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Lo sai che? Pubblicato il 7 marzo 2016

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Lo sai che? Assunzione: precedenza secondo anzianità e carichi di famiglia

> Lo sai che? Pubblicato il 7 marzo 2016

Se più lavoratori hanno il diritto di precedenza per essere assunti va scelto chi ha una maggiore anzianità o più carichi di famiglia.

Tra più lavoratori con diritto di precedenza la scelta su chi assumere deve essere effettuata utilizzando criteri oggettivi. È quanto chiarito dal Ministero del Lavoro, all’interno di un recente interpello [1]. Se ci sono più dipendenti aventi diritto alla precedenza all’assunzione, la scelta non può dunque basarsi su criteri come le qualità e le capacità professionali, ma su parametri oggettivi, come i carichi di famiglia e l’anzianità all’interno dell’azienda. Deve essere, insomma, stilata una “graduatoria” degli aventi diritto, sulla base di criteri oggettivamente riscontrabili e non suscettibili di valutazioni personali.

Ricordando, comunque, che il diritto di precedenza spetta su richiesta del lavoratore, che deve manifestare la volontà di esercitarlo entro un determinato termine: il datore non è tenuto a interpellare il dipendente in merito.

Diritto di precedenza: quando sorge

Ricordiamo innanzitutto quando un lavoratore ha il diritto di precedenza. Il diritto spetta:

– ai dipendenti stagionali che hanno lavorato nella stessa azienda per più di tre mesi (in questi casi, la precedenza vale nei confronti delle nuove assunzioni a carattere stagionale);

– ai dipendenti a tempo determinato che hanno lavorato per più di 6 mesi, nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda; il periodo di 6 mesi può essere raggiunto anche sommando più contratti; le mansioni per le quali si richiede la precedenza devono però  riferirsi a mansioni già effettuate in esecuzione di uno di questi contratti.

Per raggiungere il periodo di 6 mesi contano anche i periodi di maternità ( come se si trattasse di periodi regolarmente lavorati).

Diritto di precedenza: scelta tra più addetti

Quando il diritto di precedenza spetta a più dipendenti, nella scelta il datore deve innanzitutto basarsi sul criterio generale di buona fede oggettiva, da intendersi quale dovere di correttezza e di reciproca lealtà nel rapporto di lavoro.

In base a questo criterio generale, secondo le indicazioni ministeriali agisce correttamente il datore che sceglie, tra gli aventi diritto, in base a parametri oggettivi, come l’anzianità di servizio o i familiari a carico; non possono invece essere considerati coerenti coi canoni di buona fede e correttezza dei parametri soggettivi, come le qualità e le capacità del lavoratore.

Violazione del diritto di precedenza: quali conseguenze

Le conseguenza, in caso di violazione del diritto di precedenza, non sono esplicitamente disciplinate dalla legge; si ritiene non applicabile la costituzione “forzata” del rapporto di lavoro, tenendo conto che i terzi non possono subire pregiudizi dalle obbligazioni esistenti tra due parti: un neoassunto non può perdere il posto perché l’azienda ha violato il diritto di precedenza nei confronti di un altro lavoratore.

Il lavoratore la cui precedenza è stata violata ha comunque diritto al risarcimento dei danni[3].

Violazione del diritto di precedenza: manifestazione di volontà

Non bisogna poi dimenticare che, perché si abbia diritto alla precedenza, è indispensabile una manifestazione di volontà in tal senso dal dipendente. In particolare, la manifestazione della volontà deve essere effettuata entro:

6 mesi dalla cessazione del contratto, per il lavoratore a termine; il diritto è valido per tutte le assunzioni, o trasformazioni a tempo indeterminato, che avvengono nei 12 mesi successivi al termine del contratto;

3 mesi dalla cessazione del contratto, per il lavoratore stagionale.

La manifestazione di volontà può essere effettuata, per il lavoratore a tempo determinato, sia nel caso in cui il contratto di lavoro sia cessato effettivamente, sia nel caso in cui risulti ancora in essere. Se il dipendente non esprime la volontà di avvalersi della precedenza, il datore è libero di assumere, e può fruire liberamente degli incentivi legati alle nuove assunzioni.

note

[1] Mlps, Interpello n. 7/2016.

[2] Cass sent . n. 4378 del 25.06.1988.

[3] Cass. sent. n. 12505/2003.

Autore immagine: 123rf com

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