Canone Rai: se bollettino e luce sono intestati a coniugi diversi
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3 Mar 2016
 
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Canone Rai: se bollettino e luce sono intestati a coniugi diversi

In arrivo il decreto attuativo: non ci saranno duplicazioni di pagamento, si riparte da capo e i vecchi bollettini verranno cancellati.

 

Non ci saranno rischi di duplicazione nel pagamento del canone Rai: a tranquillizzare le famiglie in cui il vecchio bollettino per l’abbonamento TV era intestato a un coniuge mentre il contratto della luce all’altro è il Ministero dello Sviluppo, che ha quasi pronto il testo definitivo del decreto attuativo del “nuovo” Canone Rai. In buona sostanza si riparte da capo, i bollettini non verranno più presi in considerazione e si terrà conto solo dell’intestazione del contratto della luce, sempre e solo per le abitazioni principali ove appunto il contribuente ha fissato la propria residenza.

 

In pratica, spiegano al ministero dello Sviluppo, non ci sarà un vero rischio di duplicazione del canone, derivante dal fatto che il vecchio bollettino fosse intestato a un membro della famiglia diverso da quello che ha sottoscritto il contratto di fornitura elettrica. “Questo perché – dicono allo Sviluppo – i vecchi abbonamenti non vengono presi neppure in considerazione, si riparte da chi è intestatario della bolletta elettrica”. E anche le duplicazioni legate al possesso di seconde case dovrebbero essere risolte perché, continuano allo Sviluppo “ai fornitori di energia risulta sempre quando la bolletta è collegata al luogo di residenza effettiva”.

 

 

Nel caso di cambio di compagnia della luce

Non si porranno problemi neanche nel caso in cui l’utente/contribuente cambi societò elettrica. Difatti, “il nuovo fornitore non è tenuto a conoscere il vissuto del nuovo cliente, quindi gli addebiterà le rate corrispondenti al periodo dal momento in cui ha stipulato il nuovo contratto”. In caso di attivazione di una nuova utenza dopo l’emissione delle fatture con scadenza nel mese di ottobre, il canone dovuto viene tutto addebitato nella prima rata dell’anno successivo dall’impresa elettrica che ha stipulato il contratto.

 

 

Arretrati

Per quanto riguarda infine gli arretrati non pagati, il recupero dell’evasione spetterà all’agenzia delle Entrate, “E non è certo compito dei fornitori occuparsene” concludono al ministero, salvo un sollecito inviato in via bonaria.

In ogni caso non c’è distacco della luce in caso di mancato pagamento. Gli arretrati possono essere al massimo quelli degli ultimi 10 anni. In caso di pagamento parziale della bolletta, la priorità va al saldo della quota per l’energia elettrica.

Il canone verrà pagato in dieci rate da gennaio a ottobre ma saranno addebitate più rate se la bolletta è bimestrale o trimestrale.

 

 

L’Anagrafe

Perché il nuovo sistema non generi problemi sarà necessario accelerare l’iter di costituzione della nuova Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente: i Comuni dovranno trasmettere alle Entrate, su richiesta della stessa Agenzia, i dati relativi alle famiglie anagrafiche. Il canone, infatti, è dovuto una sola volta in relazione a tutte le residenze e dimore della famiglia anagrafica: cioè un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità adozione o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora occasionale nello stesso comune.


 


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