Bonus mobili 2016, detrazione anche per ristrutturazioni datate
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7 Mar 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Bonus mobili 2016, detrazione anche per ristrutturazioni datate

 

Ok dell’Agenzia delle Entrate al bonus sull’acquisto di arredi, per l’anno 2016, anche se la ristrutturazione è avvenuta da parecchio tempo.

 

I recenti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate aiutano chi vuole acquistare arredi e grandi elettrodomestici: il bonus mobili, difatti, può essere fruito anche se l’intervento di ristrutturazione è avvenuto anni fa, purché le spese siano state sostenute non anteriormente al 26 giugno 2012. Inoltre, l’Agenzia ha chiarito che, anche se la data di inizio lavori deve essere precedente alla data di acquisto dei mobili, per aver diritto al bonus, le spese per la ristrutturazione possono essere sostenute successivamente.

 

 

Bonus mobili 2016: come funziona

Ricordiamo brevemente, per chi non lo sapesse, come funziona il bonus mobili: quest’agevolazione consiste nella detrazione del 50% dei costi per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici, sino a un tetto massimo di spesa pari a 10.000 euro; la detrazione (pari logicamente a un massimo di 5.000 euro) deve essere ripartita in 10 anni, quindi in 10 rate di uguale importo.

L’acquisto dei mobili deve essere correlato a un intervento di recupero del patrimonio edilizio.

 

 

Bonus mobili 2016: interventi che danno luogo all’agevolazione

Non tutti gli interventi edilizi beneficiano del bonus, ma soltanto i seguenti:

 

– interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, eseguiti sia sulle parti comuni di un immobile residenziale, sia sulle singole abitazioni;

 

– lavori di manutenzione ordinaria, effettuati sulle parti comuni di un immobile residenziale (in pratica, sulle parti condominiali);

 

– lavori, anche non rientranti nelle precedenti categorie, finalizzati a ricostruire o ripristinare un immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, purché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;

 

– interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione, cooperative edilizie o imprese di ristrutturazione immobiliare, purché entro sei mesi dalla fine dei lavori vendano o assegnino l’immobile.

 

Come accennato poc’anzi, perché si abbia diritto al bonus mobili questi interventi possono risalire anche a parecchio tempo fa: l’Agenzia ha difatti chiarito che gli acquisti di mobili che avvengono sino al 31 dicembre 2016 possono essere collegati a un precedente intervento di recupero del patrimonio edilizio, le cui spese siano state sostenute dal 26 giugno 2012 in poi (confermando quanto già previsto da una nota circolare del 2014 [1]).

 

 

Bonus mobili 2016: elettrodomestici senza etichetta

I mobili per i quali è fruibile il bonus sono gli arredi ed i grandi elettrodomestici di classe A+, esclusi i forni, per i quali è sufficiente la classe A.

Se l’elettrodomestico è privo di etichetta indicante la classe energetica, secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate può essere comunque agevolato, purché l’indicazione non sia obbligatoria per legge.

 

 

Bonus mobili 2016: pagamento

L’Agenzia ha infine chiarito che, quale mezzo di pagamento, oltre al bonifico postale e bancario possono essere utilizzate le carte di credito o di debito, bancomat compreso. In questo caso, bisognerà stare attenti ai pagamenti che avverranno alla fine del 2016, in quanto la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare, come indicata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione; non vale, dunque, il giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso.

Il pagamento deve essere effettuato dallo stesso soggetto che usufruisce del bonus ristrutturazione. Lo scontrino può sostituire la fattura, ma deve essere indicato il codice fiscale del beneficiario.


[1] Circ. 11/E/2014.

 


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