Legge 104 e invalidità, con quali malattie?
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8 Mar 2016
 
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Noemi Secci
 


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Legge 104 e invalidità, con quali malattie?

Handicap grave, riduzione della capacità lavorativa: quali malattie danno diritto ai benefici della Legge 104 ed alle agevolazioni per invalidità?

  

Per quali malattie è possibile ottenere la legge 104? Una domanda che si pongono molti lavoratori, per via dei benefici che la legge riconosce ai possessori di tale “stato”, primi tra tutti i permessi retribuiti. Ebbene, i benefici legati al possesso di handicap (la maggior parte dei quali disciplinati dalla Legge 104) ed al possesso di una percentuale d’invalidità, non sono automaticamente collegati a determinate malattie o patologie. Perché sia riconosciuta una disabilità o uno stato invalidante, difatti, devono essere effettuati degli accertamenti sanitari dall’apposita commissione Asl, volti a verificare la riduzione della capacità lavorativa (per l’invalidità) o la condizione di svantaggio (per l’handicap). Esistono, comunque, delle tabelle che collegano la gravità di una patologia ad una percentuale d’invalidità, alle quali la commissione medica deve far riferimento negli accertamenti.

 

 

Incidenza dell’infermità sull’invalidità

Le tabelle ministeriali, secondo i criteri della normativa vigente, individuano l’incidenza delle infermità sulla capacità lavorativa, esprimendo l’invalidità in forma percentuale per ciascuna menomazione anatomica o funzionale.

Le tabelle prevedono sia infermità alle quali è attribuita una percentuale “fissa”, sia infermità per le quali è indicata una percentuale d’invalidità minima o massima, definite in base a criteri di evidenza clinica.

Quando una patologia non è inserita nelle apposite tabelle, il personale medico deve valutarne i danni riferendosi ad infermità analoghe tabellate e di pari gravità.

La valutazione della commissione sanitaria non può invece basarsi, per analogia ed in proporzione, alle infermità che risultino tabellate ma con diversa gravità.

 

 

Valutazione dell’invalidità

Normalmente l’invalidità, cioè la riduzione della capacità lavorativa, si riferisce alla capacità lavorativa generica; se l’interessato, però, possiede una particolare formazione tecnico-professionale, e la patologia, o la menomazione, incide particolarmente nel suo ambito professionale, la commissione può assegnare 5 punti percentuali d’invalidità n più.

È valido anche il discorso inverso, cioè l’assegnazione di 5 punti in meno, se l’infermità non incide particolarmente nella specifica capacità lavorativa del soggetto.

 

Se l’infermità è unica, la percentuale d’invalidità permanente viene espressa utilizzando:

 

– una percentuale fissa di invalidità, quando l’infermità corrisponde, per natura e gravità, esattamente alla voce tabellare ;

 

– una percentuale compresa tra un minimo e un massimo, indicati per le infermità tabellate in unica fascia, oppure quando per l’infermità siano previste più classi funzionali;

 

– una percentuale determinata per analogia, riferendosi a minorazioni analoghe o di analoga gravità, se l’infermità non risulta elencata in tabella.

 

Se invece l’interessato ha più di un’infermità, i criteri per la valutazione finale sono i seguenti:

 

– sono prima calcolate le percentuali delle singole infermità;

 

– le percentuali sono poi integrate con criteri diversi,  a seconda che le menomazioni siano in concorso funzionale (cioè interessano lo stesso arto, organo, apparato o sistema organo-funzionale, ovvero incidono su organi od apparati strettamente sinergici), oppure semplicemente coesistenti.

 

Se le infermità sono coesistenti, l’invalidità totale finale è uguale alla somma delle invalidità parziali diminuita del loro prodotto. Ad esempio, se la prima menomazione è valutata con il 20% e la seconda con il 15%, il risultato finale sarà: (0,20+0,15)-(0,20×0,15) = 0,32 e quindi 32%.

