Lavoro: cancellato il Rito Fornero
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11 Mar 2016
 
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Lavoro: cancellato il Rito Fornero

Alla Camera il primo via libera alla delega: liti civili più rapide, un unico rito sommario per il primo grado.

 

Nelle controversie tra il lavoratore e l’azienda sarà possibile, prima di andare in causa, esperire il tentativo di conciliazione per il tramite degli avvocati mediante la cosiddetta “negoziazione assistita”: una facoltà e non un obbligo, che comunque non costituisce condizione di procedibilità. Resta comunque ferma la conciliazione presso i sindacati e la Direzione territoriale del lavoro.

Viene poi definitivamente abrogato il cosiddetto “rito Fornero” per le controversie sui licenziamenti illegittimi prevedendo per tali cause una corsia preferenziale al fine di garantirne, comunque, la celerità.

 

Sono queste alcune delle novità più interessanti contenute nel ddl sulla riforma della giustizia approvato ieri dalla Camera dei deputati.

 

 

Addio rito Fornero

Per i lavoratori subordinati già in forza al datore di lavoro con contratto a tempo indeterminato in data anteriore al 7 marzo 2015, per i procedimenti, relativi a licenziamenti, instaurati dopo il 18 luglio 2012 si applica, in primo grado, un particolare procedimento caratterizzato da un doppio procedimento:

 

una fase a cognizione sommaria: si apre con il deposito di un ricorso da parte del lavoratore, con fissazione di udienza entro 40 giorni dal deposito; assegnazione di un termine, non inferiore a 25 giorni prima dell’udienza, per la notifica del ricorso e del decreto. La notificazione è a cura del ricorrente, anche a mezzo di posta elettronica certificata; assegnazione di un termine, non inferiore a 5 giorni prima dell’udienza, per la costituzione del resistente;

 

una fase a cognizione piena: contro l’ordinanza di accoglimento o di rigetto può essere proposta opposizione con ricorso. Tale fase è eventuale, in quanto si attiva con l’opposizione; di conseguenza, ove essa non venga proposta, l’ordinanza conclusiva della fase sommaria è idonea a formare giudicato. Il ricorso deve essere depositato presso il tribunale che ha emesso il provvedimento opposto, a pena di decadenza, entro 30 giorni dalla notificazione dello stesso o dalla comunicazione, se anteriore.

 

Con il via libera della Camera al disegno di legge delega, il doppio binario del Rito Fornero viene definitivamente abbandonato. Le cause potranno essere definite con la negoziazione assistita degli avvocati in alternativa alla conciliazione in sede giudiziale.

 

 

Gli altri punti della riforma

In primo grado, le cause meno complesse saranno affidate alla competenza del giudice unico che dovrà procedere nella forma del rito semplificato di cognizione (prima udienza entro 3 mesi, termini perentori da rispettare per eccezioni, conclusioni e mezzi di prova, sentenza in forma concisa). Le altre saranno di competenza del collegio, che procederà nelle forme del rito ordinario; collegio che potrà però essere chiamato direttamente a decidere dopo la prima udienza se il giudice istruttore ritiene che la causa è matura per la decisione.

 

Anche in appello le cause saranno diversamente gestite in base alla complessità: le più semplici e di minore rilevanza economico sociale saranno affidate alla decisione del giudice unico. Nei casi di competenza del collegio il giudice relatore potrà anche procedere all’ammissione di nuovi mezzi di prova. In Cassazione si punta tra altro a ridurre le udienza pubbliche attraverso un allargamento del giudizio camerale.

 

Viene poi valorizzata ancora la proposta di conciliazione del giudice: il rifiuto delle parti, ma anche la loro mancata comparizione, potrà essere valutato ai fini del giudizio sulla lite.

Novità anche per i decreti ingiuntivi: sarà possibile ottenere l’ingiunzione di pagamento anche sulla base di fatture accompagnate dalla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che sono annotate nelle scritture contabili. Il giudice inoltre, per quello che riguarda le somme non contestate, è obbligato in pendenza di opposizione a concedere l’esecuzione provvisoria parziale del decreto in ogni caso, anche se l’opposizione è per vizi procedurali.

 

In materia di processo telematico, oltre all’adeguamento delle norme sulla procedura civile a quelle tecniche del PCT (probabile l’emanazione di un testo unico) e alla previsione di sistemi di riconoscimento vocale per la verbalizzazione e attrezzature informatiche per la partecipazione all’udienza a distanza, si prevede l’obbligo per gli avvocati di notificare gli atti esclusivamente per via telematica alla Pa e alle imprese o professionisti obbligati a dotarsi di Pec e a mezzo posta negli altri casi.

 

 

In materia di espropriazione e pignoramenti, la riforma modifica i procedimenti di esecuzione forzata, stabilendo che i beni immobili vengano messi all’incanto per via telematica (salvo non sia ritenuto dal giudice «pregiudizievole per gli interessi dei creditori, o per il sollecito svolgimento» dell’assegnazione dei patrimoni) e, dopo la terza asta infruttuosa, il magistrato potrà disporre un ribasso graduale del prezzo (fino alla metà di quello precedente); i beni di uso quotidiano di modesto valore non potranno essere pignorati, così come gli animali da compagnia.


Autore immagine: 123rf com

 


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