Mantenimento dei figli: le spese mediche ordinarie e straordinarie
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2 Mar 2016
 
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Mantenimento dei figli: le spese mediche ordinarie e straordinarie

Separazione e divorzio: il regime delle spese mediche e la differenza tra spese ordinarie e straordinarie.

 

Quando la coppia si separa, il giudice, in presenza di figli, stabilisce – oltre all’assegno mensile per il mantenimento dell’ex coniuge con il reddito inferiore – anche un ulteriore assegno per il mantenimento del figlio. Tale importo è volto a coprire solo le spese ordinarie per il mantenimento della prole. Restano quindi escluse le spese straordinarie che, invece, devono essere versate ogni volta che ve ne sia l’esigenza e secondo la divisione fatta dal giudice (di norma viene stabilito il 50% in capo a ciascun coniuge, ma nulla vieta ripartizioni differenti, come per esempio, l’80% e il 20%, ecc.).

 

Volendo differenziare le spese ordinarie da quelle straordinarie si può dire che:
– le spese ordinarie sono quelle destinate a soddisfare i bisogni quotidiani del minore;
– le spese straordinarie sono invece quelle necessarie a far fronte a eventi imprevedibili o eccezionali.

 

 

Le spese mediche e la necessità dell’accordo

Contrariamente a quanto potrebbe pensarsi, le spese mediche per il figlio non rientrano sempre tra le spese straordinarie. In generale sono straordinarie le spese non prevedibili e non consuetudinarie (per le quali, quindi, è dovuto il rimborso in percentuale), mentre sono ordinarie quelle concernenti le visite di controllo o di routine e gli abituali trattamenti terapeutici (per esse, invece, non è dovuto alcun rimborso, essendo ricomprese nell’assegno di mantenimento).

 

Inoltre, così come tutte le spese straordinarie, anche quelle mediche devono essere previamente concordate tra i due ex coniugi; in mancanza di accordo, non si può chiedere il rimborso dell’altrui quota salvo non si dia prova dell’urgenza del predetto intervento medico (si pensi a un dente cariato che debba essere urgentemente estratto). È quanto chiarito dal Tribunale di Roma con una recente sentenza [1]. Bisogna così distinguere quali interventi siano urgenti – per i quali, quindi, il genitore collocatario dei figli può agire direttamente, senza consultare l’altro – e quali, invece, non lo sono e, pertanto, è necessario il consenso dell’ex.

 

 

Le spese mediche ordinarie

Come detto, la distinzione tra spese mediche ordinarie e straordinarie è essenziale: solo le prime, infatti, non vanno rimborsate, rientrando le stesse nell’assegno di mantenimento mensile versato dall’altro genitore. Quanto alle seconde, invece, è dovuto il rimborso nella percentuale stabilita dal giudice, ma è sempre necessario il consenso di entrambi i genitori (salvo sussista urgenza).

 

Rientrano nelle spese mediche ordinarie:

 

– visite di controllo o di routine;

– visite pediatriche;

– abituali trattamenti terapeutici;

– cura e assistenza al figlio disabile destinate a soddisfare i bisogni quotidiani del ragazzo in relazione alla specificità della sua situazione;

– acquisto di medicinali da banco o di uso comune;

 

 

Spese mediche straordinarie

Rientrano invece nelle spese mediche straordinarie:

 

– visite mediche e/o specialistiche non coperte dal servizio sanitario nazionale;

– spese mediche non coperte dal servizio sanitario nazionale;

– visite specialistiche prescritte dal medico curante;

– visite specialistiche;

– visite presso medici privati se prima era stato consultato un medico specialista privato (ad esempio otorino o ginecologo);

– cure mediche e/o specialistiche non coperte dal servizio sanitario nazionale;

– spese psicoterapiche (comprovate da prescrizione medica e da codice fiscale su ogni scontrino);

– spese per i ticket (connessi a visite o prestazioni);

– intervento chirurgico improvviso;

– chirurgia estetica;

– dentista, oculista e ortopedico (e spese connesse) sia presso strutture pubbliche che private;

– spese odontoiatriche;

– apparecchio ortodontico;

– apparecchi correttivi;

– cure oculistiche;

– spese oculistiche;

– occhiali da vista;

– spese protesiche e terapeutiche non coperte dal Sevizio Sanitario Nazionale e prescritte dal medico di base;

– farmaci particolari;

– spese farmaceutiche (comprovate da prescrizione medica e da codice fiscale su ogni scontrino);

– trattamenti psicoterapeutici o fisioterapici necessari in seguito ad un incidente stradale;

– cure termali;

– cure fisioterapiche;

– cure omeopatiche, ayurvediche e assimilate;

– cure mediche con utilizzo di prodotti omeopatici, usuali quando la famiglia era unita.


[1] Trib. Roma, sent. n. 585/16 del 13.01.2016

 

Autore immagine: 123rf com

 


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