Se ricevi una cartella da Equitalia per un parente defunto
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4 Mar 2016
 
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Redazione
 


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Se ricevi una cartella da Equitalia per un parente defunto

Se il familiare non ha pagato le tasse e l’erede riceve la notifica di una cartella di pagamento: ecco cosa fare per pagare di meno o non pagare del tutto.

 

Se ricevi una cartella di pagamento per conto di un debito fiscale di un familiare defunto non sempre devi pagare o, quantomeno, pagare l’intero importo ivi indicato. Ecco allora alcuni suggerimenti pratici per ridurre il debito ed evitare che Equitalia si rivalga su di te in qualità di erede. Per gli aspetti più tecnici e particolari, ti rinviamo alla nostra guida generale “Se non paghi le tasse, Equitalia può rivalersi sui figli-eredi?”.

 

 

Non pagare le sanzioni sulla cartella Equitalia del parente defunto

La prima cosa da sapere è che le sanzioni per l’omesso versamento delle tasse non si trasmettono agli eredi. Il che significa, tanto per fare un esempio, che se il parente defunto non ha versato l’Irpef e l’Agenzia delle Entrate chiede all’erede tale importo oltre alle consuete sanzioni che, in caso di omesso versamento delle imposte, scattano sempre, dette sanzioni devono essere decurtate dalla cartella.

È molto importante, però, attivarsi immediatamente nel chiedere, a Equitalia, lo sgravio dalle sanzioni, onde provvedere al definitivo versamento entro 60 giorni dalla notifica della cartella stessa. Il che significa:

 

– presentare una istanza in autotutela ad Equitalia, meglio se con PEC (posta elettronica certificata), al fine di accelerare i tempi;

 

– attendere l’autorizzazione allo scorporo delle somme che Equitalia invierà al contribuente richiedente;

 

– una volta ottenuta la decurtazione delle sanzioni dal totale della cartella, procedere al versamento del residuo, anche a mezzo di contanti, presso lo sportello dell’Agente della Riscossione.

 

Se il pagamento avviene dopo i 60 giorni dalla notifica della cartella, aumentano i diritti di riscossione (quel che un tempo si chiamava “aggio”) e gli interessi.

 

L’istanza in autotutela non sospende i termini per l’impugnazione della cartella: il che significa che se Equitalia non ti risponde in un congruo lasso di tempo, è meglio presentare impugnazione al giudice per evitare di incorrere in decadenze.

 

 

Se il defunto stava pagando la cartella a rate

Nel caso di morte durante una rateazione del debito, le sanzioni per il mancato o il ritardato versamento di singole rate non si trasmettono agli eredi. Essi però risponderanno delle conseguenze per i ritardi successivi alla morte del parente. Per maggiori dettagli leggi “Se l’erede aveva in corso una rateazione”.

 

 

Controllare se il diritto di riscossione è prescritto

Spesso potrebbe capitare che alcune o tutte le imposte richieste da Equitalia siano ormai definitivamente prescritte. È bene quindi verificare, ad una ad una, ogni singola causale di pagamento richiesta perché la prescrizione varia a seconda del tributo. A tal fine puoi consultare la nostra scheda in “Cartella di pagamento: termini di prescrizione”.

 

 

A chi deve essere fatta la notifica della cartella di pagamento?

Nel caso di decesso del contribuente, gli eredi devono comunicare tale fatto all’Agenzia delle Entrate e ad Equitalia della sede dell’ultimo domicilio fiscale del soggetto deceduto. Se lo fanno, le notifiche delle cartelle di pagamento, per essere corrette, dovranno essere inviate presso la residenza di ciascun erede.

Diversamente, in assenza di tale comunicazione le notifiche sono valide anche se effettuate presso la residenza del soggetto scomparso, ma la busta di Equitalia dovrà essere indirizzata a “Eredi di….” e non dovrà invece indicare il nome del defunto. In altre parole, in assenza di comunicazione del decesso, la notifica va fatta a tutti gli eredi impersonalmente e collettivamente nell’ultimo domicilio del parente.

Dopo un anno però dalla morte, la notifica deve avvenire agli eredi personalmente e nel rispettivo indirizzo di residenza.

 

 

La rinuncia all’eredità o il beneficio di inventario

Per non ereditare i debiti del defunto, gli eredi possono, entro 10 anni, rinunciare all’eredità (a condizione che non siano entrati nel possesso di beni ereditari, nel qual caso il termine si riduce notevolmente: 3 mesi per fare l’inventario e 40 giorni per la rinuncia). In alternativa potrebbero accettare con beneficio di inventario (entro gli stessi termini appena indicati): in tale ipotesi, invece, risponderanno dei debiti solo nei limiti dei beni ereditati; pertanto Equitalia potrà pignorare solo questi ultimi e non il patrimonio personale dell’erede. Per maggio informazioni leggi “Come evitare di ereditare i debiti del defunto”.


 


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