Comunicazione preventiva di ipoteca Equitalia: giudice competente
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19 Mar 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Comunicazione preventiva di ipoteca Equitalia: giudice competente

La comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria non si  impugna con l’opposizione all’esecuzione: il giudice competente è il giudice tributario per debiti fisali, il giudice del lavoro per debiti previdenziali, il tribunale o il giudice di pace per tutte le altre ipotesi.

 

La comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria (più semplicemente preavviso di ipoteca) notificata da Equitalia può essere impugnata con ricorso al giudice competente in base al tipo di crediti sottesi alle cartelle esattoriali e al loro valore. Si tratta, infatti, di un atto autonomamente impugnabile rispetto alla vera e propria iscrizione di ipoteca in quanto rientra tra gli atti adottati dall’ente impositore che, con l’indicazione delle concrete ragioni (di fatto e di diritto) che la sorreggono, porta comunque a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa creditoria.

 

La comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria è infatti un vero e proprio avviso che Equitalia deve obbligatoriamente notificare al contribuente prima di procedere all’iscrizione di ipoteca sull’immobile [1].

In particolare, essa deve contenere l’elenco dettagliato degli addebiti e delle relative cartelle, con la precisazione che l’omesso pagamento dell’importo dovuto entro trenta giorni determina l’iscrizione ipotecaria.

 

La mancata notifica della comunicazione preventiva rende illegittima l’iscrizione ipotecaria.

Accertata l’impugnabilità della comunicazione preventiva di ipoteca, è sorto il problema relativo al giudice competente. 

 

Da un lato, si sosteneva che, trattandosi di atto prodromico all’iscrizione di ipoteca e quindi al successivo pignoramento immobiliare, la competenza fosse del giudice dell’esecuzione e dato che, le Commissioni Tributarie non hanno competenza per l’esecuzione forzata (salvo ipotesi eccezionali espressamente previste dalla legge), l’unico giudice competente era quello ordinario.

Dunque, secondo tale indirizzo, ai fini dell’impugnazione della comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria, si trattava solo di individuare quale giudice ordinario fosse competente per l’opposizione all’esecuzione o agli atti esecutivi  in base al valore dell’atto (tribunale o giudice di pace).

 

Dall’altro lato, si riconosceva alla comunicazione preventiva la qualità di atto ancora rientrante nella competenza delle Commissioni Tributarie, laddove avesse avuto ad oggetto crediti di natura tributaria. Ciò in quanto l’iscrizione ipotecaria non è atto propriamente dell’esecuzione forzata ma è rientra ancora nella fase cautelare e conservativa funzionale alla riscossione dei crediti. Secondo tale indirizzo, prima ancora di individuare la competenza per valore occorre individuare la giurisdizione (che può essere anche del giudice tributario).

 

Ebbene, le Sezioni Unite della Cassazione [2] hanno definitivamente risolto il contrasto sul punto, prediligendo il secondo orientamento interpretativo: la comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria (così come il preavviso di fermo amministrativo) non è ancora atto dell’esecuzione forzata e si può impugnare dinanzi al giudice tributario se ha ad oggetto debiti fisali, al tribunale del lavoro se ha ad oggetto debiti previdenziali, tribunale ordinario o al giudice di pace per tutte le altre ipotesi.

 

Più precisamente, se la comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria riguarda:

 

– debiti fiscali (tasse e tributi, sanzioni su mancato pagamento di tasse, accertamenti, ecc.) è competente la Commissione Tributaria;

 

violazione del codice della strada, è competente il giudice di pace (cosiddetta competenza funzionale, esclusiva e generale);

 

– sanzioni derivanti da omesso versamento di contributi previdenziali è competente il tribunale ordinario, sezione lavoro (trattandosi di materia di previdenza ed anche in questo caso trattandosi di cosiddetta competenza funzionale);

 

– in tutti gli altri casi, si osservano le regole generali, ossia: se l’importo da cui scaturisce l’ipoteca o il fermo è di valore non superiore a cinquemila euro è competente il giudice di pace, altrimenti è competente il tribunale.


[1] Art. 77 DPR 602/1973.

[2] Cass. ord. n. 15354 del 22.07.2015.

 


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