Premi produttività dipendenti, chi ha diritto allo sconto fiscale
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3 Mar 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Premi produttività dipendenti, chi ha diritto allo sconto fiscale

Pronto il decreto sulla detassazione dei premi di risultato: criteri elastici di misurazione della produttività, distribuzione degli utili e welfare più convenienti.

 

Torna, ancora più conveniente, la detassazione dei premi di risultato per i dipendenti: si tratta della possibilità di escludere dal reddito imponibile del lavoratore le quote di salario collegate al miglioramento del rendimento.

I cosiddetti salari di produttività possono beneficiare di un’imposta sostitutiva al 10%; se, poi, la parte di stipendio collegata al miglior rendimento è sostituita da misure di welfare aziendale, i benefits sono totalmente detassati (nei limiti delle previsioni del Tuir, il testo unico delle imposte sui redditi). Un vantaggio non indifferente per i dipendenti, specie in questi tempi di “magra”.

 

A breve queste nuove previsioni diventeranno operative: sta infatti per essere approvato definitivamente il decreto che stabilisce i criteri per verificare il miglioramento della produttività.

 

 

Premi di produttività

I premi per i dipendenti, per essere detassati, devono essere strettamente legati agli aumenti della produttività.

Secondo il nuovo decreto, si ha un incremento della produttività quando si verifica:

 

– un aumento della produzione;

– un risparmio nell’utilizzo di fattori produttivi;

– un miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi.

 

Si tratta dunque di criteri piuttosto elastici: dei parametri più dettagliati devono però essere definiti dagli accordi collettivi territoriali e aziendali, che devono stabilire anche un periodo congruo entro il quale devono verificarsi i miglioramenti.

I contratti possono includere, tra le modalità di lavoro incentivabili, il lavoro agile (cioè quello a distanza, svolto anche dall’abitazione del dipendente), in quanto realizza un risparmio di fattori produttivi ed un incremento della produzione.

Ci sarà poco tempo, però, per stilare gli accordi: questi, difatti, devono essere depositati presso la Direzione territoriale del lavoro (Dtl) entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto in gazzetta ufficiale; ai contratti deve essere allegata un’autodichiarazione di conformità, ed un eventuale piano di coinvolgimento dei dipendenti nell’organizzazione aziendale.

 

 

Come funziona la detassazione

Gli incentivi fiscali previsti per gli incrementi di produttività sono, nel dettaglio:

 

– l’applicazione di un’imposta sostitutiva pari al 10% sui premi di produttività, sino ad un massimo detassabile di 2000 euro annui;

 

– l’applicazione di un’imposta sostitutiva pari al 10% sui premi di produttività, sino ad un massimo detassabile di 2500 euro annui, se l’azienda coinvolge attivamente i dipendenti nell’organizzazione del lavoro;

 

– la detassazione totale, se i premi di produttività sono sostituiti da misure di welfare aziendale.

 

Gli sconti fiscali sono destinati ai dipendenti con un imponibile inferiore a 50.000 euro annui.

 

 

Il coinvolgimento nell’organizzazione del lavoro

Come abbiamo visto, la somma incentivabile annua può salire a 2.500 euro, se i dipendenti sono coinvolti nell’organizzazione del lavoro.

Secondo il decreto, il coinvolgimento può avvenire:

 

– costituendo gruppi di progetto per il miglioramento e l’innovazione di singole aree produttive;

 

– costituendo sistemi di produzione nei quali operano congiuntamente responsabili aziendali e lavoratori.

 

 

Welfare aziendale

Se il premio è erogato, anziché in denaro, con misure di welfare (contrattate a livello aziendale), l’erogazione è totalmente esente da imposte.

Le misure di welfare possono consistere in beni e servizi, offerti anche sotto forma di voucher, sia elettronici che cartacei. Ad esempio, possono essere erogati i voucher per il pagamento di servizi assistenziali per i familiari del lavoratore.

 

Rientrano nell’insieme delle misure detassate anche le somme destinate alla previdenza complementare, le borse di studio offerte ai figli dei dipendenti, e, in generale, tutte le misure che migliorano la qualità della vita dei dipendenti e la conciliazione famiglia-lavoro.


 


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