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Editoriali Pubblicato il 9 marzo 2016

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Editoriali La quotazione dell’auto sulla rivista ha valore di prova in causa

> Editoriali Pubblicato il 9 marzo 2016

Per la dimostrazione del valore commerciale dell’automezzo la parte può produrre la quotazione attestata dalla rivista specializzata in auto.

Per dimostrare il valore della propria automobile, il proprietario può utilizzare la quotazione risultante dalla rivista specializzata: non si tratta di una prova che vincola il giudice in modo assoluto, ma comunque essa ha il valore di presunzione semplice, utilizzabile in giudizio.

È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

In questo modo, in tutte le cause di risarcimento del danno (si pensi al caso di un incidente stradale, al difetto di costruzione o alla riparazione non a norma), il valore dell’automezzo è facilmente individuabile producendo il giornale di settore con la relativa quotazione. Ma non solo. Il problema potrebbe anche porsi per questioni di carattere fiscale, come nel caso deciso dalla sentenza in commento, avente ad oggetto una controversia fra l’Agenzia delle Entrate ed una società di commercio di autoveicoli usati. La Corte ha così sostenuto che, in caso di compravendita di un autoveicolo usato, al fine di determinare il valore di cessione dello stesso, è possibile produrre e utilizzare in giudizio le riviste di settore specializzate contenenti le quotazioni di mercato; si tratta di un mezzo di prova idoneo a fondare presunzioni semplici di verità dei fatti da provare, salvo prova contraria.

note

[1] Cass. sent. 2800/2016.

Autore immagine: Rivista “Al Volante”

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