Imu: lo sconto del comodato gratuito
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6 Mar 2016
 
L'autore
Mauro Finiguerra
 


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Imu: lo sconto del comodato gratuito

Le condizioni per accedere al bonus fiscale in caso di comodato dell’immobile a genitori o figli: le rigide regole previste dalla legge.

 

Dal 1° gennaio 2016 sono previste  agevolazioni IMU e TASI nel caso un cui l’immobile sia ceduto in comodato gratuito a genitori o figli. Ma le condizioni di accesso sono tali per cui i possibili beneficiari si possono considerare dei veri e propri miracolati. Vediamo perché.

 

Il comodato gratuito, scritto o verbale, è un contratto con il quale il proprietario concede in uso un immobile al conduttore, senza percezione di canoni di locazione né di altre remunerazioni. Quando detto contratto è stipulato fra genitori e figli, parenti in linea retta di primo grado, specifica la norma, sull’immobile concesso in uso il comodante può ottenere l’abbattimento del 50% della base imponibile ai fini del calcolo dell’IMU e della TASI dovute.

 

Fin qui tutto pare abbastanza semplice.

Ma la legge [1] precisa a quali condizioni, oggettive e soggettive, l’immobile in comodato può dare diritto alle agevolazioni.

 

Le condizioni soggettive sono:

 

– il comodante deve possedere un solo immobile (abitativo e non di lusso) sull’intero territorio nazionale;

 

– il comodante deve risiedere anagraficamente nonché dimorare abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato;

 

– il comodante può possedere anche un solo altro immobile ad uso abitativo e non di lusso, in Italia, ma questo deve essere sito nello stesso comune dove è posto l’altro immobile concesso in comodato;

 

– il comodante deve utilizzare detto altro immobile come propria abitazione principale;

 

– il comodatario deve essere parente di primo grado in linea retta del comodante (ascendente o discendente – genitori/figli);

 

– il comodatario deve utilizzare l’immobile ottenuto in comodato come propria abitazione principale e deve esservi residente e dimorarvi abitualmente.

 

Le condizioni oggettive sono:

 

– l’immobile deve essere ad uso abitativo (categoria catastale A con esclusione di A/1, A/8 e A/9 – immobili di lusso);

 

– il contratto di comodato deve essere registrato presso gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate;

 

– il soggetto richiedente l’agevolazione attesta il possesso dei requisiti con una apposita dichiarazione prevista per legge [2];

 

-l’agevolazione è concessa solo proporzionalmente per mese (si considera mese la frazione superiore a 15 giorni);

 

– il comodatario deve prendere la residenza nell’immobile concesso in comodato.

 

Come si può vedere le condizioni per l’accesso alla agevolazione della riduzione della base imponibile IMU/TASI al 50% non sono di facile conseguimento.

 

Facendo qualche calcolo, considerato che il contratto di comodato gratuito ha un costo di registrazione minimo di euro 232 (200 per imposta di registro e 32 per marche da bollo), occorrerà verificare che detto importo sia superiore al vantaggio della riduzione dell’IMU e della TASI dovute.

 

Inoltre, considerando che se il comodato è stipulato, come spesso capita nei confronti dei parenti in linea retta, a tempo indeterminato, occorrerà in futuro risolverlo qualora non più utilizzato, versando gli stessi importi di cui sopra al fisco.

 

Oltre a detti costi comodante e comodatario devono anche prevedere i costi professionali della redazione del comodato, qualora non intendano provvedervi da soli.

 

Infine si ricorda che il comodante è comunque tenuto al pagamento dell’IMU e della TASI, seppur su base imponibile ridotta al 50% , sull’immobile concesso in comodato, mentre il comodatario, che utilizza l’immobile come abitazione principale ne è esentato.

 


[1] L. n. 208 del 28.12.2015 – art. 1 co. 10 lett. b)

[2] D.L. n. 23 del 2011 – art. 9 co. 6.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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