 

Per le infermità concorrenti, in alcuni casi la percentuale d’invalidità collegata al concorso è direttamente indicata in tabella (danni oculari, uditivi, degli arti, ecc.). Altrimenti si deve procedere ad una valutazione complessiva, non basata sulla somma delle singole percentuali. Nella valutazione si deve considerare la possibilità o meno di applicare protesi e apparecchi che diminuiscano la gravità del pregiudizio funzionale: in questo caso, l’invalidità può essere ridotta sino al 10%.

 

 

Patologie dell’apparato cardiocircolatorio

Per quanto riguarda le patologie dell’apparato cardiocircolatorio, quelle a cui è collegata una maggiore riduzione della capacità lavorativa sono:

 

aritmie gravi: invalidità dal 71 all’80%;

– aritmie gravissime: invalidità dall’81 al 100%;

coronaropatia grave: invalidità dal 71 all’80%;

– coronaropatia gravissima sino a allettamento o s. ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale: invalidità dall’81 al 100%;

miocardiopatie con insufficienza cardiaca grave: : invalidità dal 71 all’80%;

– miocardiopatie con insufficienza cardiaca gravissima sino a allettamento o s. ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale: invalidità dall’81 al 100%;

trapianto cardiaco complicato: invalidità dal 61 al 100%;

valvulopatie di grado severo: invalidità dal 71 all’80%;

– valvulopatie di grado severo scompensate: invalidità dall’81 al 100%;

difetto interatriale (dia) – stadio IV- dia di grado severo. gravi esiti di chiusura di dia. Inoperabile: invalidità dal 71 al 100%;

difetto interventricolare (div) stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;

– difetto interventricolare (div) stadio V: invalidità dall’81 al 100%;

– pervietà del dotto arterioso stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;

– pervietà del dotto arterioso stadio V: invalidità dall’81 al 100%;

– pericardite cronica o esiti di pericardite cronica – stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;

– pericardite cronica o esiti di pericardite cronica – stadio V: invalidità dall’81 al 100%;

cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado severo: invalidità dal 71 all’80%;

– cardiopatia ipertensiva scompensata: invalidità dall’81 al 100%;

trapianto di cuore e polmoni complicato: le complicanze vanno valutate come descritto nei relativi capitoli. la percentuale ottenuta va considerata in concorrenza con la valutazione di base del trapianto cuore -polmoni: invalidità dal 71 al 100%;

aneurisma dell’aorta toracica o addominale – stadio V: invalidità dal 71 all’80%;

arteriopatia ostruttiva cronica periferica con ischemia cronica e dolore a riposo con lesioni trofiche: invalidità dal 71 all’80%;

– arteriopatia ostruttiva cronica periferica con ischemia cronica e dolore a riposo con lesioni trofiche estese o gangrena: invalidità dall’81 al 100%;

 

 

Patologie dell’apparato respiratorio

Per quanto riguarda le patologie dell’apparato respiratorio, quelle a cui è collegata una maggiore riduzione della capacità lavorativa sono:

 

– bpc asmatiche gravi (FEV1 O PEF pari al 31-40%; ove disponibile, variabilità circadiana > 30%; PaO2 55-60 mmHg ): invalidità dal 71 all’80%;

– bpc asmatiche severe (FEV1 O PEF inferiore al 30%; ove disponibile, variabilità circadiana > 30%; PaO2 < 55 mmHg o O2 TLT < 18 ore/die): invalidità dall’81 al 90%;

– bpc asmatiche severe (FEV1 O PEF inferiore al 30%; PaO2 < 55 mmHg e ipercapnia > 50 mmHg o O2 TLT ≥ 18 ore/die) ): invalidità al 100%;

– bpc ostruttive gravi (FEV1/FVC < 70 e FEV1 pari al 31-40% ; PaO2 = 55-60 mmHg): invalidità dal 71 all’80%;

– bpc ostruttive severe (FEV1/FVC < 70 e FEV1 inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg o O2 TLT < 18 ore/die):invalidità dall’81 al 90%;

