Canone Rai, si può regolarizzare se mai pagato?
Lo sai che?
4 Mar 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Canone Rai, si può regolarizzare se mai pagato?

Canone Rai in bolletta per chi non è mai stato abbonato: è possibile mettersi in regola per gli anni passati?

 

Non ho mai pagato il canone e ho paura di dover saldare con la bolletta tutti gli importi dei 10 anni passati: come posso regolarizzarli?

 

Sul Canone Rai è stato detto veramente di tutto, soprattutto in merito agli escamotages per evitare di pagarlo: in merito alla possibilità di regolarizzare gli anni passati, però, non è ancora stata fatta chiarezza.

Le certezze, allo stato attuale, sono davvero poche: è ancora in stato di bozza, difatti, il decreto attuativo del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico), di concerto col Tesoro, sulle previsioni inerenti il Canone Rai in bolletta, introdotte dalla Legge di Stabilità 2016.

Quel che è certo, è che le bollette col canone, che saranno emesse a partire dal luglio 2016 (al massimo da agosto) non conterranno alcun arretrato, ma soltanto l’importo del Canone Rai 2016 rateizzato, con una prima maxi rata (pari a 70 euro o 80 euro).

 

 

Arretrati: rischio di accertamento

Riguardo agli arretrati, ancora non si sa come si muoverà il Governo, ma pare improbabile che si possa attivare, anche negli anni prossimi, inserendo eventuali canoni non pagati dalle famiglie negli anni precedenti direttamente in bolletta: un siffatto sistema sarebbe difficilmente gestibile e comporterebbe notevoli problemi per i fornitori di energia elettrica.

 

Tuttavia, resta il rischio di accertamento dei precedenti canoni non pagati: a tal fine è sufficiente un confronto tra le famiglie che pagano il canone in bolletta dal 2016 e le famiglie che hanno pagato i vecchi bollettini sino al 2015; senza contare che il Mise, nel decreto in lavorazione, sta inserendo l’obbligo, per i Comuni, di trasmettere all’Agenzia delle entrate (Direzione provinciale I di Torino- Sportello Sat), su richiesta della stessa Agenzia, i dati relativi alle famiglie anagrafiche.

 

L’accertamento potrebbe essere contestabile, in quanto il presupposto per il pagamento del canone, dal 2016 in poi, è diverso rispetto agli anni passati: mentre sino al 2015, per non pagare, bastava la richiesta di suggellamento del televisore, e non era indispensabile il suo mancato possesso, adesso è necessario dichiarare di non possedere alcun televisore. Quindi, anche se in casa c’è soltanto un televisore vecchio e non funzionante, il canone si deve pagare lo stesso, in base al solo possesso.

La falsa dichiarazione è un reato, ma bisogna considerare che nessun incaricato Rai o della Guardia di Finanza potrà mai entrare in casa per verificare se si possiede la tv senza un mandato di perquisizione.

L’accertamento in base ai nuovi pagamenti delle utenze non è comunque semplice da realizzare, anche perché, dal 2016, chi paga è l’intestatario della bolletta, a prescindere da quale componente della famiglia fosse il vecchio pagatore dei bollettini Rai sino al 2015. Probabilmente gli accertamenti, qualora vengano attuati, saranno basati sui dati delle residenze anagrafiche trasmessi dai comuni. È ad ogni modo dovuto un solo canone per ogni famiglia anagrafica.

 

 

Arretrati: come regolarizzarli

Chi non ha mai pagato il canone e vuole mettersi in regola, non può purtroppo regolarizzare gli arretrati (sino a 10 anni) pagandoli tramite bollettino o altra modalità: la Rai, infatti, non rilascia più bollettini a partire dal 2016, e non consente il pagamento degli arretrati a chi non è mai stato abbonato (nessun problema, dunque, per chi è già abbonato e vuole mettersi in regola). Così è stato anche confermato in data odierna dal Servizio abbonamenti Rai (raggiungibile al numero 199.123.000).

 

Pertanto, per regolarizzare la situazione di chi, pur ricorrendone i presupposti, non si è mai abbonato, non resta che attendere l’eventuale futuro accertamento (confidando in una sua mancata realizzazione); la “punizione” per chi non ha pagato è piuttosto pesante: possono essere chiesti indietro gli importi dovuti nei 10 anni precedenti, in quanto la prescrizione è decennale, con sanzioni sino a 5 volte l’importo evaso.

 

Sfortunatamente non è nemmeno possibile dichiarare il mancato possesso o il suggellamento del televisore per gli anni addietro, poiché la dichiarazione ha valore solo per i periodi posteriori alla stessa; la dichiarazione di mancato possesso della tv avrebbe dunque efficacia per il solo anno 2016.

 

Certamente, i dubbi e le perplessità sono numerosi, così come sono parecchie le difficoltà per accertare gli importi dovuti negli anni passati da chi non ha mai avuto un abbonamento. Nel frattempo, avvocati e associazioni dei consumatori stanno affilando i loro artigli, pronti a dare battaglia su quella che è considerata un’imposta espropriativa, con modalità di riscossione illegittime e sanzioni sproporzionate.


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti
17 Mar 2016 IOELE Antonio Luigi

Ho seguito tutta la procedura per il suggellamento del televisore.A fine 1981 ho ricevuto una cartolina dall ‘URAR di Torino :”In riferimento alla sua denuncia di cessazione dell’abbonamento alla televisione, si precisa che la stessa, è valida a decorrere dalla data sottoindicata ( Validità disdetta Dall’1/1/1982. Ora la bolletta della luce è in testa a mia moglie.Come mi devo comportare?