L’adozione
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6 Mar 2016
 
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L’adozione

Caratteristiche, tipologie e riferimenti normativi dell’istituto dell’adozione.

 

L’istituto dell’adozione nasce nel diritto romano per offrire a chi non aveva discendenza propria, la possibilità di tramandare il cognome ed il patrimonio, costituendosi una discendenza in favore dell’adottante a seguito di un atto giuridico.

Con analoghe finalità si presentava l’istituto nel Codice del 1865, anche se per costituire il rapporto affiliativo non era più sufficiente, come nel diritto romano, un semplice atto di autonomia privata, richiedendosi un procedimento peculiare. Sostanzialmente identica è la funzione dell’istituto anche con l’avvento del Codice del 1942 (ma prima del ’67) che, pur estendendo l’ambito di applicazione ai minori di età, finiva col confermare la finalità dell’istituto. Difatti il legislatore non previde, a seguito dell’estensione dell’adozione ordinaria al minore, una diversa disciplina dell’istituto, sicché il minore conservava intatti i rapporti con la famiglia di origine, ostacolandosi, così, un suo effettivo inserimento nella nuova famiglia e creando una situazione assai instabile.

 

Si ritenne di ovviare a tali inconvenienti istituendo (con la L. 5 giugno 1967, n. 431), accanto all’adozione tradizionale (cd. ordinaria), un’adozione speciale a favore dei minori d’età, che perseguiva l’intento di recidere i legami del minore di otto anni con la sua famiglia di origine per ricomprenderlo, in qualità di figlio, in quella adottiva. L’istituto, nonostante la notevole spinta innovativa, presentava inconvenienti e difficoltà pratiche di applicazione, che ne hanno rese necessarie ulteriori modifiche.

 

Il provvedimento di disciplina dell’istituto è costituito dalla L. 4 maggio 1983, n. 184 (nel testo risultante dalle modifiche apportate dalla L. 28 marzo 2001, n. 149), la quale ha adeguato l’istituto dell’adozione ai principi espressi dalla Convenzione di Strasburgo sull’adozione dei minori del 24 aprile 1967 (ratificata in Italia con L. 22 maggio 1974, n. 357) e dalla Legge di riforma del diritto di famiglia 151/1975.

 

Allo stato della vigente legislazione, è possibile distinguere quattro tipi di adozione:

 

l’adozione piena o legittimante (L. 184/1983, artt. 6-28), che è la forma ordinaria di adozione e si rivolge ai minori di età, al fine di attribuire a pieno titolo una famiglia a chi ne è privo ovvero a chi non riceve una adeguata assistenza morale e materiale dalla propria (v. par. 3);

 

– l’adozione in casi particolari (L. 184/1983, artt. 44-57), sempre rivolta ai minori, che, tuttavia, non sostituisce ma aggiunge al rapporto originario di filiazione quello adottivo, per adempiere, in ogni caso, ad un interesse del minore;

 

l’adozione di persone maggiori d’età (artt. 291 e ss. c.c.), che ricalca perfettamente l’istituto originario dell’adozione;

 

l’adozione cd. internazionale (L. 184/1983, artt. 29-43), che regola l’adozione di un minore straniero da parte di coniugi italiani residenti in Italia o all’estero.

 

La L. 183/1984, successivamente novellata dalla L. 149/2001, afferma all’art. 1 «il diritto del minore di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia». Nell’operare un richiamo ai principi costituzionali, la legge sull’adozione configura, dunque, non soltanto il diritto del minore ad una nuova famiglia capace di promuoverne la crescita e lo sviluppo della personalità (art. 2 Cost.) all’interno della famiglia cui viene riconosciuta una sua autonomia originaria (art. 29 Cost.), ma anche e soprattutto il diritto di vivere e crescere nel proprio ambiente di origine. Il bambino non è più considerato oggetto dei diritti degli adulti, ma come autonomo soggetto di diritti dandosi in tal modo attuazione al principio desumibile dall’art. 30, 2° comma, Cost. con cui, oltre ad essere sancito il diritto-dovere dei genitori di educare, mantenere ed istruire i figli, si impone al legislatore di dar vita ad un sistema di assistenza sociale che garantisca il diritto del minore a crescere nella propria famiglia. Ai detti principi si aggiunge, infine, la solenne enunciazione di cui all’art. 31 Cost., sulla tutela della maternità ed infanzia, da attuarsi per mezzo di sostegni e misure economiche a favore della famiglia: in base ad essa, il legislatore è vincolato a sostenere le famiglie che versano in condizioni economiche e sociali svantaggiate ed a contribuire all’assolvimento dei loro compiti.

