Omissione contributi lavoratori e depenalizzazione: chiarimenti dall’Inps
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7 Mar 2016
 
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Omissione contributi lavoratori e depenalizzazione: chiarimenti dall’Inps

Prime indicazioni sulla depenalizzazione del reato di omissione contributi lavoratori: il Messaggio Inps n. 805 del 22 febbraio 2016.

 

Tra le varie depenalizzazioni previste di recente dal Governo [1], vi è quella del reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali in precedenza punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a 1.032 euro. In merito alle nuove sanzioni è intervenuto, di recente, un messaggio dell’Inps a chiarire alcuni importanti aspetti [2].

 

Il trattamento sanzionatorio da applicare all’ipotesi di omesso versamento delle ritenute previdenziali è differente e varia a seconda della misura dell’omissione:

 

– per la sola ipotesi in cui l’omesso versamento sia superiore all’importo di 10.000 euro annui, resta confermata la sanzione penale della reclusione fino a tre anni congiunta alla multa fino a 1.032;

 

– nell’ipotesi in cui l’importo dell’omissione non superi la predetta soglia e pertanto risulti inferiore o almeno pari a 10.000 euro annui si applicherà la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 euro a 50.000 euro.

 

Resta confermata anche nella nuova formulazione della norma l’ipotesi di non punibilità con la sanzione penale oppure con la sanzione amministrativa qualora il versamento delle ritenute omesse venga effettuato entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’accertamento della violazione.

I periodi di competenza a decorrere dal periodo di competenza 01/2016 saranno oggetto di trattazione successivamente al rilascio della Nuova Procedura di gestione. Per i periodi fino al periodo di competenza 12/2015, l’attività gestionale continuerà ad essere effettuata attraverso le attuali procedure.


[1] D.lgs. n. 8/2016.

[2] Inps Messaggio n. 805 del 22.02.2016.

 


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