– bpc ostruttive severe (FEV1/FVC < 70 e FEV1 inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg e ipercapnia > 50 mmHg o O2 TLT ≥ 18 ore/die): invalidità al 100%;

– bpc restrittive gravi (FVC pari al 31- 40% ; PaO2 55-60 mmHg ): invalidità dal 71 all’80%;

– bpc restrittive severe (FVC inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg o O2 TLT < 18 ore/die):invalidità dall’81 al 90%;

– bpc restrittive severe (FVC inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg e ipercapnia > 50 mmHg o O2 TLT ≥ 18 ore/die): invalidità al 100%;

– interstiziopatie gravi (FVC pari al 31- 40% e/o DLCO pari al 31-40%; PaO2 55-60 mmHg): invalidità dal 71 all’80%;

– interstiziopatie severe (FVC inferiore al 30% e/o DLCO inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg o O2 TLT < 18 ore/die):invalidità dall’81 al 90%;

– interstiziopatie severe (FVC inferiore al 30% e/o DLCO inferiore al 30% ; PaO2 < 55 mmHg e ipercapnia > 50 mmHg o O2 TLT ≥ 18 ore/die) ): invalidità al 100%;

trapianto di polmone complicato: invalidità dal 71 al 100%;

 

 

Patologie dell’apparato digerente

Per quanto riguarda le patologie dell’apparato digerente, quelle a cui è collegata una maggiore riduzione della capacità lavorativa sono:

 

– stenosi esofagea con disfagia costante alimentazione solo liquida; necessità’ di dilatazioni frequenti (iv classe bmi < 16): invalidità dal 71 all’80%;

– stenosi esofagea con ostruzione serrata che richiede una gastro/entero-stomia (peg) (classe V): invalidità al 100%;

cirrosi epatica classe B di childpugh (punteggio 7-9): invalidità dal 61 all’80%;

– cirrosi epatica classe C di childpugh (punteggio >9): invalidità dall’81 al 100%;

trapianto di fegato complicato: invalidità dal 61 al 100%;

trapianto di intestino complicato: invalidità dal 61 al 100%;

– sindrome da malassorbimento enterogeno da patologia pancreatica o intestinale stenotica e/o infiammatoria e/o da resezione (iv classe bmi < 16): invalidità dal 61 all’80%;

malattie infiammatorie croniche intestinali (III e IV classe): invalidità dal 61 al 100%.

 

 

Patologie dell’apparato urinario

Per quanto riguarda le infermità dell’apparato urinario, quelle a cui è collegata una maggiore riduzione della capacità lavorativa sono:

 

insufficienza renale cronica con clearance della creatinina/vfg < 15 ml/min o insufficienza renale terminale in dialisi peritoneale (stadio V): invalidità dal 71 all’80%;

– insufficienza renale terminale in emodialisi trisettimanale ovvero in dialisi peritoneale con scarsa tolleranza terapeutica: invalidità dall’81 al 90%;

– i.r. terminale in emodialisi trisettimanale complicata da cardiopatia ischemico ipertensiva e/o cardiomiopatia e/o ipotensione grave e/o neuropatia e/o osteodistrofia e/o anemia grave e/o sindrome emorragica: invalidità al 100%;

– trapianto renale con complicanze: invalidità dal 51 al 100%.

 

 

Patologie dell’apparato endocrino

Per quanto riguarda le infermità dell’apparato endocrino, quelle a cui è collegata una maggiore riduzione della capacità lavorativa sono:

 

diabete mellito con complicanze moderate: invalidità dal 61 al 90%;

– diabete mellito con complicanze moderate: invalidità dal 91 al 100%;

– acromegalia con complicanze: invalidità dal 21 al 100%;

– sindrome di cushing con complicanze: invalidità dal 21 al 100%;

– insufficienza corticosurrenale con plurimi ricoveri per crisi surrenaliche recidivanti: invalidità al 100%.

