Negoziazione assistita anche per le coppie non sposate, ma col giudice
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3 Mar 2016
 
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Negoziazione assistita anche per le coppie non sposate, ma col giudice

Convivenza: l’accordo di negoziazione assistita che regola i rapporti tra gli ex partener e il figlio minore, come l’affidamento e le visite, deve essere omologato dal tribunale.

 

Ben venga la negoziazione assistita anche per le coppie non sposate di conviventi che, in tal modo, possono regolamentare, con un accordo autenticato dai rispettivi avvocati, i rapporti tra di loro e i figli nati dall’unione, come ad esempio l’affidamento, la collocazione, il diritto di visita, ecc. Ma tali accordi, a differenza di quelli per le coppie sposate che si separano, ha solo effetto tra le parti se non interviene la ratifica del giudice, previa audizione dei genitori. È quanto chiarisce il tribunale di Como con una recente sentenza [1].

 

È sempre il giudice, quindi, che deve omologare l’accordo quando i genitori non sposati sottoscrivono la convenzione di negoziazione assistita per regolamentare i rapporti fra loro e il minore dopo la fine della loro unione. E ciò perché tale forma di risoluzione stragiudiziale delle controversie – appunto, la negoziazione assistita – è prevista dalla legge [2] solo per le coppie coniugate che devono separarsi o divorziare mentre non è possibile un accordo solo fra privati senza l’intervento di un giudice che abbia effetto anche sui figli sotto i diciotto anni.

 

In caso di presenza di figli minori nella coppia di conviventi, i principi generali del nostro ordinamento non permettono-una regolamentazione di rapporti personali, destinata a produrre effetti assimilabili a quelli di una sentenza o di altro provvedimento giudiziario, che prescinda dall’intervento del giudice stesso, tanto più che tale intervento, sotto forma di autorizzazione del Pubblico Ministero, è previsto espressamente, a tutela dei figli, già per gli accordi raggiunti dalle coppie sposate. Pertanto, nel caso di “coppie di fatto”, una volta depositato l’accordo di negoziazione assistita raggiunto tra le parti, esso deve essere esaminato dal tribunale in Camera di Consiglio, affinché venga data ratifica alle conclusioni condivise della parti stesse, previa audizione dei genitori da parte del Giudice relatore.

Nel caso di specie, il Tribunale applica il suo protocollo adottato per i ricorsi proposti congiuntamente dai genitori naturali [3].


[1] Trib. Como, decr. del 13.01.2016.

[2] Art. 6 d.l. n. 132/14.

[3] Art. 337 bis cod. civ.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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