Balcone in veranda: permesso a costruire necessario
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7 Mar 2016
 
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Balcone in veranda: permesso a costruire necessario

Anche se i pannelli laterali sono a soffietto e amovibili, in assenza della concessione non si può trasformare il balcone con tettoia in veranda: altrimenti sussiste l’abuso edilizio.

 

È necessario il permesso a costruire per trasformare un balcone in una veranda, anche se i vetri sono a soffietto e amovibili e la tettoia è già presente e condonata. È quanto chiarito dalla Corte di Appello di Roma [1]. Infatti “la trasformazione di un balcone, anche di modesta superficie, in veranda, mediante chiusura a mezzo di installazione di pannelli di vetro su intelaiatura metallica, non costituisce realizzazione di una pertinenza, né intervento di manutenzione straordinaria e di restauro, ma è opera soggetta a concessione edilizia ovvero a permesso a costruire, la cui realizzazione, in assenza di titolo abitativo, integra il reato di abuso edilizio [2].

 

 

La vicenda

Un uomo aveva chiuso la tettoia preesistente con una struttura in alluminio, realizzando di fatto un aumento di volume dell’immobile, con uso residenziale. Un vero e proprio intervento edilizio che necessitava quindi di un mancante permesso a costruire. Inutile la difesa incentrata sul fatto che i vetri erano amovibili e servivano solo per la stagione invernale per il riparo dalle intemperie. Non ha fatto breccia neanche la giustificazione incentrata sulle dimensioni ridotte del manufatto, poiché, in ogni caso, attraverso la chiusura della preesistente tettoia, era stato comunque posto in essere un aumento ella volumetria abitativa.

 

 

La trasformazione in veranda richiede il permesso

Secondo Suprema corte ha in più occasioni affermato che “la trasformazione di una tettoia, circondata da muri perimetrali, in veranda, mediante chiusura a mezzo di installazione di pannelli di vetro su intelaiatura metallica, non costituisce realizzazione di una pertinenza, né un intervento di manutenzione straordinaria e di restauro, ma è opera soggetta a concessione edilizia ovvero permesso di costruire”.

La chiusura della terrazza porta un aumento di volumetria abitativa e assicura nuovo spazio al preesistente.

 

La veranda insomma è una vera e propria costruzione, assoggettata al requisito del permesso a costruire, poiché difetta normalmente del carattere di precarietà, poiché destinata non a sopperire ad esigenze temporanee e contingenti con la sua successiva rimozione, ma a durare nel tempo, ampliando il godimento dell’immobile. La disciplina normativa precisa, tra l’altro, che sono assoggettate a permesso a costruire anche quelle opere rivolte alla esecuzione di volumi edilizi oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire un organismo edilizio  parte di esso con specifica rilevanza o autonomamente utilizzabile.


[1] C. App. Roma, sent. n. 1026/15.

[2] Art. 44 Dpr 380/01.

 

 

 


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