Aspetti psicologici del rapporto familiare
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5 Mar 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Aspetti psicologici del rapporto familiare

La famiglia come società in miniatura, l’importanza nello sviluppo dell’individuo, il benessere e i conflitti familiari.

 

 

La famiglia come società in miniatura

La famiglia, secondo Antonelli, può essere paragonata ad una società in miniatura: essa presenta tradizioni, regole, usanze e leggi, che si richiamano, sotto molti aspetti, a quelle della più grande struttura sociale di cui fa parte. Quanto più l’individuo impara ad adattarsi alla propria situazione familiare, tanto più riuscirà ad adattarsi all’ambiente, a individuare il suo ruolo e a diventare un membro produttivo della società.

 

 

La famiglia e lo sviluppo dell’individuo

La famiglia è il principale fattore dello sviluppo fisico, psichico e sociale dell’individuo. Essa esercita un’insostituibile funzione educativa, rispondendo ai bisogni del bambino, aiutandolo a costruire la fiducia di base, fornendogli i necessari modelli di identificazione per modulare il suo comportamento e costruire il suo ruolo sessuale e sociale, sostenendolo nelle frustrazioni ed aiutandolo a conoscere se stesso, le proprie capacità, i propri limiti, in modo da stabilire gli obiettivi da conseguire.

 

 

La famiglia come sistema

Dal punto di vista dei rapporti interpersonali stabiliti al suo interno, la famiglia può es-sere considerata come un sistema in cui tutto ciò che interessa un membro coinvolge necessariamente anche gli altri componenti. Nella famiglia, intesa come sistema, le relazioni sono di tipo circolare e non lineare, ossia ogni forma di comunicazione è trasmessa a tutti i membri. Tutto ciò che si manifesta a livello di un singolo membro, pertanto, può essere compreso ed analizzato soltanto se si tiene in considerazione l’interazione con gli altri membri. Per comprendere, quindi, il comportamento di un individuo inteso come membro di famiglia, occorre analizzare i comportamenti degli altri familiari. Questo perché, ciò che avviene in un sistema, può essere qualitativamente e quantitativamente diverso dalla semplice somma degli elementi che lo compongono.

 

 

La «salute della famiglia»

Il concetto di «salute» inteso come benessere psicofisico, nel campo della famiglia deve essere considerato in termini dinamici, ossia come processo, come capacità di affrontare in modo efficace nuovi eventi sia interni che ambientali. Tutti i membri della famiglia devono essere coinvolti in questo momento di crescita e di cambiamento. La famiglia sana ed equilibrata è un sistema che si organizza e si struttura continuamente, affrontando le evoluzioni e i cambiamenti dei suoi membri senza perdere la sua identità.

 

Burhill ha identificato le seguenti dimensioni della salute e della malattia familiare:

 

– salute: autonomia, interazione, flessibilità, organizzazione, capacità di percepire sé e gli altri, comunicazione chiara, ruoli complementari, chiara divisione fra le generazioni;

 

– malattia: dipendenza, isolamento, rigidità, disorganizzazione, confusione nel percepire sé e gli altri, comunicazione confusa, ruoli in conflitto, confusa divisione fra le generazioni.

 

 

Le varie forme di «patologia» della famiglia

La famiglia non è equilibrata allorquando i suoi membri non sono psicologicamente autonomi, ossia allorquando fra i membri sussistono varie forme di dipendenza.

In questo caso, il membro più debole può somatizzare i conflitti e le ansie del gruppo, sviluppando patologie che hanno sintomi organici, ma cause psichiche (famiglia psicosomatica).

Quando prevale il carattere dell’isolamento, i membri si limitano a convivere, evitando però di comunicare e di confrontarsi fra loro (famiglia che non comunica).

Le caratteristiche della rigidità e della disorganizzazione sono tipiche delle famiglie in cui è presente un soggetto schizofrenico. Le ricerche di Laing ed Esterson hanno dimostrato che tali caratteristiche familiari possono indurre il membro più debole, privo di capacità di difesa, ad adottare la strategia del rifugio nella malattia mentale.

Pertanto la schizofrenia troverebbe le sue origini in una famiglia immatura, rigida e disorganizzata, che non consente ai suoi membri di esprimere libere opinioni, non chiarisce i problemi e tende a scaricare i conflitti su un membro che fa da «capro espiatorio» (famiglia schizofrenogena).

Quando i ruoli sono in conflitto e non vi è un chiaro distacco generazionale, ciascun genitore cerca di sminuire l’altro agli occhi dei figli e ad allearsi con questi ultimi a danno del coniuge (famiglia scismatica).

 

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