Da part-time a tempo pieno se nel contratto manca l’orario di lavoro
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12 Mar 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Da part-time a tempo pieno se nel contratto manca l’orario di lavoro

Il contratto part-time deve indicare per iscritto la distribuzione dell’orario di lavoro ridotto altrimenti, in difetto di prova contraria, viene considerato come contratto a tempo pieno.

 

Il contratto part-time in cui manca l’indicazione scritta dell’orario di lavoro ridotto non è nullo ma si trasforma automaticamente in contratto a tempo pieno con conseguente diritto del lavoratore alle differenze retributive.

 

Ricade sul datore di lavoro l’onere di provare che, nonostante la mancata indicazione scritta, la prestazione lavorativa del dipendente si è svolta effettivamente in orario ridotto rispetto a quello ordinario.

 

È quanto affermato da una recente sentenza delle Cassazione [1].

 

Nel contratto di lavoro a tempo parziale (meglio conosciuto come part-time) la clausola relativa alla riduzione di lavoro è essenziale in quanto consente l’individuazione della durata limitata della prestazione lavorativa rispetto a quella del contratto di lavoro a tempo pieno. Essa deve risultare in forma scritta.

 

La legge [2] prevede che il contratto di lavoro a tempo parziale deve stipularsi per iscritto: in esso devono essere indicate le mansioni e la distribuzione dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno.

 

La mancanza della clausola sull’orario di lavoro rappresenta un vizio di forma e non travolge la validità ed efficacia dell’intero contratto. Ciò vuol dire che se lavoratore e datore stipulano un contratto di lavoro ma da questo non risulta la distribuzione dell’orario di lavoro durante il giorno, settimana, mese o anno (perché accordata a voce), si presume che il contratto sia a tempo pieno.

Il contratto è valido ed efficace ma non viene considerato part-time bensì a tempo pieno, con tutte le conseguenze che ne derivano anche sotto il profilo della retribuzione.

 

Secondo i giudici, infatti, la nullità per vizio di forma della clausola sulla riduzione dell’orario di lavoro non è idonea a travolgere integralmente il contratto, ma determina, in ragione dell’inefficacia della pattuizione relativa alla scelta del tipo contrattuale speciale e in applicazione della disciplina ordinaria della nullità parziale, la qualificazione del rapporto come normale rapporto di lavoro.

 

Se poi, effettivamente, il rapporto di lavoro si è svolto part-time, spetta al datore di lavoro darne dimostrazione anche attraverso prove testimoniali.

 

La mancanza di prova contraria da parte del datore di lavoro fa sì che il contratto venga qualificato a tutti gli effetti come contratto a tempo pieno.


[1] Cass. sent. n. 4494 del 8.3.2016.

[2] Art. 5 D.L. 726/1984.

 


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