Autovelox: multa nulla se il Prefetto non motiva il rigetto
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8 Mar 2016
 
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Autovelox: multa nulla se il Prefetto non motiva il rigetto

Ordinanza-ingiunzione nulla per difetto di motivazione se il Prefetto non prende posizione su tutte le censure mosse dall’automobilista nel ricorso in via amministrativa.

 

Se hai ricevuto una multa con autovelox e hai preferito, rispetto al ricorso al giudice di pace, quello amministrativo innanzi al Prefetto, questa sentenza può fare al caso tuo: secondo quanto chiarito dal Giudice di Pace di Lecce [1], qualora il Prefetto, nel rigettare l’opposizione, non motivi sufficientemente la propria ordinanza-ingiunzione, la contravvenzione è nulla.

 

 

Multa: ricorso al Prefetto 

Ricordiamo che il ricorso gerarchico all’organo amministrativo (il Prefetto, appunto) può essere inoltrato per il tramite degli organi che hanno accertato la contravvenzione (per es. la polizia municipale, ecc.), inviando il ricorso a questi ultimi che, a loro volta, lo invieranno alla Prefettura. Di norma, spesso, l’automobilista spedisce l’atto a entrambi gli organi.

Il termine per la presentazione del ricorso (cosiddetto “ricorso gerarchico in via amministrativa”) è di 60 giorni dalla notifica del verbale. In caso, invece, di ricorso al Giudice di Pace, il termine è di 30 giorni.

 

Dopo la presentazione del ricorso, il Prefetto può accogliere l’istanza e annullare il verbale oppure rigettarla. In quest’ultimo caso, viene emessa ordinanza-ingiunzione di pagamento (di importo notevolmente più elevato rispetto alla multa, che invece consentiva l’estinzione con pagamento in misura ridotta). Contro l’ordinanza-ingiunzione è sempre possibile il ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni.

Se il Prefetto non si pronuncia entro 210 giorni (nel caso di presentazione del ricorso direttamente al Prefetto) o di 180 giorni (nel caso di presentazione all’organo accertatore) decorrenti in entrambi i casi dalla data di ricezione degli atti, il ricorso si intende accolto (silenzio-assenso). Su richiesta dell’interessato, la Prefettura emanerà un’ordinanza di archiviazione per decorso termini .

 

 

Se il Prefetto rigetta il ricorso

Nell’ipotesi in cui il Prefetto rigetti il ricorso in via amministrativa, non si può limitare a motivare il provvedimento rinviando a quanto contenuto e dichiarato nel verbale della polizia senza invece rispondere alle contestazioni sollevate dal cittadino. In tal caso l’atto impugnato deve essere annullato per carenza di motivazione.

 

Il prefetto adempie all’onere di motivazione del provvedimento soltanto richiamando il verbale quando le deduzioni della parte privata non vanno oltre. Ma se il trasgressore allega fatti diversi, come per esempio la mancata sottoscrizione del responsabile del procedimento o il difetto di funzionamento dell’autovelox (mancata taratura) l’autorità governativa è tenuta a prendere in esame le relative deduzioni e a spiegare perché non possono trovare ingresso.

 

Il prefetto insomma non se la può cavare rigettando il ricorso perché non “sorretto da utili elementi probatori atti a rendere verificabili le ragioni addotte” e osservando che “conseguentemente l’atto di impugnazione è infondato per inadempimento dell’onere probatorio”.


[1] G.d.P. Lecce, sent. n. 1039/16 del 29.02.2016.

 


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