Condominio: si può usare la proprietà privata salvo indennizzo
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7 Mar 2016
 
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Condominio: si può usare la proprietà privata salvo indennizzo

Possibile l’utilizzo di spazi privati, anche senza il consenso del proprietario, purché temporaneo e salvo risarcimento del danno.

 

L’amministratore di condominio può utilizzare spazi di proprietà privata di uno o più condomini, se vi è necessità e utilità per l’intero condominio, a condizione che detto utilizzo sia solo temporaneo e venga versato un congruo risarcimento al titolare. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

 

Il principio risulta particolarmente importante e fonte di svariate applicazioni: un nuovo approccio, insomma, nei rapporti tra parti comuni ed esclusive, interpretato alla luce di un principio di solidarietà.

Prima d’ora i casi in cui era stato applicato un principio analogo erano relativi all’installazione di ascensori ma, in quei frangenti, non era in gioco l’occupazione di parti private, bensì limitazioni che solo indirettamente interessavano la proprietà, come la limitazione di aria e luce o la limitazione dell’uso del ballatoio.

 

La vicenda si riferisce ad un condominio ove vi era l’esigenza di rinforzare le strutture dell’edificio mediante l’occupazione definitiva, con plinti e altri ingombri, del fondo dell’edificio di proprietà di un singolo. Secondo la Cassazione, in presenza di due diritti entrambi meritevoli di tutela, quello del condòmino di conservare la sua proprietà e quello di tutti gli altri condòmini di procedere alle opere di consolidamento, sia necessario contemperarli, permettendo l’intervento in cambio di un indennizzo. Si parla, a riguardo, di “Giustizia distributiva” in condominio:; un principio applicabile, tuttavia, solo in caso di necessità, che consente di utilizzare, in via non temporanea, spazi privati salvo indennizzo.

 

Non esiste una norma specifica sul punto. La Cassazione si è rifatta da un lato alla Costituzione [2] (che tutela sì la proprietà, ma prevede anche la possibilità di un esproprio, salvo indennizzo, per motivi di interesse generale), dall’altro al codice civile [3] che prevede un principio generale secondo il quale l’arricchimento di un soggetto non può tradursi in un danno per un altro; il richiamo è anche in materia di accesso al fondo [4], ove viene previsto un indennizzo nell’ipotesi in cui venga cagionato un danno.


[1] Cass. sent. n. 25292/15.

[2] Art. 42 Cost.

[3] Art. 2041 cod. civ.

[4] Art. 843 cod. civ.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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