 

 

Patologie dell’apparato osteoarticolare e locomotore

Per quanto riguarda le infermità dell’apparato osteoarticolare e locomotore, quelle a cui è collegata una maggiore riduzione della capacità lavorativa sono:

 

 

– agenesia completa bilaterale degli arti superiori: invalidità al 100%;

– amputazione o perdita delle due mani non protesizzabile (tutte le perdite o amputazioni superiori bilaterali vengono assimilate): invalidità al 100%;

– amputazione o perdita delle due mani con protesi funzionale: invalidità al 90%;

– amputazione bilaterale di coscia, a prescindere dal livello, protesizzabile: invalidità all’80%;

– amputazione bilaterale di coscia o gamba non protesizzabile: 100%.

 

 

Patologie dell’apparato neurologico

Per quanto riguarda le infermità dell’apparato neurologico, quelle a cui è collegata una maggiore riduzione della capacità lavorativa sono:

 

– sclerosi multipla EDSS 4-5: invalidità dal 61 all’80%;

– sclerosi multipla EDSS 5,5: invalidità dall’81 al 90%;

– sclerosi multipla EDSS pari o superiore a 6: invalidità del 100%;

– demenza vascolare con cdr 1: invalidità dall’81 al 90%;

– demenza vascolare con cdr 2-5: invalidità del 100%;

– morbo di Alzheimer con cdr 1: invalidità dall’81 al 90%;

– morbo di Alzheimer con cdr 2-5: invalidità del 100%;

– morbo di parkinson – stadio 3 di hy (malattia bilaterale da lieve a moderata; instabilità posturale; fisicamente autonomo): invalidità dal 71 al 90%;

– morbo di parkinson –stadio 4 – 5 di hy (severa disabilità; ancora in grado di camminare o stare in piedi senza assistenza – obbligato alla sedia a rotelle o costretto a letto, a meno che aiutato) o stadio 3 con gravi effetti collaterali da farmaci antiparkinsoniani: invalidità dal 91% al 100%;

– epilessia con crisi settimanali generalizzate o parziali complesse oppure parziali a frequenza plurisettimanale: invalidità dal 71 al 90%;

– epilessia con crisi plurisettimanali generalizzate o parziali complesse: invalidità dal 91% al 100%;

– emiparesi grave: invalidità dal 71 all’80%;

– emiplegia: invalidità dall’81 al 100%;

– paraparesi con deficit di forza medio: invalidità dal 71 all’80%;

– paraparesi con deficit di forza grave: invalidità dall’81 al 100%;

– paraplegia: invalidità del 100%;

– tetraparesi con deficit di forza medio: invalidità dal 91 al 100%;

– tetraparesi con deficit di forza grave: invalidità del 100%;

– atassia cerebellare con disabilità moderata: invalidità dall’81 al 90%;

– atassia cerebellare con disabilità grave o totale: invalidità del 100%;

– afasia di livello 1 o 0 alla asrs: invalidità dall’81 al 100%;

– mielomeningocele in associazione con deficit radicolari lombosacrali e sfinteriali: invalidità dall’81 al 100%;

– mielomeningocele associato a arnold-chiari di tipo ii e/o idrocefalo: invalidità del 100%;

– sindrome della cauda equina completa con disturbi sfinterici e anestesia a sella: invalidità dal 71 all’80%;

– miopatie con ipostenia prossimale grado 4 mdrs: invalidità dal 71 all’80%;

– miopatie con grave astenia prossimale grado 5 mdrs: invalidità dal 91 al 100%;

– distrofia di duchenne: invalidità del 100%;

 

 

Patologie dell’apparato psichico

Le patologie dell’apparato psichico che danno luogo a una maggiore riduzione della capacità lavorativa sono:

 

– disturbo amnesico persistente indotto da sostanze (tipo korsakoff): invalidità del 100%;

schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata (tab. b1- b2-b3, deficit moderato): invalidità del 75%;

– schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;

– schizofrenia residuale (tab. b1- b2-b3, deficit moderato): invalidità del 75%;

– schizofrenia residuale (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;

