Buca stradale: per i danni, responsabilità del Comune automatica
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3 Mar 2016
 
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Buca stradale: per i danni, responsabilità del Comune automatica

Responsabilità presunta del Comune se il conducente cade su una fossa aperta sul mando stradale, salvo che l’amministrazione dimostri l’imprudenza del guidatore.

 

Se l’automobilista o il motociclista cade su una buca stradale, la responsabilità del Comune si presume e, pertanto, l’amministrazione è tenuta a pagare il risarcimento del danno. Per sfuggire alla condanna, l’ente pubblico dovrà dimostrare che il sinistro è dipeso da altre cause, come l’imprudenza del guidatore o la sua negligenza o imperizia. Lo ha chiarito il Tribunale di Napoli con una recente sentenza [1].

 

 

Come ottenere il risarcimento se si cade in una buca?

Come abbiamo detto più volte sulle pagine di questo giornale, nel momento in cui il cittadino subisce un danno derivante dalla cattiva manutenzione del manto stradale (come, appunto, il caso della buca sull’asfalto o di una mattonella divelta o di un tombino lasciato scoperto), scatta quella che, in termini tecnici, si chiama responsabilità oggettiva [2]; ciò  comporta, in capo al proprietario o custode della strada l’obbligo di risarcimento, salvo dimostri che il sinistro si è verificato per caso fortuito.

 

Quando si parla di caso fortuito si pensa subito a un evento climatico, che però deve essere imprevedibile e inevitabile: non di certo, quindi, la grandinata o la nevicata stagionale e neanche la forte pioggia che ha creato l’allagamento delle strade, dovendo l’amministrazione prevedere questi possibili calamità e adottare gli idonei sistemi di prevenzione e immediata manutenzione (si pensi ai condotti di scarico delle acque piovane).

Ma il caso fortuito potrebbe anche essere la condotta del conducente non rispettosa delle regole (scritte) del codice della strada o del più generico dovere (non scritto) di prudenza. Per cui, se l’automobilista procede velocemente su una strada in evidente disfacimento o se non si accorge di una buca enorme sulla strada, perché ha lo sguardo distratto da altro, il Comune non è responsabile per i danni. Infatti, non è possibile né prevedere né prevenire condotte che non rientrino nella comune diligenza di chi si mette alla guida di un mezzo.

 

Cosa si deve aspettare, allora, l’automobilista dalla strada? La possibilità di una buca, purtroppo, è di questi tempi. Ma non si può chiedere di evitare una buca nascosta o poco visibile: quella, cioè, che viene chiamata insidia o trabocchetto.

 

 

Cosa deve dimostrare chi cade in una buca per ottenere il risarcimento?

Secondo la sentenza in commento, una volta che il conducente abbia dimostrato di essere caduto dentro la buca stradale (il fatto storico), i danni subiti (la lesione) e che questi ultimi sono dipesi dal suddetto evento (il rapporto di causalità), altro non gli si può chiedere. La responsabilità del Comune allora scatta in automatico, ossia si presume. Ed è del resto questo il meccanismo definito dal codice civile.

 

Per sfuggire alla condanna, l’ente gestore della strada dovrà provare che il sinistro sia dipeso da altre cause, come l’imperizia o l’imprudenza del guidatore.

 

 

Il contrasto tra i giudici

Esistono, al momento, due tesi in giurisprudenza. La prima esclude che si possa presumere la responsabilità dell’ente pubblico, vista l’impossibilità di un controllo effettivo su tutte le strade demaniali. L’amministrazione, dunque, risponderebbe del sinistro solo se concretamente responsabile dei danni derivanti da difetti di manutenzione legati alla violazione di norme e delle comuni regole di prudenza e diligenza. In tal caso [3], l’amministrazione potrà evitare la condanna provando di non aver potuto rimuovere, pur adottando le misure idonee, la situazione pericolosa.

 

La seconda tesi, invece – che è quella accolta dal Tribunale di Napoli – ritiene che il gestore della strada abbia non solo l’obbligo di manutenzione della via ma anche quello di custodia, con conseguente presunzione di responsabilità per omessa vigilanza. Pertanto, il Comune è responsabile sempre in automatico, salvo dimostri che la situazione di pericolo sia derivata da terzi (es. utenti) o da caso fortuito.


La sentenza

Per scaricare la sentenza clicca qui

[1] Trib. Napoli, sent. del 6.01.2016.

[2] Art. 2051 cod. civ.

[3] Art. 2043: si tratta di una responsabilità non presunta, ma per colpa.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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