Legge 104, quale percentuale d’invalidità è necessaria per i benefici?
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10 Mar 2016
 
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Noemi Secci
 


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Legge 104, quale percentuale d’invalidità è necessaria per i benefici?

Legge 104, handicap ed invalidità: i requisiti sanitari che danno luogo ai benefici riconosciuti dalla legge.

 

Sono invalido al 100%: ho diritto ai permessi ed agli altri benefici riconosciuti dalla Legge 104?

 

La Legge 104 [1] è la normativa quadro in tema di disabilità, che riconosce benefici fiscali, economici e lavorativi ai portatori di handicap.

L’handicap non deve essere confuso con l’invalidità: mentre quest’ultima, difatti, rappresenta la riduzione della capacità lavorativa (tanto più è ridotta la capacità lavorativa, quanto più è alta la percentuale d’invalidità), l’handicap rappresenta la condizione di svantaggio sociale conseguente a una minorazione. Si tratta dunque di due diverse condizioni: un invalido al 100% può non essere portatore di handicap, mentre può esserlo una persona con una percentuale d’invalidità più bassa. L’handicap, al contrario della riduzione di capacità lavorativa, è valutato in base a criteri medico-sociali e non medico-legali o espressi in percentuale.

 

 

Legge 104: i benefici per i portatori di handicap

L’handicap, secondo quanto previsto dalla Legge 104, ha tre livelli di gravità differenti, ai quali sono collegate diverse previsioni normative:

 

– handicap senza connotazione di gravità;

– handicap in situazione di gravità;

– handicap superiore ai 2/3.

 

Vediamo di seguito i principali benefici fiscali riconosciuti dalla legge ai portatori di handicap, ed i requisiti sanitari necessari.

 

 

Agevolazioni fiscali Legge 104

Le principali agevolazioni fiscali riconosciute dalla Legge 104 ai portatori di handicap sono:

 

– agevolazione fiscale sull’acquisto di veicoli: il beneficio consiste nell’applicazione dell’Iva agevolata al 4% sull’acquisto del veicolo, nella detrazione del 19% del costo e nell’esenzione dal pagamento del bollo auto e delle tasse di trascrizione; possono accedere alle agevolazioni i soggetti con disabilità motoria, disabilità intellettiva (se titolari di indennità di accompagnamento e con certificato di handicap grave), o disabilità sensoriale (ciechi e sordomuti);

 

– agevolazione fiscale sull’acquisto di ausili: per l’acquisto di ausili, i disabili godono Iva agevolata al 4% e, in certi casi, alla detrazione del 19% del costo;

 

– agevolazione fiscale sull’acquisto di sussidi tecnici ed informatici: anche per tali sussidi i disabili godono Iva agevolata al 4% e della detrazione del 19% del costo;

 

– deduzione dal reddito delle spese sostenute per l’assistenza specifica: l’assistenza deve essere resa ai portatori di handicap  da personale medico e sanitario; possono godere della deduzione anche i familiari aventi a carico la persona con handicap;

 

– detrazione dalle imposte delle spese sostenute per l’assistenza personale e domestica;

 

– detrazione per familiari disabili a carico: per chi ha un figlio portatore di handicap, è prevista una detrazione aggiuntiva pari a 400 euro.

 

 

Agevolazioni lavorative Legge 104

Il possesso di handicap in situazione di gravità dà diritto alle seguenti agevolazioni lavorative:

 

– possibilità di fruire di 3 giorni di permesso retribuito al mese(frazionabili anche a ore): l’agevolazione vale per il lavoratore portatore di handicap grave o per i familiari che assistono il disabile;

 

prolungamento del congedo parentale: l’agevolazione è valida per i genitori del portatore di handicap grave, sino ai 12 anni di età, in luogo dei 3 giorni di permesso mensile o dei permessi orari (pari a 2 oe al giorno;

 

congedo straordinario: si tratta di un congedo retribuito, che spetta a chi assiste un familiare con handicap grave, che spetta nella misura massima di 2 anni nell’arco della vita lavorativa;

