Concorso scuola 2016, viaggi obbligatori
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5 Mar 2016
 
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Noemi Secci
 


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Concorso scuola 2016, viaggi obbligatori

Lunghi spostamenti per i candidati al maxi concorso docenti: penalizzate molte classi di concorso, le isole e le regioni minori.

 

Il maxi concorso scuola non smette di suscitare polemiche: dall’esclusione dei candidati, alla formulazione delle prove, ai compiti pagati 50 centesimi l’uno, si è ora aggiunta la sgradita novità dei viaggi forzati. Anziché organizzare le selezioni in base alla residenza nelle varie Regioni, difatti, è stata effettuata una suddivisione per classi di concorso: in questo modo, i candidati alle classi con un numero di posti disponibile non molto alto saranno costretti a spostarsi.

Non si tratta di brevi gitarelle, dato che in molti casi i candidati saranno costretti a prendere l’aereo o la nave: dalla Sicilia alla Campania, dalla Sardegna al Veneto, al Lazio o alla Campania. I viaggi non saranno soltanto dalle Isole allo Stivale, ma anche inversi: ad esempio, dall’Abruzzo, o dal Molise, alla Sicilia.

Non va meglio a chi viaggerà via terra: il percorso dal Friuli Venezia Giulia al Lazio ne è una prova.

Il problema non risiede soltanto nei costi del viaggio e del pernottamento (per alcuni troppo onerosi), ma anche nella difficoltà a partecipare alle prove relative a più classi di concorso, per chi ne possiede i requisiti (visto che gli aspiranti docenti non possiedono “ancora” il dono dell’ubiquità).

 

Vediamo, per capire chi deve preparare la valigia, una breve carrellata degli spostamenti previsti per le principali classi di concorso.

 

 

Classi di concorso: chi si sposta

Gli spostamenti previsti per le principali classi di concorso, secondo la tabella elaborata da Uil scuola, sono:

 

A021 Geografia: da Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Veneto alla Lombardia, da Sardegna e Toscana al Lazio, da Abruzzo, Calabria, Puglia e Sicilia alla Campania;

 

A023 Italiano per discenti di lingua straniera: dal Friuli Venezia Giulia alla Lombardia, da Sardegna, Umbria e Marche al Lazio, da Basilicata e Molise all’Abruzzo;

 

A041 Scienze e tecnologie informatiche: da Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Molise e Umbria al Lazio;

 

A045 Scienze economico aziendali: da Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Piemonte alla Lombardia, dalle Marche al Lazio, dal Molise alla Puglia;

 

A046 Scienze giuridico- economiche: da Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia al Veneto, da Marche e Sardegna al Lazio, da Abruzzo e Puglia alla Campania, dalla Calabria alla Sicilia;

 

A047 Scienze matematiche applicate: da Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia al Veneto, da Liguria e Piemonte alla Lombardia, da Sardegna e Toscana al Lazio, da Abruzzo e Molise alla Campania;

 

A050 Scienze naturali, chimiche e biologiche: dalla Liguria al  Piemonte, da Basilicata, Molise e Umbria al Lazio.

 

Per quanto riguarda laboratori e strumenti musicali, gli accorpamenti riguardano praticamente tutte le classi di concorso, e dirottano gli appartenenti alle varie regioni soprattutto in Lazio, Lombardia e Campania.

In pratica, la regione più popolata vince; pur comprendendo le ragioni dei raggruppamenti, dovute al risparmio di spesa pubblica, è doveroso osservare che soluzioni alternative sarebbero state possibili, senza oneri aggiuntivi: ad esempio, l’accorpamento di classi di concorso diverse nella stessa Regione, oppure lo svolgimento nella propria regione dei soli scritti, sotto la supervisione di un altro ufficio scolastico regionale.

 

 

Concorso scuola: selezione per pochi

Nonostante le soluzioni alternative, il Ministero ha preferito ignorare le difficoltà dei candidati ed andare avanti per la sua strada; senza contare che quasi tutti i candidati al concorso sono precari e che il contratto non prevede permessi retribuiti per sostenere le prove.

Insomma, un concorso per pochi, che, oltre ad escludere i non abilitati (e diversi soggetti il cui titolo abilitante non è più stato considerato tale, come i diplomati magistrali ad indirizzo linguistico), esclude anche i meno abbienti, o chi ha difficoltà negli spostamenti per ragioni di lavoro e famiglia.

 

Pochi saranno anche i partecipanti alle commissioni: la lauta paga di 50 centesimi per ogni compito corretto non è molto allettante. Senza contare che non si sta correggendo un semplice compito in classe, ma un documento dal quale dipende la futura vita lavorativa del candidato. Ma in nome del taglio della spesa pubblica, si sa, tutto è lecito: tranne che tagliare i veri sprechi e privilegi.


 


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