Vendita di bene danneggiato: spetta il diritto al risarcimento?
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2 Mar 2016
 
L'autore
Antonio Salerni
 


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Vendita di bene danneggiato: spetta il diritto al risarcimento?

In caso di trasferimento (consapevole) della proprietà di una cosa danneggiata non si trasmette automaticamente anche il diritto di agire contro il danneggiante.

 

Il risarcimento dei danni arrecati ad un bene, quale può essere ad esempio un appartamento o un automobile, spetta a chi era proprietario della cosa al momento in cui si è verificato l’evento dannoso. Il trasferimento della proprietà del bene danneggiato non trasferisce automaticamente anche il diritto ad ottenere un risarcimento nei confronti del responsabile della lesione. Pertanto, qualora il proprietario del bene danneggiato non si sia adoperato per ottenere l’indennizzo, ma anzi è riuscito a vendere la cosa trasferendone la proprietà ad altri, l’acquirente (neo proprietario) non potrà agire per vedere riconosciuta la pretesa risarcitoria nei confronti del danneggiante. Ciò salvo che non venga appositamente trasferito anche il diritto al credito risarcitorio.

 

 

L’ignoranza dei danni da parte del compratore

In questa sede ci occupiamo invece dell’ipotesi in cui consapevolmente l’acquirente compra un bene già danneggiato prima del trasferimento della sua proprietà.

Condizione preliminare è dunque che l’acquirente fosse a conoscenza dei danni subiti dalla cosa oggetto di compravendita. Perché in caso contrario le norme del codice civile sul trasferimento della proprietà tutelano l’acquirenteignaro”, giacché rientra tra gli obblighi del venditore quello di garantire l’assenza di vizi sulla cosa [1]. In tale ipotesi l’acquirente ignaro dell’esistenza dei vizi potrà agire contro il venditore per ottenere, a seconda della tipologia di vizio e delle rispettive esigenze, lo scioglimento del contratto di vendita, la riduzione del prezzo inizialmente pattuito e/o il risarcimento dei danni eventualmente subiti.

 

 

Distinzione tra diritto di proprietà e diritto di risarcimento

Chi acquista la cosa non potrà rivendicare il risarcimento nei confronti di chi ha creato i danni, in quanto è solo il proprietario del bene al momento dell’evento dannoso ad aver subito la relativa diminuzione patrimoniale, e non chi vi subentra successivamente.

Tale conclusione è frutto dell’applicazione del principio giuridico in virtù del quale, nel nostro ordinamento, il diritto al risarcimento dei danni cagionati ad un bene non costituisce un elemento accessorio del diritto di proprietà. Tale principio è stato ribadito da una recente sentenza della Cassazione a Sezioni Unite, che supera il vecchio orientamento giurisprudenziale di senso opposto che ammetteva la cessione del diritto al risarcimento in capo al nuovo proprietario a prescindere da un’espressa previsione tra le parti [2]. Il diritto risarcitorio rappresenta quindi un autonomo diritto di credito, distinto rispetto alla proprietà di un bene.

 

 

Trasferibilità del diritto al risarcimento

In quanto diritto di credito, il diritto al risarcimento del danno può comunque costituire oggetto di apposita trattativa e cessione, anche contestuale alla vendita. Il primo proprietario, originario danneggiato, può quindi stabilire la cessione non solo del bene (danneggiato), ma anche dell’azione risarcitoria collegata ad esso. Tale credito può essere ceduto dietro corrispettivo (a titolo oneroso) o gratuitamente (a titolo gratuito) [3], in ossequio al principio dell’autonomia negoziale riconosciuto dal nostro ordinamento [4].

 

Qualora anche il credito risarcitorio venga espressamente trasferito al nuovo proprietario, quest’ultimo potrà legittimamente procedere per recuperare il risarcimento dei danni arrecati al bene acquistato.


In pratica

La vendita di una cosa già danneggiata non trasferisce automaticamente anche il diritto ad agire per ottenere il risarcimento contro il danneggiatore. Quest’ultima azione sarà legittima da parte del nuovo acquirente solo qualora sia stato espressamente trasferito il relativo diritto di credito relativo oltre alla proprietà, vale a dire il diritto ad agire per il risarcimento del danno contro il responsabile del danneggiamento.

[1] Artt. 1476, n. 3, e 1490 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 2951/16, del 16.02.16.

[3] Art. 1260 cod. civ.

[4] L’autonomia negoziale è il potere che l’ordinamento riconosce ai privati di regolare i propri interessi.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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