Cartella di Equitalia: la notifica per Pec non è valida
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8 Mar 2016
 
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Cartella di Equitalia: la notifica per Pec non è valida

La nullità della cartella di pagamento notificata con posta elettronica certificata deriva dal fatto che il messaggio email non contiene l’originale dell’atto di Equitalia ma solo una copia priva di attestazione di conformità.

 

Sono tutte nulle le cartelle di pagamento di Equitalia notificate tramite Pec: la posta elettronica certificata, infatti, non offre le garanzie tipiche della raccomandata tradizionale, in quanto non contiene l’originale della cartella, ma solo una copia informatica, priva peraltro di alcuna attestazione di conformità. È questa la rivoluzionaria sentenza da poco emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Lecce [1], una sentenza che mina alla stabilità di tutto il nuovo sistema di notifiche appena introdotto per gli atti dell’Agente della riscossione e che, dal prossimo 1° giugno, diventerà la regola per migliaia di contribuenti.

 

 

La nullità della notifica via posta elettronica certificata

Il giudice tributario pugliese offre una ricostruzione del tutto originale del sistema di notifica delle cartelle di pagamento a mezzo Pec, arrivando alla conclusione della loro completa nullità, checché ne dica la legge e il codice dell’amministrazione digitale. E ciò in quanto la posta elettronica certificata non offrirebbe le stesse garanzie della raccomandata tradizionale. Sicché, dette notifiche sarebbero non valide e il contribuente tenuto a non pagare.

Vediamo gli aspetti di criticità della email certificata evidenziati dalla pronuncia in commento.

 

 

La Pec non contiene l’originale della cartella

Con la Pec viene trasmesso al contribuente non l’originale della cartella di pagamento, ma solo una copia informatica, peraltro priva di alcuna attestazione di conformità apposta da un pubblico ufficiale. Detta copia, quindi, non può assumere alcun valore giuridico perché non garantisce il fatto che il documento inoltrato sia identico, in tutto e per tutto, all’originale che, in questo caso, resta nelle mani di Equitalia. Invece, con la notifica a mezzo di raccomandata a.r., l’originale finisce sempre nelle mani del contribuente.

 

Dunque, se nella fotocopia della cartella di pagamento allegata alla Pec non appare alcuna attestazione di conformità nei modi previsti dalla legge, si deve affermare che il ricorrente ha ricevuto solo una copia informale dell’originale della cartella di pagamento, al pari di una volgare fotocopia.

 

Peraltro, è bene ricordare che – secondo la giurisprudenza consolidata – dirigenti, funzionari e dipendenti di Equitalia non sono pubblici ufficiali e, pertanto, non spetterebbe ad essi apporre l’autentica sulle copie delle cartelle di Equitalia.

 

 

La Pec non contiene la ricevuta di avvenuta consegna al destinatario

La seconda criticità della posta certificata – secondo la CTP – è che essa non garantirebbe la piena prova dell’effettiva consegna del documento al destinatario. Invece, con il sistema tradizionale della notifica cartacea, tale circostanza è garantita dal postino, dall’ufficiale giudiziario o dal messo notificatore in quanto pubblici ufficiali e, come tali, capaci di dare “fede privilegiata” alla propria attestazione di consegna (sia essa la relata di notifica o il registro di consegne delle raccomandate a.r.).

 

Nel caso della Pec, l’attestazione di spedizione e di immissione della mail nella casella del destinatario è fornita solo da un sistema informatico automatizzato, privo quindi di alcuna garanzia di certezza per il contribuente. Il gestore della posta certificata garantisce soltanto la disponibilità del documento nella casella di posta elettronica del destinatario, a prescindere da ogni possibile verifica della effettiva apertura e lettura del messaggio. Ebbene, la semplice disponibilità di un documento nella casella Pec non equivale all’avvenuta consegna del documento al destinatario, il quale potrebbe non leggerla per svariate ragioni non sempre dipendenti dalla propria volontà.

 

Rispetto al sistema raccomandata, la pec lascia incerto l’esito della sua ricezione oltre che la data di effettiva avvenuta conoscenza del messaggio, alterando il dies a quo per eventuali contestazioni successive.

 

 

Corrispondenza dell’indirizzo del destinatario

Qualora sulla cartella di pagamento non sia riportato l’indirizzo della sede legale della società o della residenza del contribuente, la spedizione via pec non può essere eseguita proprio per la non corrispondenza dell’indirizzo di destinazione del destinatario con quello apposto sulla cartella di pagamento.

 

ATTIVITÀ
RACCOMANDATA A.R.
NOTIFICA VIA PEC
Consegna della cartella
Originale Copia informatica senza conformità
Attestazione di effettiva ricezione
Garantita dal pubblico ufficiale Assente
Corrispondenza dell’indirizzo di consegna
La consegna avviene sempre all’indirizzo di residenza o presso la sede legale della società riportato sulla cartella Non sempre la cartella allegata alla Pec indica la residenza o la sede legale del contribuente

La sentenza

Sentenza n. 611 del 25 febbraio 2016 (ud 7 luglio 2015) – della Commiss. Trib. Prov., Lecce, Sez. II – Pres. Mario Fiorella – Rel. Saverio Gargano

REPUBBLICA ITALIANA

LA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI LECCE

SECONDA SEZIONE

ha emesso la seguente

SENTENZA

– sul ricorso n. 1866/14

depositato il 24/12/2014

– avverso CARTELLA DI PAGAMENTO n. (…) IRAP 2007 IVA

contro: AGENTE DI RISCOSSIONE LECCE EQUITALIA SUD S.P.A.

FATTO E SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il ricorso è proposto contro il ruolo portato dalla cartella di pagamento n. (…) asseritamente notificata da Equitalia Sud Spa Lecce a mezzo di pec in data 09/10/2014 e con la quale vengono richieste IRAP, IVA, oltre accessori ed interessi a seguito di liquidazione ex art.36 bis D.P.R. n. 600 del 1973 ed ex art. 54 bis D.P.R. n. 633 del 1972 per l’anno di imposta 2007.

Il ricorrente espone le seguenti contestazioni:

– Illegittima funzione sostitutiva della pec con la raccomandata postale;

– Inesistenza della notifica per mancanza della

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[1] CTP Lecce sent. n. 611 del 7.07.2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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