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Lo sai che? Pubblicato il 7 marzo 2016

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Lo sai che? Il fondo può essere fatto dal vedovo o dalla vedova?

> Lo sai che? Pubblicato il 7 marzo 2016

Il fondo patrimoniale può essere fatto da un vedovo con una figlia a carico con invalidità al 50%?

La risposta è negativa: il fondo patrimoniale presuppone la presenza di una famiglia, composta da marito e moglie uniti da matrimonio. Esso, pertanto, non può essere stipulato né da conviventi di fatto, né da vedovi, anche se in presenza di figli minori.

Qualora, invece, il fondo patrimoniale sia stato contratto quando la coppia era ancora sposata e, per successivi eventi, il matrimonio è venuto meno (si pensi al caso della separazione e divorzio o al decesso di uno dei due coniugi), il fondo patrimoniale resta in vita fino a quando i figli sono minori; quando questi avranno raggiunto la maggiore età, il fondo patrimoniale si scioglierà automaticamente.

Una soluzione alternativa, tuttavia, potrebbe essere il differente istituto del vincolo di destinazione [1], il quale non presuppone l’esistenza di una famiglia (e pertanto può essere stipulato anche da single), ma funziona in modo pressoché simile al fondo patrimoniale, con l’unica differenza che, per la sua costituzione, è necessario specificare un fine di utilità sociale al quale viene destinato il bene. In pratica, così come per il fondo patrimoniale, anche in presenza del cosiddetto vincolo di destinazione (che può essere disposto solo su beni immobili o su mobili registrati) i creditori non si possono rivalersi sul bene, pignorandolo; ma è necessario che sussista uno scopo meritevole di tutela cui l’immobile ha la funzione di adempiere, come può essere il garantire l’istruzione alla prole o il sostentamento del figlio portatore di invalidità.

In altri termini, il vincolo di destinazione “isola” i beni, oggetto dell’atto di destinazione, dal patrimonio “generale” del soggetto, che ne è il titolare, in modo da destinarli al “perseguimento del fine”, per il quale l’atto di destinazione è stato istituito, sottraendoli, quindi, alle più svariate vicende che possono verificarsi. Il problema è l’identificazione del “fine di utilità sociale” che la legge non indica cosa debba essere, lasciando alla giurisprudenza l’attuazione pratica. Se manca detto scopo meritevole di tutela, il vincolo di destinazione non opera.

Come il fondo patrimoniale, anche il vincolo di destinazione è oggetto di revocatoria entro 5 anni dalla sua costituzione: in particolare, per ottenere una sentenza che lo dichiari inefficace, il creditore deve dare dimostrazione che il proprietario dell’immobile ha istituito il vincolo al solo scopo di sottrarre i propri beni ad eventuali pignoramenti. Tale finalità fraudolenta si dimostra dando prova che il debito era già esistente all’atto di costituzione del vincolo di destinazione e che il debitore non aveva altri beni per soddisfare i creditori. Si tratta dello stesso regime previsto anche per il fondo patrimoniale.

Ricordiamo, infine, che il fondo patrimoniale è una convenzione matrimoniale con cui i coniugi possono vincolare determinati beni personali (immobili, mobili iscritti in pubblici registri o titoli di credito nominativi) per i bisogni della famiglia. I beni del fondo non sono aggredibili dai creditori dei coniugi per debiti estranei alla famiglia.

Esso è adatto in caso di attività d’impresa o di lavoro autonomo dei coniugi.      Tuttavia è poco elastico, in quanto destinato solo per i coniugi.

note

[1] Art. 2645 ter cod. civ.

Autore immagine: 123rf com

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