Whatsapp: risultare invisibile e non online
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2 Mar 2016
 
L'autore
Angelo Greco
 


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Whatsapp: risultare invisibile e non online

Abuso di posizione dominante e lesione della privacy per Whatsapp: attualmente il sistema di messaggistica non consente di apparire invisibili salvo bloccare il contatto.

 

Il dubbio è sorto a tutti: come risultare invisibili su Whasapp e non apparire “online” agli altri contatti mentre si è intenti a chattare con una persona? Non è un problema da poco: in gioco c’è la privacy di milioni di utenti.

 

Il problema si ripete quotidianamente e sono gli stessi nostri lettori a segnalarcelo.

Grazie a Whatsapp un datore di lavoro può spiare un dipendente: può sorvegliarlo mentre sta chattando o semplicemente rispondendo a un messaggio della moglie; infatti se compare “online” può scoprirlo in qualsiasi momento. Gli sms e le chiamate invece non sono controllabili.

 

Ed ancora: spesso i clienti, oltre l’orario di lavoro, inviano domande, richieste di appuntamenti e altri quesiti cui il destinatario potrebbe non voler rispondere durante la pausa. Tuttavia il suo stato “online” denuncia un comportamento diverso, che potrebbe essere scambiato per indifferenza.

 

Senza contare le possibili contestazioni tra fidanzati o mogli e mariti: quando l’uno non sta chattando con l’altro e tuttavia risulta “online”, potrebbe essere chiamato a rispondere di quello che stava scrivendo e, soprattutto, a chi. Il litigio, insomma, è sempre dietro la porta.

 

 

Come disattivare la funzione ONLINE su Whatsapp?

Basta fare una ricerca su Google per accorgersi quante volte è ricercata, sul motore di ricerca, la frase “Come disattivare la funzione ONLINE su Whatsapp”. Numerosi i siti che offrono spiegazioni più o meno ingegnose, ma tutti arrivano all’ineluttabile conclusione: attualmente non è possibile risultare invisibili su Whatsapp. L’unica alternativa è quella di bloccare il contatto dal quale non si vuole essere spiati.

 

La procedura è molto semplice:

 

– per bloccare un contatto su Whatsapp da iPone vai su Impostazioni > Privacy > Bloccati. Poi clicca su Aggiungi e seleziona il nome del soggetto da bloccare. Potrai sempre sbloccare il contatto, rifacendo lo stesso percorso e poi selezionando l’account bloccato, quindi scorrendo con il dito lo schermo e cliccando su Sblocca questo contatto;

 

– per bloccare un contatto su Whatsapp da Android clicca sul tasto “+”in alto a destra del display delle chat e seleziona il nome del soggetto da bloccare. Quindi premi il tasto Menu in alto a destra (l’icona con i tre puntini); poi seleziona prima la voce Altro e poi l’opzione Blocca dal menu che si apre.

Per sbloccare il contatto in questione, entra nella schermata delle chat, premi il tasto Menu in alto a destra (l’icona con i tre puntini), seleziona Impostazioni, vai sul pannello Account > Privacy > Contatti Bloccati, seleziona il nome del contatto da sbloccare e premi sul pulsante Sblocca [nome] che compare al centro dello schermo.

 

 

Lesione della privacy e abuso di posizione dominante?

Che questa sia una lesione della privacy è fuor di dubbio. Così come scontata potrebbe essere anche la risposta dei gestori dell’applicazione: “È l’utente che sceglie di installare l’app e di essere pertanto controllato”. Tuttavia, da sempre le autorità internazionali di Antitrust hanno sanzionato gli abusi di posizione dominante: quelle situazioni in cui, per via dell’indiscutibile monopolio, di fatto, di un soggetto sul mercato, agli utenti è imposto di accettare condizioni vessatorie e pregiudizievoli, senza possibilità di modificarle. A meno di non utilizzare il servizio stesso. Ma se il servizio è appunto l’unico, come nel caso di Whatsapp, a cui si rivolge la pressoché totale utenza dei fruitori di telefonini, si comprende come il “non esserci” è anch’esso un comportamento concludente che sta per “non voglio essere disturbato” o che potrebbe significare una estraneità del soggetto alla tecnologia, l’essere tagliato fuori, cosa che ancor meno piace alle moderne generazioni.

 

Insomma, la gente accetta la lesione della propria privacy per necessità, non per scelta. Ed è per questo che le autorità di tutela della riservatezza dovrebbero intervenire prima che il problema esploda e mieta altre vittime…


Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
6 Mar 2016 francesco iezza

invece e una vergogna si dovrebbe fare molto di più x aiutare i partner a cercare informazioni e wahtsapp dovrebbe inventarsi qualcosa in più e non coprire gli adulteri ma in che mondo viviamo,poi ricordiamo a chiunque parla di proteggere la privacy che nel momento stesso in cui si commette adulterio si viene meno a quei canoni e promesse fatte in chiesa, dovreste lavorare in questo senso mettere piu possibilità di ricerca x i partner, la privacy tra i coniugi è la cosa più demenziale che qualche politicante da strapazzo abbia potuto partorire