 

Come già accennato, con la L. 149/2001 sono state introdotte alcune importanti innovazioni alla disciplina dell’adozione, attraverso modifiche apportate non solo alla legge dell’83, ma anche a taluni articoli del codice civile e processuale civile. Un ruolo centrale assumono, infatti, nell’ambito della disciplina delle adozioni, così come novellata dalla legge del 2001, le misure e gli interventi di sostegno a favore delle famiglie in difficoltà, di modo che solo nella ipotesi estrema in cui le famiglie suddette, pur aiutate e tempestivamente sostenute, non riescano ad assicurare al minore un corretto ed armonico sviluppo della sua personalità fisica, psichica ed intellettuale, questi debba essere dichiarato in stato di abbandono disponendone l’affidamento ad un’altra famiglia idonea ad assicurargli le necessarie cure morali e materiali.

 

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Commenti
6 Mar 2016 CECILIA LOLIVA PINTO

ESSENDO FIGLIA ADOTTIVA DA PICCOLINA;PRECISO AVEVO POCO PIU’ DI SETTE ANNI E FREQUENTAVO LA II E.;PER CUI SONO TRASCORSI OLTRE 64anni,ED IL BUON DIO SA’ QUANTE BRUTTURE,CATTIVERIE,CRUDELTA’,ILLEGALITA’,ANOMALIE,E’QUANT’ALTRO RELATIVO ALLA DISUMANA INCIVILTA’ SONO STATE EFFETTUATE SULLA MIA PERSONA E’ SU SVARIATI MIEI PARENTI-FAMIGLIARI;IL TUTTO DA PARTE DEI MIEI GENITORI ADOTTIVI,E’ L’INTERA CRICCA DI MALAFFARE DEI DI LORO PARENTI-SERPENTI;E’ NONOSTANTE SIANO TRASCORSI CIRCA 65anni,ANCORA LO STRASCICO DELLE SVARIATE MALEDETTE “ANOMALIE E’ ILLEGALITA'”STANNO AVENDO UN COLOSSALE TRISTE,MALEDETTO,E’ RIPROVEVOLE “STRASCICO”,POICHE’,PUR SE IN TANTI SONO HA CONOSCENZA DELLE COLOSSALI CRUDELTA’ SUBITE E’ SUBENDO,ANCORA NESSUNO E’ STATO CONDANNATO PER LE SVARIATE ANOMALIE,ECC.,ECC. PER CUI,ANZICCHE’ SVARIATI ADULTI SENZA SCRUPOLI DECIDERE LA BRUTTA SORTE DEI BAMBINI SFORTUNATI;PER CUI,L’IDEALE E’ CREARE DELLE SERIE ED ONESTE STRUTTURE DOVE POTER CRESCERE TRANQUILLI E’ SERENI,STUDIARE SECONDO LE CAPACITA’ E’ LE DOTI CHE OGNUNO POSSIEDE,ED IN SEGUITO POTER LAVORARE ED ESSERE REMUNERATI PER IL SERIO ED ONESTO LAVORO CHE OGNUNO DEVE ESPLETARE;INOLTRE,PER POTER AFFRONTARE DA ADULTI QUALUNQUE AVVERSITA’ CHE POTREBBERO INCONTRARE SUL PERCORSO DEL CAMMINO DI OGNI ESSERE UMANO.
CHIEDO SCUSA DEGLI EVENTUALI ERRORI DI ORTOGRAFIA E’ GRAMMATICALI POICHE’ O FREQUENTATO SOLO FINO ALLA IV E. PER CRUDELTA’ E’ IGNOBILTA’ DEI MIEI DEFUNTI GENITORI ADOTTIVI E’ LA CRICCA DI MALAFFARE DEI DI LORO PARENTI- SERPENTI. RINGRAZIO TANTO PER L’OPPORTUNITA’ CHE DATE PER RACCONTARE LE NOSTRE SVARIATE ESPERIENZE VISSUTE E’ VIVENDO PER LE SVARIATE ANOMALIE E’ ILLEGALITA’ DI VARI ESSERI SENZA SCRUPOLI E’ VIA DICENDO.
IN FEDE PRESIDENTE ASSOCIAZIONE A.N.I.O.P.A.