Se il testamento olografo è senza data
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19 Mar 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Se il testamento olografo è senza data

Il testamento olografo è annullabile se privo di data e se il giorno in cui è stato redatto non si ricava con certezza dal contenuto dell’atto.

 

La data è un elemento essenziale del testamento olografo (cioè scritto a mano dal testatore) e pertanto la sua mancanza comporta l’annullabilità dell’atto. Non basta che il testatore affermi che il testamento è stato redatto nello stesso giorno di un avvenimento ancora da verificarsi; se manca la data, occorre almeno il riferimento ad un evento certo o comunque notorio (per esempio una festività oppure una calamità naturale). È quanto affermato da una recente sentenza della Cassazione [1] che ha chiarito nel dettaglio le conseguenze di un testamento privo di data.

 

Il testamento olografo deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto dal testatore. La data deve contenere l’indicazione del giorno, mese e anno.

 

Il testamento olografo, come il testamento pubblico e quello segreto, costituisce un negozio solenne, con carattere formale, nel senso che la sua validità è subordinata all’osservanza di determinati requisiti di forma. Ne deriva che l’atto non è valido se non è osservata la forma tassativamente stabilita dalla legge.

 

Secondo la giurisprudenza della Cassazione, in tema di validità del testamento olografo, la completa indicazione della data, composta di giorno, mese ed anno, costituisce un “requisito essenziale di forma” dell’atto anche nel caso in cui, in concreto, l’omissione sia irrilevante rispetto al regolamento d’interessi risultante dalle disposizioni testamentarie.

Trattandosi di requisito di forma, cui la legge ricollega la validità del negozio, deve escludersi che la data del testamento possa ricavarsi da elementi estranei all’atto e che il testamento sia valido o meno a seconda di quanto può incidere l’omissione della data sulle disposizioni testamentarie.

 

Il carattere di requisito di forma proprio della data del testamento olografo fa sì che, ai fini della sua validità, ciò che conta è che sulla scheda testamentaria vi sia una data scritta di pugno dal testatore o che essa sia comunque ricavabile – nella sua completezza di giorno, mese e anno – dal contenuto della scheda testamentaria.

La data può infatti essere ricavata da dati o indicazioni contenuti nel testamento, ma mai da elementi esterni all’atto.

 

Per esempio, è valido il testamento quando il testatore, invece di apporre in modo esplicito la data di redazione del testamento (composta da giorno, mese e anno), indichi tale data con le formule Capodanno 2010, Natale 2009 o Pasqua 2011, oppure faccia riferimento ad un evento costituito da un “fatto notorio” che abbia una precisa data (giorno dell’elezione di un Papa precisamente indicato, giorno di un terribile evento naturale o provocato dall’uomo come un terremoto, un attentato o una strage).

In ipotesi come queste, la data del testamento è ricavabile con precisione e completezza dal contenuto dell’atto sulla base delle conoscenze umane generalmente conosciute. Il testamento allora è comunque valido anche se manca la data esplicita.

 

Diverso è il caso in cui nella scheda testamentaria il testatore si limita a fare riferimento ad un evento futuro e incerto (per esempio giorno del futuro ricovero in ospedale, giorno di un futuro viaggio, giorno dell’aggravarsi della malattia ecc.).

 

Nella fattispecie esaminata dalla Cassazione, ci si era chiesti se era possibile far risalire la data del testamento al giorno in cui la testatrice si era suicidata. Secondo i giudici, anche se nel testamento si fa riferimento al suicidio, trattandosi di un evento futuro e incerto, non è possibile dire con certezza che il giorno in cui esso si è verificato coincide con quello in cui è stato redatto il testamento senza data.

 

Il suicidio, infatti, è un evento incerto perché la testatrice, dopo aver redatto la scheda testamentaria, ben avrebbe potuto cambiare idea e non suicidarsi affatto; inoltre la stessa, dopo aver manifestato l’intenzione di suicidarsi nello stesso giorno della redazione della scheda testamentaria, avrebbe potuto decidere di indugiare un tempo più o meno lungo, per porre poi fine alla sua vita nei giorni o nei mesi successivi rispetto alla redazione del testamento.

 

Per di più, nei casi di suicidio, la data di morte è determinata attraverso un giudizio medico legale che costituisce un dato certamente estrinseco rispetto al contenuto del testamento e, dunque, non idoneo ad integrare il requisito formale della data.

 

Dunque, se dalla semplice lettura del testamento non è dato ricavare la data in cui esso è stato redatto, il testamento deve ritenersi privo del requisito formale della data e quindi annullabile. La data non può essere individuata in quella della morte del testatore, in quanto quest’ultima risulta solo da elementi esterni rispetto alla scheda testamentaria.

 

In conclusione la Corte afferma il seguente principio di diritto: in tema di validità del testamento olografo, nel caso in cui il testatore, nella scheda testamentaria priva di data, afferma che il testamento è stato redatto nello stesso giorno di un avvenimento ancora da verificarsi, la scheda testamentaria deve considerarsi priva della data prescritta dalla legge e per tale motivo è annullabile.


[1] Cass. sent. n. 23014 dell’11.11.15.

 


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