Come diventare supplente?
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4 Mar 2016
 
L'autore
Rossella Blaiotta
 


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Come diventare supplente?

Gli insegnanti, soprattutto agli inizi della carriera nella scuola, svolgono la funzione di supplente, sostituendo i colleghi di ruolo assenti per maternità, malattia o infortunio, o altre motivazioni.

 

Il percorso per diventare insegnanti è caratterizzato innanzitutto dal raggiungimento del titolo di studio (laurea), necessario per accedere ai corsi TFA, Tirocinio Formativo Attivo, al fine di ottenere l’abilitazione all’insegnamento e, successivamente, avere i requisiti necessari per accedere al concorso a cattedra nella scuola. Per i giovani insegnanti il primo vero approccio con il mondo della scuola si esplica con le supplenze, per periodi brevi, ossia di pochi giorni, al massimo mesi, oppure annuali, a seconda delle problematiche riscontrate dal docente di ruolo.

 

Per diventare supplente, avendo dunque la possibilità di muovere i primi passi come insegnante e, logicamente, ottenere anche un riscontro economico, occorre essere inseriti presso le graduatorie nazionali relative alla prima, seconda o terza fascia. L’accesso a tale elenco avviene in base ai requisiti presentati, valevoli sia per scuole dell’infanzia ed elementari che per le scuole medie e superiori a seconda del titolo di studio.

All’interno della 1^ e della 2^ fascia vengono inseriti gli insegnanti muniti di abilitazione con i punteggi elevati e medi.

Nella 3^ fascia invece vengono iscritti, ogni tre anni, i laureati privi del titolo di abilitazione i quali, per accedere alle supplenze possono indicare solamente 10 scuole per provincia.

 

Le graduatorie costituiscono lo strumento attraverso il quale le scuole che cercano un insegnante per coprire un’assenza più o meno lunga riescono a trovare dei supplenti. La segreteria della scuola provvede a contattare telefonicamente l’insegnante, in base alla materia di interesse, esponendo la necessità. Il docente, qualora decida di accettare l’incarico, viene invitato presso la direzione della scuola in cui sottoscrive un contratto di lavoro a tempo determinato, riguardante il periodo in cui svolge la supplenza. Viene inoltre informato dei programmi adottati dalla scuola, riguardanti le diverse materie, in base ai decreti ministeriali, e del punto in cui gli allievi si trovano anche a livello di apprendimento, in maniera da proseguire con una certa fluidità, senza prendere iniziative personali né discostandosi da quanto previsto.

 

Gli insegnanti collocati nella graduatoria nazionale in 1^ ,2^, o 3^ fascia vengono contattati direttamente dalle scuole. I docenti non inseriti in alcuna fascia, privi del titolo di abilitazione all’insegnamento, al contrario, possono proporsi alle scuole di interesse compilando una domanda di messa a disposizione, con la quale si manifesta la propria disponibilità ad effettuare delle supplenze, inviata via posta elettronica certificata (Pec) o a mezzo raccomandata a/r, presso la direzione o la segreteria scolastica.

Poiché la concorrenza è molta, è preferibile inviare la domanda di messa a disposizione, finalizzata alla stipula di contratti a tempo determinato, presso le provincie del nord Italia in cui, notoriamente è più facile trovare una collocazione anche annuale.

 

Gli insegnanti, in particolare i più giovani, cercano di svolgere più supplenze possibili sia, ovviamente per una questione economica, certamente da non trascurare, ma soprattutto per ottenere un maggiore punteggio e scalare la graduatoria. Nonostante per molti si tratti di una scelta che comporta anche dei sacrifici in quanto, almeno nella maggioranza dei casi, gli insegnanti provengono dalle Regioni del sud ed accettano supplenze in luoghi molto lontani da quello di nascita e residenza, anche a scapito della vita personale e familiare, tale percorso rappresenta un modo per risalire la graduatoria più velocemente ed ottenere la possibilità, in futuro, di potere scegliere una sede più vicina al centro dei propri interessi.


 


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