Corsia preferenziale: multa unica per più violazioni
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8 Mar 2016
 
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Redazione
 


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Corsia preferenziale: multa unica per più violazioni

Contravvenzioni per violazioni del codice della strada: il passare più volte in pochi minuti, oltre la striscia gialla, sulla corsia riservata ai mezzi pubblici, non può essere multato con più sanzioni.

 

L’automobilista che, nello stesso giorno ed a distanza di pochi minuti, si immette più volte nella corsia riservata ai mezzi pubblici, non può essere multato più di una volta; pertanto, qualora abbia collezionato più contravvenzioni è legittimato a pagare solo il primo verbale. A dirlo è il giudice di Pace di Milano con una recente sentenza [1].

Il conducente, infatti, beneficia della cosiddetta “continuazione” fra le diverse infrazioni sicché le stesse, riconducendosi alla medesima condotta, non possono essere sanzionate in più occasioni. Nel caso di specie, l’automobilista aveva ricevuto ben quattro verbali per violazioni commesse nel giro di 15 minuti per aver oltrepassato la striscia gialla continua della carreggiata riservata agli autobus.

 

Il codice della strada stabilisce [2] che “la violazione del divieto di circolazione nelle corsie riservate ai mezzi pubblici di trasporto, nelle aree pedonali e nelle zone a traffico limitato è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 a euro 323”.

 

Tuttavia, nel caso di due o più infrazioni uguali commesse a pochi minuti di distanza, come nel caso in esame, le infrazioni si possono considerare come facenti parte di “una condotta unitaria” e, come tali, sanzionabili secondo il “principio della continuazione” previsto dal codice penale [3]. Pertanto, conclude la sentenza, il contravventore potrà estinguere le contravvenzioni mediante il pagamento soltanto della prima multa in ordine di tempo, con conseguente annullamento dei verbali successivamente elevati e della relative sanzioni.

 

Questo principio conosce comunque dei paletti onde evitare potenziali abusi. Bisogna infatti ricordare la cassazione [4] ha stabilito che “in tema di sanzioni amministrative, allorché siano poste in essere inequivocabilmente più condotte realizzatrici della medesima violazione, non è applicabile in via analogica l’istituto della continuazione [5].


La sentenza

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[1] G.d.P. Milano, sent. n. 1376 del 10.02.2016.

[2] Art. 7 co. 14, cod. str.

[3] Art. 81 co. 2, cod. pen.

[4] Cass. sent. n. 26434/2014.

[5] Va quindi applicato il principio del concorso formale, ex art. 8 della legge 24 novembre 1981, n. 689, il quale richiede l’unicità dell’azione od omissione produttiva della pluralità di violazioni. La disciplina non ha subito deroghe «neppure in base alla successiva previsione di cui all’art. 8-bis della medesima legge, che, salve le ipotesi eccezionali del secondo comma, ha escluso, sussistendo determinati presupposti, la computabilità delle violazioni amministrative successive alla prima solo al fine di rendere inoperanti le ulteriori conseguenze sanzionatorie della reiterazione. La decisione si riferisce a un caso di accesso in una zona a traffico limitato ripetuto per ben 94 volte; in tale ipotesi la corte ha riconosciuto l’applicazione di tante sanzioni quanti sono stati gli accessi ai varchi.

 


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