si tratta e cosa devi fare a questo punto? Vuoi qualche consiglio pratico su come affrontare la questione? Se queste sono le tue domande e i tuoi dubbi, leggi l’articolo e cercherò di spiegarti, brevemente, cosa sta succedendo e cosa devi fare.

Devi anzitutto sapere cos’è una richiesta di archiviazione: la richiesta di archiviazione è l’atto (il documento) con il quale il pubblico ministero (vale a dire l’organo che coordina e dirige le indagini) compiute le indagini preliminari, ritenendo di non aver acquisito elementi sufficienti a sostenere l’accusa in un processo, richiede al giudice per le indagini preliminari l’emissione di un formale provvedimento con il quale archiviare il procedimento.

Il procedimento archiviato non avrà alcun effetto negativo nei confronti della persona rispetto alla quale sono state svolte le indagini (la persona o le persone che avevi denunciato).

 

 

Perché la richiesta di archiviazione ti è stata notificata?

Se hai ricevuto la notifica della richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero, vuol dire che, nell’atto di denuncia – o successivamente – lo hai richiesto espressamente. [1]

La funzione della notifica dell’atto con il quale è richiesta l’archiviazione è quella di portare formalmente il denunciante a conoscenza del fatto che la sua denuncia non ha sortito gli effetti sperati nel senso che, nel corso delle indagini preliminari, non sono stati acquisiti elementi di prova della penale responsabilità della persona denunciata. La formale comunicazione è importante perché dal giorno della notifica il denunciante (anche detto persona offesa) dispone di un termine di dieci giorni per proporre opposizione.

 

 

Cos’è l’opposizione alla richiesta di archiviazione?

L’opposizione alla richiesta di archiviazione è l’atto – che deve avere determinate caratteristiche previste dalla legge [2] –  con il quale la persona offesa, non condividendo la richiesta di archiviazione, chiede al pubblico ministero il compimento di ulteriori indagini (cd indagini suppletive) non compiute durante le indagini preliminari.

Devi sapere che sino a quando le indagini preliminari sono in corso, gli atti del procedimento sono coperti dal segreto istruttorio; questo significa che, anche se hai presentato la denuncia, e proprio sulla base della tua denuncia si stanno svolgendo delle indagini, non hai diritto a conoscerne i risultati sino a quando le stesse sono ancora in esecuzione. Il diritto a visionare gli atti delle indagini compiute sorge o a seguito della chiusura delle indagini preliminari con la notifica dell’avviso di conclusione [3] oppure, come in questo caso, con la comunicazione della richiesta di archiviazione.

 

 

Come comportarsi?

È evidente che la prima cosa da fare è visionare il fascicolo del pubblico ministero in modo da poter verificare la completezza o meno delle indagini sino a quel punto compiute e apprendere le ragioni specifiche per le quali lo stesso ha ritenuto di non potere procedere penalmente nei confronti della persona (o delle persone) denunciata.

 

Devi sapere che la richiesta di archiviazione è giustificata da due circostanze: 1) quando la notizia di reato (così si chiama il fatto che hai provveduto a denunciare) risulta infondata (es. hai denunciato Tizio perché ti ha rubato la macchina ma risulta che lo stesso in quel giorno era fuori città); 2) se nel corso delle indagini non sono stati acquisiti elementi di prova sufficienti alla celebrazione di un processo (es. non risulta che Tizio era fuori città ma non c’è nessun altro elemento a dimostrazione che sia stato proprio lui a rubarti la macchina).

 

Visionato il fascicolo, devi valutare l’opportunità o meno di proporre formale opposizione. Richiedendo la legge che l’atto di opposizione contenga determinate e specifiche caratteristiche, il mio consiglio è di rivolgerti ad un legale di fiducia che possa predisporre l’atto nel rispetto dei criteri di legge, poiché, in caso contrario l’opposizione risulterà “inammissibile”.

 

La nomina di un difensore è, inoltre, giustificata dal fatto che, a seguito della presentazione delle opposizione alla richiesta di archiviazione, sarà fissata una udienza innanzi al giudice per le indagini preliminari (Gip) nella quale il pubblico ministero e l’opponente dovranno esprimere le ragioni delle proprie scelte.

Sarà poi il gip   a decidere se il procedimento debba essere archiviato (rigettando in buona sostanza l’atto di opposizione) oppure il pubblico ministero debba compiere gli atti di indagine suppletiva richiesti dall’opponente.

In questo ultimo caso il gip ordinerà al pubblico ministero il compimento delle ulteriori indagini, a seguito delle quali l’inquirente (il pm) procederà o con l’emissione dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari (perché sono stati acquisiti nuovi elementi di prova sufficienti alla celebrazione di un processo) oppure riproponendo altra richiesta di archiviazione.


[1] Art. 408 co 2 cpp:  “L’avviso della richiesta (di archiviazione) è notificato, a cura del pubblico ministero, alla persona offesa che, nella notizia di reato o successivamente alla sua presentazione, abbia dichiarato di volere essere informata circa l’eventuale archiviazione.

[2] Art. 410 co 1 cpp: “Con l’opposizione alla richiesta di archiviazione la persona offesa dal reato chiede la prosecuzione delle indagini preliminari indicando, a pena di inammissibilità, l’oggetto della investigazione suppletiva e i relativi elementi di prova”.

[3] Sul punto ho scritto già altro articolo: “Cosa succede dopo la chiusura delle indagini. Dalle indagini preliminari al rinvio a giudizio: uno sguardo d’insieme”, al quale si rinvia per approfondimenti.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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