Il garage condiviso può essere pertinenza di due abitazioni principali
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5 Mar 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Il garage condiviso può essere pertinenza di due abitazioni principali

Il garage in comproprietà di due soggetti titolari di appartamenti diversi è considerato pertinenza condivisa e rientra nelle deduzioni Irpef previste per l’abitazione principale.

 

Un garage (box, autorimessa o posto auto) in comproprietà può essere considerato come pertinenza “condivisa” di più fabbricati ad uso abitativo, anche i fini delle agevolazioni fiscali previste per l’abitazione principale. È quanto confermato da una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate [1] chiamata a rispondere al seguente quesito: “Due soggetti, proprietari di due distinti appartamenti nei quali dimorano abitualmente, acquistano in comproprietà un garage che utilizzano congiuntamente. Si chiede se tale unità immobiliare, accatastata in categoria C/6, possa essere considerata pertinenza per entrambi i soggetti”.

 

La legge [2] prevede che se alla formazione del reddito complessivo del contribuente concorrono il reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e quello delle relative pertinenze, si deduce un importo fino all’ammontare della rendita catastale dell’unità immobiliare stessa e delle relative pertinenze, rapportato al periodo dell’anno durante il quale sussiste tale destinazione ed in proporzione alla quota di possesso di detta unità immobiliare.

 

Per abitazione principale si intende quella nella quale la persona fisica, che la possiede a titolo di proprietà o altro diritto reale, o i suoi familiari dimorano abitualmente. Non si tiene conto della variazione della dimora abituale se dipendente da ricovero permanente in istituti di ricovero o sanitari, a condizione che l’unità immobiliare non risulti locata

 

Per pertinenze si intendono le cose immobili classificate o classificabili in categorie diverse da quelle ad uso abitativo, destinate ed effettivamente utilizzate in modo durevole a servizio delle unità immobiliari adibite ad abitazione principale delle persone fisiche.

 

Ai fini della sussistenza del vincolo pertinenziale, è necessario il requisito oggettivo della relazione di strumentalità e complementarietà funzionale tra il bene principale e quello accessorio, nonché il requisito soggettivo della volontà effettiva del proprietario del bene principale, o titolare di un diritto reale sul medesimo, di destinare durevolmente il bene accessorio a servizio o ad ornamento di quello principale.

 

L’Agenzia delle Entrate ritiene che anche la pertinenza condivisa (come nel caso di un garage o posto auto) rientri tra le pertinenze dell’abitazione principale legittimanti la deduzione ai fini Irpef.

 

Anche la Cassazione [3] ha ritenuto “ammissibile la costituzione di una pertinenza in comunione, al servizio di più immobili appartenenti in proprietà esclusiva ai condomini della pertinenza stessa, in quanto l’asservimento reciproco del bene accessorio comune consente di ritenere implicitamente sussistente la volontà dei comproprietari di vincolare lo stesso in favore delle rispettive proprietà esclusive”.

 

Secondo l’Agenzia delle Entrate, dato che il testo unico selle imposte sui redditi dà rilievo alla nozione civilistica di pertinenza, “si deve ritenere che il vincolo pertinenziale con due distinte unità immobiliari, validamente costituito, assume rilievo anche ai fini delle imposte sui redditi”.

Ogni comproprietario può pertanto dedurre la quota di rendita della pertinenza, adibita a servizio dell’abitazione principale, pari alla percentuale di possesso della pertinenza stessa.


[1] Agenzia delle Entrate, circolare n. 3/E del 2.3.16.

[2] Art. 10, c. 3bis, TUIR.

[3] Cass. sent. n. 27302/2013.

 


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