Canone Rai: chi non paga tutta la bolletta della luce è evasore
Editoriali
2 Mar 2016
 
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Canone Rai: chi non paga tutta la bolletta della luce è evasore

Chi paga una parte della bolletta della luce perché non ce la fa o intende sollevare contestazioni riceverà, invece, un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate e la cartella di Equitalia.

 

Il pagamento parziale della bolletta della luce verrà imputato prima all’utenza elettrica e solo dopo al canone Rai: è quanto prevede la bozza di decreto attuativo sul Canone Rai, previsto dalla Legge di Stabilità 2016 [1] e che il Ministero dello Sviluppo ha quasi ultimato. Una previsione che potrà costituire un grave svantaggio per tutte quelle famiglie in difficoltà che non riescono a pagare le bollette per intero o per coloro, invece, che intendono contestare alcune delle voci presenti in fattura. Dall’altro lato, la disposizione costituisce di un grosso regalo elargito dal Governo alle società della luce. Ma vediamo meglio di cosa si tratta e quale ennesimo abuso sta per essere compiuto alle spalle degli italiani.

 

Se l’utente/contribuente paga solo una parte della bolletta della luce, le somme da lui versate andranno prima ad estinguere il debito relativo all’utenza elettrica, lasciando il canone Rai scoperto.

 

Facciamo un esempio numerico: se la bolletta della luce è di 120 euro complessivi, di cui 20 euro a titolo di canone Rai e 100 euro per consumi elettrici, qualora il contribuente versi solo 100 soltanto, tale importo andrà prioritariamente a coprire la luce, mentre l’abbonamento Tv si considererà non pagato.

 

Questo significa, peraltro, che se l’interessato intende contestare una voce della bolletta in quanto non dovuta, non potrà farlo. Infatti, per tornare all’esempio precedente, qualora il contribuente ritenga che un addebito di 15 euro sia errato e quindi paghi solo 105 euro, di quest’importo 100 euro andranno comunque a coprire la luce – che risulterà saldata per intero – mentre 5 euro saranno considerate a titolo di canone Rai. Risultato: il contribuente sarà a tutti gli effetti un evasore fiscale nonostante la sua volontà di pagare l’imposta tv. Egli subirà conseguentemente l’accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, con l’applicazione della sanzione pari a 5 volte il canone Rai; infine riceverà la famigerata cartella di pagamento di Equitalia.

 

L’unico modo che avrà il contribuente per evitare una tale conseguenza è inviare un’espressa dichiarazione alla società elettrica in cui chiederà di imputare l’importo a titolo di Canone Rai e non per la luce. Ovviamente a sue spese se utilizzerà la raccomandata a.r. (e, salvo la PEC, è sconsigliabile qualsiasi altro mezzo). Spese che, appunto, con Poste Italiane ammontano a non meno di 5,45 euro. Nell’esempio precedente, l’utente dovrà spedire una comunicazione alla Compagnia comunicandole: “Vogliate imputare l’importo da me corrisposto nel seguente modo: quanto a euro 20 a titolo di Canone Rai, quanto a euro 85 a titolo di bolletta della luce”.

Se ogni pagamento parziale non è accompagnato da tale comunicazione, le somme andranno al gestore e il contribuente risulterà moroso per il pagamento del canone Rai.

 

Forse lo Stato ha utilizzato questo sistema per spingere i contribuenti a pagare tutto e subito, salvo poi sollevare le contestazioni? Si registrerà una riduzione delle morosità delle fatture della luce, per paura di ricevere un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate e una multa fino a 500 euro? Sicuramente, di questo sistema le prime ad avvantaggiarsene saranno proprio le società della luce che registreranno, a loro vantaggio, una corsa al pagamento immediato, evitando la scadenza della fattura. Una cosa, infatti, è essere inadempienti a una obbligazione contrattuale, come quella della luce, che – a tutto voler concedere – può comportare l’intervento di una società di recupero crediti e gli effetti civilistici della risoluzione del contratto stesso (distacco della luce); tutta un’altra cosa, invece, è risultare evasori, con l’arrivo quindi di Equitalia, del fermo auto e di tutto quello che comporta la riscossione esattoriale.


[1] L. 208/2016.

 


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Commenti
2 Mar 2016 Vincenzo Madonna

Io ritengo a questo punto che vi sia una scappatoia che sembrerebbe semplice: pagare il canone rai con bollettino separato o bonifico a Rai agenzia entrate torino e la differenza come fattura al gestore luce. Esempio: fattura di 100€ di cui 20 per canone RAI, somma non dovuta per fatturazione luce 15€, pagare con bollettino o bonifico 20€ a AE Torino e 65€ al gestore luce. Indicando nel motivo causale del bollettino o bonifico la dicitura pagamento RAI estrapolato da fattura n° 1234 Enel riferita ai mesi di 12.

 
3 Mar 2016 giorgio mignani

Chissà quanti ricorsi ci saranno per la bellezza delle leggi italiane!
Saranno contenti gli avvocati!