Risarcimento auto per danni da calamità naturali
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4 Mar 2016
 
L'autore
Temistocle Marasco
 


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Risarcimento auto per danni da calamità naturali

Come e quando è possibile chiedere il risarcimento per i danni subiti dalla propria auto causati da eventi atmosferici.

 

Negli ultimi anni, in Italia, si è registrato un aumento di tragici eventi dovuti a calamità naturali come alluvioni, terremoti, frane, esondazioni, ghiaccio e neve. Le auto, in questi casi, spesso riportano danni irreversibili, tanto da non poter essere più utilizzate.

Nel nostro Paese, tuttavia, sono in pochi ad aver assicurato il proprio veicolo contro le calamità naturali. Quella che copre gli eventi atmosferici è una assicurazione accessoria che, in quanto tale, deve richiedere espressamente il cliente, non essendo contemplata nella polizza base rc auto. Il costo annuo, mediamente, non è troppo elevato (tra le 50 e le 70 euro), ma è comunque necessario prestare attenzione a una serie di elementi, qualora si decida di attivarla:

 

– è opportuno conoscere quali eventi naturali rientrano della polizza: non è detto, infatti, che vi rientrino tutti indistintamente;

 

– è opportuno conoscere il massimale, ossia la somma massima che la compagnia assicurativa è tenuta a corrispondere al cliente qualora la sua auto sia colpita da calamità naturali. I massimali sono stabiliti dalla legge e le compagnie assicurative non hanno il potere di derogarvi o stabilire tetti di valore inferiore;

 

– è necessario tener conto del valore della franchigia, ossia della soglia al di sotto della quale la compagnia assicurativa non corrisponde alcun risarcimento (ad esempio: se in una polizza la franchigia è di 400 euro, saranno risarciti solo i danni di valore superiore a questa somma). La stessa attenzione va riservata al cosiddetto “scoperto”, ossia a quella porzione di danno che comunque resta a carico dell’assicurato (ad esempio: se in una polizza lo scoperto è di 800 euro e il danno al mezzo di 3000 euro, l’assicurazione risarcirà solo 2.200 euro, corrispondente al valore del danno meno lo scoperto).

 

 

La procedura per chiedere il risarcimento

Prima di rivolgersi alla propria assicurazione, è necessario compiere una denuncia presso polizia, carabinieri, vigili del fuoco, nella quale le autorità certifichino che si è effettivamente verificato l’evento atmosferico. In assenza di denuncia, al fine di attestare l’esistenza della calamità naturale, è possibile far riferimento al bollettino dell’Osservatorio meteorologico più vicino al luogo dell’evento.

La denuncia, provvista di documentazione fotografica, deve essere allegata alla richiesta di risarcimento del danno da inviare alla propria assicurazione. La vettura sarà quindi visionata da un perito della compagnia, con il compito di fare una valutazione dei danni e di capire se dipendono dall’evento atmosferico descritto nella denuncia. Il valore attribuito al mezzo ai fini del risarcimento è quello di mercato, riferito al giorno prima del verificarsi della calamità naturale, che sarà versato al cliente tenendo conto di eventuali franchigie o scoperti, per come in precedenza descritto.

 

 

Se manca l’assicurazione per calamità naturali

La solo polizza rc auto non copre i danni provocati ai veicoli da calamità naturali. Qualora il proprio contratto assicurativo non sia provvisto della garanzia per danni provocati da agenti atmosferici, l’unica strada percorribile, sempre che ve ne siano i presupposti, è quella della causa in tribunale contro il Comune o l’ente pubblico cui compete la cura e la sicurezza dell’area in cui si è verificato l’evento. Si pensi, ad esempio, al caso di un grosso albero che, a causa di forti raffiche di vento, cade sui veicoli in sosta. In tal caso, se il Comune non ha provveduto periodicamente alla potatura, facendo si che le fronde troppo fitte creino un “effetto vela” a contatto col vento, si ravvisa certamente una responsabilità dell’ente preposto e quindi la possibilità di ottenere un risarcimento.


 


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