 

rifiuto al trasferimento: si tratta di un vero e proprio diritto soggettivo in capo al lavoratore disabile e al lavoratore che assiste un familiare disabile, che spetta nel caso in cui il datore di lavoro voglia trasferire il dipendente ad altra sede;

 

scelta della sede di lavoro: il lavoratore che assiste un figlio portatore di handicap e il lavoratore disabile stesso hanno diritto a scegliere, quando possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio; in questo caso non si tratta di un diritto soggettivo ma di un interesse legittimo del lavoratore;

 

scelta prioritaria della sede: il portatore di handicap con gravità superiore ai 2/3 ha diritto, se assunto presso gli enti pubblici come vincitore di concorso o ad altro titolo, di scelta prioritaria tra le sedi disponibili;

 

rifiuto al lavoro notturno: il disabile, o il lavoratore che assiste il familiare disabile (portatore di handicap grave) può rifiutarsi di prestare lavoro notturno.

 

 

I benefici per i portatori di invalidità

Mentre i benefici fiscali e lavorativi riconosciuti dalla Legge 104 sono legati al possesso di handicap, la maggior parte delle prestazioni assistenziali e dei benefici previdenziali (pensione d’invalidità e d’inabilità, ordinaria e civile, anticipo della pensione) sono collegati alla riduzione della capacità lavorativa, cioè all’invalidità.

Tra le principali agevolazioni ricordiamo:

 

pensione d’invalidità ordinaria: spetta per riduzione della capacità lavorativa a meno di 1/3, se si possiedono almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio;

 

pensione d’invalidità civile: spetta per invalidità superiore al 74%, per chi ha un reddito non superiore a 4.800,83 euro, ed è pari a 279 Euro mensili;

 

pensione d’inabilità ordinaria: spetta per chi è inabile a qualsiasi attività lavorativa, se possiede almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio;

 

pensione per invalidi civili totali: spetta per gli invalidi al 100%, se non possiedono redditi superiori a 16.532,10 euro;

 

contributi figurativi aggiuntivi: spettano 2 mesi di contributi figurativi aggiuntivi all’anno, per chi possiede un’invalidità superiore al 74%;

 

pensione di vecchiaia anticipata: per gli invalidi sopra l’80%, è possibile raggiungere la pensione di vecchiaia a 60 anni e 7 mesi, per gli uomini, ed a 55 anni e 7 mesi, per le donne.

 


[1] L. 104/1992.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
13 Mar 2016 FERNANDO FIGLIOLIA

Buongiorno, vorrei una cortesia di un’informazione. Vorrei sapere se ho diritto di fare gli straordinari dove lavoro al Comune che mi aveva respinto e che ottengo la legge 104, art.33, comma 3 ??? Specifico che sono invalido al 100% che è problema dell’udito. Grazie infinitamente…

 
13 Mar 2016 lorusso nicola

se acquisto un smartfone o un climatizzatore posso usufruire delle detrazioni ?

 
16 Mar 2016 Boccia Annunziata

Buonasera,per cortesia avrei bisogno di un’informazione,sono una lavoratrice che assiste la propria mamma con handicap grave,se si chiede un giornata di 104 per assistere al familiare un giorno o due giorni prima bisogna portare la certificazione del medico del familiare?Grazie mille.

 
9 Ago 2016 ISABELLA RAIMONDI

Buonasera sono invalida al 100% ho la legge 104 vorrei sapere quali sono i miei diritti se mio marito compra la macchina nuova ha diritto all’iva del 4% oooo deve essere intestata ha tutti e due non abbiamo la separazione dei beni il bollo va pagato?per avere informazioni più dettagliate ha chi posso rivolgermi grazie mille per la vostra gentilezza

 
29 Nov 2016 baingio cadoni

buongiorno io sono invalido al 100% percepisco una pensione di invalidità e con i miei 34 anni di contributi anche una pensione contributiva,tenga presente la mia invalidità al 100% ed essendo inabile al lavoro l’inps me la ridotta ad un terzo se dovessi fare la 104 verrei meno ad avere la patente .grazie