Pin unico per l’accesso ai servizi online pubblici
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10 Mar 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Pin unico per l’accesso ai servizi online pubblici

Identità digitale unica per l’accesso ai servizi delle pubbliche amministrazioni: arriva lo Spid dal 15 marzo.

 

Arriva il Pin unico per accedere ai servizi pubblici via web: d’ora in poi, il cittadino potrà avere un’unica chiave per dialogare online con la P.A., grazie al nuovo sistema Spid. Addio, dunque, alle decine di password da segnare e cambiare periodicamente per usufruire dei servizi dell’Inps, dell’Agenzia delle Entrate e degli enti pubblici in generale.

 

 

Identità Spid: come funziona

Il sistema SPID dà al cittadino la possibilità di avere delle credenziali uniche per accedere ai servizi pubblici online: le credenziali sono però utilizzabili in modo differente, a seconda del livello di identità SPID richiesto. Il sistema Spid, difatti, prevede, tre livelli di sicurezza:

 

– il primo livello permette l’autenticazione con id e password stabilite dallo stesso utente;

 

– il secondo livello permette l’autenticazione con una password valida per tutti i servizi ed una seconda password momentanea (la cosiddetta OTP, one time password) inviata all’utente per accedere allo specifico servizio;

 

– il terzo livello permette invece l’autenticazione tramite smart card abbinata a una password.

 

In ciascuno dei tre livelli, lo Spid è molto più sicuro rispetto alla smart-card: quest’ultima, infatti, fornisce tutti i dati personali disponibili al service provider, mentre lo Spid rende disponibili solo i dati strettamente necessari per la specifica operazione.

Per i primi due livelli di sicurezza l’assegnazione dello Spid sarà totalmente gratuita, mentre è possibile che il terzo livello sia a pagamento, per via del supporto esterno da acquistare. Probabilmente il terzo livello sarà utilizzato dai professionisti, intermediari del cittadino per i servizi dell’Inps, dell’Inail e dell’Agenzia delle Entrate.

 

Lo Spid, per i primi due livelli di sicurezza, non richiede l’acquisto di alcuna apparecchiatura particolare: l’utente, difatti può decidere di adottare la tecnologia Spid sui supporti che già possiede, come PC, smartphone e tablet.

 

 

Identità Spid: come richiederla

Per avere l’identità unica ci si deve rivolgere ai Gestori di Identità Digitale (Identity Provider): si tratta di soggetti privati accreditati dall’Agid (l’Agenzia per l’Italia digitale) che forniscono al cittadino le identità digitali e le gestiscono, dopo averlo identificato e averne verificato i dati.

Attualmente lo Spid può essere richiesto ai seguenti gestori:

 

InfoCert S.p.a;

Poste Italiane S.p.a;

Telecom Italia Trust Technologies Srl.

 

Una volta scelto il provider, il cittadino può sempre cambiarlo; inoltre, lo stesso cittadino può avere più di un’identità digitale..

 

 

Identità Spid: per quali siti serve

I servizi online che potranno essere utilizzati con lo Spid riguarderanno presto al generalità delle pubbliche amministrazioni: in un primo momento si potrà accedere ai servizi web dell’Inps, dell’Inail e dell’Agenzia delle Entrate. Si tratta dei servizi fondamentali di cui nessun cittadino, ormai, può più fare a meno: dalla domanda di disoccupazione o di pensione, alla dichiarazione dei redditi (il cosiddetto 730 precompilato), al pagamento dei contributi della Colf, alla denuncia d’infortunio. Nel primo periodo, poi, saranno accessibili anche i servizi di diversi comuni e regioni: nel tempo potranno aderire non solo tutti gli enti pubblici, ma anche le aziende private che aderiranno all’iniziativa.

In futuro, considerato che il sistema Spid si basa sul progetto europeo Stork, volto a creare un’infrastruttura comune per l’identità digitale, si potrà accedere anche ai servizi di altri Stati membri dell’UE.

 

 

Spid: è obbligatorio?

Nonostante l’identità unica sia una grande comodità e comporti un gran risparmio di risorse, il cittadino non è obbligato a possedere lo Spid: resteranno utilizzabili per l’accesso ai vari servizi offerti dalle P.A., difatti, i vecchi pin, la carta d’identità elettronica e la carta nazionale dei servizi.


 


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