La ricognizione di persona nel codice penale
Lo sai che?
11 Mar 2016
 
L'autore
Antonio Ciotola
 


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La ricognizione di persona nel codice penale

Il confronto all’americana nel nostro ordinamento penale: tra realtà e finzione cinematografica.

 

Quante volte nei film e nelle serie tv hollywoodiani hai visto gli investigatori mettere l’indiziato di turno dietro ad un vetro-specchio insieme ad altre persone per essere riconosciuto dalla vittima? Quante volte ti sei chiesto se è proprio così che funziona anche in Italia? Quante volte hai letto sul giornale o sentito alla televisione che la vittima di un reato violento ha riconosciuto il suo aggressore? Leggi l’articolo e cercherò di spiegarti, sinteticamente e in modo semplice, cos’è, a cosa serve e come funziona il riconoscimento c.d. all’americana nel nostro sistema di giustizia penale.

 

Cos’è la ricognizione di persona?

Per cominciare vediamo cosa si intende per ricognizione di persona: la ricognizione di persona è un mezzo di prova (uno strumento di prova) con il quale, quando necessario, si procede ad individuare una persona sospettata di aver commesso un reato.

In altri termini, quando nel corso delle indagini per un determinato reato, gli inquirenti cominciano ad avere fondati sospetti (il termine tecnico-giuridico è gravi indizi di colpevolezza) su una determinata persona procedono a “fermare” [1] il sospettato e, se lo ritengono utile o necessario alle indagini, lo sottopongono alla individuazione personale.

Quando l’atto di ricognizione è compiuto nella fase delle indagini preliminari prende il nome di individuazione di persona.

La ricognizione vera e propria si svolge, invece, durante la celebrazione del processo innanzi al Tribunale. Le regole di funzionamento sono le medesime con l’unica differenza (non marginale ai fini della genuinità della prova) [2] che tutta la procedura è gestita e sorvegliata non dagli inquirenti ma dallo stesso giudice.

 

 

Come funziona?

Il funzionamento dell’atto di individuazione è simile a quello che si vede nei telefilm made in usa.

La persona sottoposta ad individuazione (il sospettato) viene posta insieme ad altre 2 persone, il più somiglianti possibile, all’interno di una stanza. Può scegliere in che posizione mettersi, nel senso se a destra, sinistra o al centro.

Quando l’atto è compiuto nella fase delle indagini preliminari si svolge all’interno degli uffici di polizia e, spesso, le altre due persone poste insieme all’indiziato sono poliziotti. Quando l’atto è, invece, posto in essere in Tribunale, lo stesso viene programmato ed organizzato. In questo modo l’imputato, anziché essere posto insieme a due poliziotti (magari anche poco o per nulla somiglianti) può indicare egli stesso le persone insieme alle quali essere riconosciuto.

 

La diversa portata e prospettiva dell’atto individuativo così compiuto appare evidente.

 

A questo punto, fatto posizionare il sospettato, viene introdotta la persona che deve procedere all’individuazione (o alla ricognizione) e posta, chiaramente, in modo tale che l’indiziato non possa vederla.

 

Considerando che non i tutti i distretti di polizia vi sono vetri-specchio, capita che gli inquirenti debbano far ricorso ad espedienti un po’ fantasiosi come, ad esempio, far guardare la persona chiamata alla individuazione nel buco della serratura della porta.

 

Prima di procedere alla formale ricognizione, la persona chiamata ad individuare l’indagato viene invitata a descrivere, con tutti i particolari che ricorda, la persona che deve riconoscere e le viene chiesto se ha già proceduto ad analogo atto ed, eventualmente, in che termini.

 

Questi passaggi molti importanti perché in mancanza la ricognizione (o la individuazione) non sarà utilizzabile. Questo significa che, nel caso in cui dovessero mancare, anche se la persona chiamata a procedere alla individuazione riconosca senza ombra di dubbio alcuno il suo aggressore (o la persona responsabile del reato) di quell’atto non potrà fari alcun uso processuale.

 

Esaurite queste operazioni preliminari si procederà alla individuazione vera e propria. La persona (o le persone) chiamata ad eseguirla dovrà dire se riconosce o meno, tra i tre soggetti che ha di fronte, il malfattore responsabile del reato ai suoi danni. In caso positivo dovrà anche esprimere il grado di certezza con il quale lo ha riconosciuto (es. riconosco al 100%).

 

Di tutte le operazioni compiute è naturalmente redatto verbale che entrerà nel fascicolo del pubblico ministero.

 

È evidente che, in caso di individuazione positiva il quadro indiziario ne uscirà sensibilmente rafforzato e il sospettato sarà posto a disposizione della autorità giudiziaria competente per tutte le determinazioni del caso.


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