Messa e benedizione vietata nelle scuole
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8 Mar 2016
 
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Messa e benedizione vietata nelle scuole

La scuola non potrà accogliere la celebrazione fuori dall’orario delle lezioni: il permesso è previsto solo per convegni o altre rappresentazioni non religiose a carattere culturale.

 

Niente celebrazioni religiose dentro la scuola dopo la chiusura dei cancelli: una volta terminato l’orario delle lezioni, infatti, l’istituto può aprire solo per convegni e altri appuntamenti laici. Non si farà quindi la benedizione per le festività pasquali o natalizie con gli alunni chiamati a intervenire dopo aver chiuso i libri. E ciò anche se il consiglio d’istituto ha dato il proprio consenso all’apertura pomeridiana dei locali. È questa la conclusione cui giunge una recente sentenza del Tar Emilia-Romagna che, specie di questi tempi, farà sicuramente discutere.

 

Troppa laicità nelle scuole? Eccessivo rispetto per il sentimento religioso delle minoranze che, spesso, nell’opinione comune, sono accusate a loro volta di intransigenza nei confronti delle altre confessioni? I talk show vanno a nozze con notizie e discussioni di questo genere, spesso basate su tristi fatti di cronaca. Ma, al di là delle voci di popolo, c’è la legge. E la nostra consente l’utilizzo dei locali scolastici, in orario fuori dalle lezioni, solo per finalità collettive, ad esempio per iniziative culturali, mentre il sentimento religioso rientra comunque nella sfera personale. Deve dunque escludersi che l’attuale normativa [2] autorizzi l’utilizzo della strutture per la celebrazione di un vero e proprio rito religioso.

 

 

La vicenda

Il tribunale amministrativo ha così accolto il ricorso proposto da un gruppo di insegnanti e genitori, annullando la delibera del Consiglio di istituto che aveva autorizzato la locale parrocchia ad utilizzare i locali della palestra per la benedizione pasquale. All’esito della decisione questo è il risultato: alla celebrazione potrà partecipare chi vuole, ma gli insegnanti e il corpo scolastico non si potranno assumere la responsabilità dei minori.

 

 

Lo Stato è laico

“Questa celebrazione non s’ha da fare” hanno sentenziato i giudici, anche se il principio di laicità dello Stato – si legge in sentenza – non significa indifferenza di fronte all’esperienza religiosa. La condotta dell’amministrazione deve piuttosto essere improntata a “equidistanza e imparzialità rispetto a tutte le confessioni religiose”. Nell’istituto, dunque, ben possono svolgersi ad esempio convegni e altre manifestazioni dedicati alle questioni della fede, a patto che siano destinati a tutti. La celebrazione di una messa o comunque di un rito finirebbe invece per escludere i non cattolici, i credenti di altre confessioni.

 


[1] Tar Emilia-Romagna sent. n. 166/2016.

[2] Art. 96 d.lgs. 297/94.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
9 Mar 2016 CECILIA LOLIVA PINTO

RIBADISCO TUTTO QUANTO SCRITTO NEL PRIMO COMMENTO.
PER CUI RIBADISCO;FINALMENTE CHE SI STANNO PRENDENDO SERI E’ CONCISI PROVVEDIMENTI IN MERITO ALLE COMPLETE FALSITA’ E’ PRESE A BEFFE E’ PER I FONDELLI DAI PRETI; PER CUI, COMPLIMENTI AL PERSONALE DELLE SCUOLE CHE HANNO PRESO LA SERIA E’ GIUSTA DIREZIONE PER SALVARCI A TUTTI DALLE ANOMALIE.ILLEGALITA’,E’ QUANT’ALTRO RELATIVO ALLA DISUMANA INCIVILTA’ DEI PRETI NEI CONFRONTI DELL’INTERA UMANITA’. PRESIDENTE ASSOCIAZIONE A.N.I.O.P.A.

 
9 Mar 2016 luigi Gasparini

Abbiamo bisogno di fare più preghiere al buon Dio, altro che storie!
Non vedete che casino c’è in giro per il mondo????