– disturbo schizoaffettivo (tab. b1- b2-b3, deficit grave): invalidità del 100%;

depressione maggiore, episodio ricorrente (tab. c1-c2, deficit moderato): invalidità dal 61 all’80%;

– depressione maggiore, episodio ricorrente (tab. c1-c2, deficit grave): invalidità del 100%;

disturbo bipolare I (tab. c1-c2, deficit moderato): invalidità dal 61 all’80%;

– disturbo bipolare I (tab. c1-c2, deficit grave): invalidità del 100%;

– disturbo bipolare II e disturbo bipolare sai (tab. c1-c2, deficit grave): invalidità del 75%;

– disturbi deliranti (paranoia, parafrenia, delirio condiviso, altri): invalidità del 75%;

anoressia nervosa (tab. d, deficit grave): invalidità dal 75 al 100%;

ritardo mentale di media gravità (q.i.: da 35-40 a 50): invalidità dal 61 all’80%;

– ritardo mentale grave e profondo (q.i.: < 35-40): invalidità del 100%.

 

 

Patologie dell’apparato uditivo

Per quanto concerne l’apparato uditivo, la patologia più grave è la sordità da perdita uditiva grave bilaterale, con evidenti fonologopatie audiogene, che causa un’invalidità in percentuale fissa dell’80%.

 

 

Patologie dell’apparato visivo

Per quanto riguarda l’apparato visivo, la riduzione di capacità lavorativa più alta si ha per:

 

ipovisione grave (campo visivo residuo tra 29 e 10%): 60% d’invalidità;

cecità parziale (campo visivo residuo tra 9 e 3%): 80% d’invalidità;

– cacità assoluta (campo visivo residuo minore del 3%): 100% d’invalidità.

 

 

Patologie dell’apparato fonatorio

Per quanto riguarda l’apparato fonatorio, la riduzione di capacità lavorativa più alta si ha per:

 

– laringectomia totale: 70% d’invalidità;

– laringectomia totale con tracheostomia: 80% d’invalidità.

 

 

Patologie congenite, neoplastiche, ematologiche, reumatiche e malattie rare

Sono poi molto numerose le patologie congenite, neoplastiche, reumatiche, ematologiche e malattie rare che danno luogo a gravi riduzioni della capacità lavorativa. A titolo esemplificativo, ricordiamo, tra le più gravi patologie congenite:

 

fibrosi cistica con manifestazioni conclamate di malattia: invalidità dal 51 al 100%;

– osteogenesi imperfetta forme gravi con fratture frequenti e deformità plurisegmentarie: invalidità dal 51 al 100%;

sindrome di down, di patau, di edward, trisomia 9, monosomia 5p o sindrome del “cri

du chat”, oloprosencefalia alobare o semilobare: 100% d’invalidità;

 

Le neoplasie danno luogo a un’invalidità dal 21 al 100%, a seconda dello stadio di gravità; per i pazienti in chemioterapia può essere riconosciuto un assegno di accompagnamento, ma non è automatico.

 

Anche l’infezione da HIV, elencata nelle patologie ematologiche non neoplastiche, dà luogo a un’invalidità dal 21 al 100%, a seconda del grado di evoluzione della malattia.

La Talassemia Major dà luogo a un’invalidità dal 35 al 100%, a seconda della gravità.

Tra le malattie reumatiche, l’artrite reumatoide dà luogo a un’invalidità dal 21 al 100%, lo stesso la sclerodermia, la spondilite anchilosante e le altre spondiloartriti, il lupus eritematoso e le vasculiti; l’artrosi, a seconda della gravità, dà luogo a un’invalidità dal 5 al 100%.

 

Per le malattie rare ed ulteriori approfondimenti, all’interno del sito dell’Inps sono disponibili le nuove tabelle e le linee guida per l’accertamento degli stati invalidanti.

 

Per approfondimenti sui benefici spettanti per invalidità ed handicap, e per sapere come fare domanda, vi invitiamo a leggere: Legge 104, guida completa a tutti i benefici


 


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