L’apprendistato
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12 Mar 2016
 
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Edizioni Simone
 


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L’apprendistato

Nozione di apprendistato, tipologie contrattuali, formazione, rapporto di lavoro.

 

 

La nozione e la funzione del contratto di apprendistato

L’apprendistato costituisce una delle più vecchie tipologie contrattuali speciali, caratterizzata dalla causa mista del contratto: non solo scambio tra prestazione di lavoro e retribuzione, così come normalmente avviene nel rapporto di lavoro, ma anche e soprattutto scambio tra attività lavorativa e formazione professionale, cui è tenuto il datore di lavoro.

L’apprendistato, originariamente disciplinato dalla L. 25/1955, che aveva integrato la scarna disciplina del codice civile (artt. 2130-2134), è stato toccato nel tempo da varie riforme.

Il D.Lgs. 276/2003 (artt. 47-53) aveva significativamente ristrutturato l’apprendistato, distinguendolo in tre tipologie contrattuali, connesse sia al sistema dell’istruzione sia a quello della qualificazione professionale. Proprio a seguito di tale riforma, l’apprendistato si è trovato però in una fase di stallo, anche a causa della difficoltà di coordinamento delle varie fonti regolatrici (legislative statali e regionali, nonché negoziali collettive). Sicché, con L. 183/2010 è stata rinnovata la delega al Governo, già prevista dalla L. 247/2007, a riordinare l’istituto, per cui è stato emanato il D.Lgs. 167/2011 che ha predisposto ancora una nuova disciplina dell’apprendistato.

Attualmente l’apprendistato è disciplinato dal D.Lgs. 81/2015, che su delega del cd. Jobs Act (L. 183/2014), ha ridefinito le tipologie contrattuali in cui è articolato l’apprendistato, al fine di semplificarne la regolamentazione e promuoverne l’applicazione.

 

 

Le tipologie contrattuali

Secondo la disciplina attuale, dettata dal D.Lgs. 81/2015, l’apprendistato è un con-tratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato caratterizzato dall’obbligo di formazione al fine di favorire l’inserimento nel mercato del lavoro dei giovani.

Il contratto è articolato nelle seguenti tipologie: apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore; apprendistato professionalizzante; apprendistato di alta formazione e di ricerca.

La prima tipologia riguarda i giovani dai 15 anni di età compiuti e fino al compimento dei 25 anni. Tale tipologia è attuabile in tutti i settori di attività ed è strutturata in modo da coniugare la formazione effettuata in azienda con l’istruzione e la formazione professionale svolta dalle istituzioni formative che operano nell’ambito dei sistemi regionali di istruzione e formazione (l’apprendistato costituisce una modalità dell’alternanza scuola-lavoro).

La sua durata è in funzione della qualifica o del diploma da conseguire, nel limite di 3 anni (o 4 nel caso di diploma quadriennale regionale) relativamente agli aspetti formativi. Sono previste specifiche ipotesi di proroga del periodo formativo (di un altro anno) in caso di giovani qualificati e diplomati per il consolidamento e l’acquisizione di ulteriori competenze tecnico-professionali e specialistiche.

Le altre due tipologie riguardano invece i giovani di età compresa dai 18 ai 29 anni di età.

 

 

La formazione

Il contratto di apprendistato si caratterizza, come detto, per la marcata funzione formativa a favore del lavoratore. In tale forma di contratto di lavoro, a fronte della prestazione lavorativa, il datore si obbliga a corrispondere all’apprendista, non solo una controprestazione retributiva, ma anche gli insegnamenti necessari per il conseguimento di una qualifica professionale, di titoli di studio di livello secondario o universitario, di specializzazioni nonché per il praticantato, per l’accesso agli ordini professionali o per esperienze professionali.

La regolamentazione dei profili formativi avviene, a seconda della tipologia di appren-distato, in base alle disposizioni della legge regionale e del contratto collettivo, tenuto conto del sistema dell’istruzione e della formazione per le tipologie più connesse all’adempimento del relativo obbligo, e comunque nell’osservanza dei principi generali stabiliti dal D.Lgs. 81/2015.

In particolare, nell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, la formazione deve corrispondere agli standard stabiliti dalla Regione. Per l’attivazione di questo contratto, il datore di lavoro deve stipulare un apposito protocollo con l’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto. La formazione esterna all’azienda è impartita nell’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto e non può essere superiore al 60% dell’orario scolastico per il secondo anno e al 50% per il terzo e quarto anno (e per l’eventuale anno successivo finalizzato a conseguimento del certificato di specializzazione tecnica superiore).

 

La formazione impartita all’apprendista deve essere registrata nel libretto formativo del cittadino, a cura:

 

– del datore di lavoro, nel contratto di apprendistato professionalizzante, per quanto riguarda la formazione effettuata per il conseguimento della qualificazione professionale ai fini contrattuali;

 

– dell’istituzione formativa o ente di ricerca di appartenenza dello studente, nel contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e nel contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.

 

In caso di mancata attività di formazione, la legge prevede, a titolo di sanzione, che il datore di lavoro debba restituire, maggiorati, i benefici contributivi connessi all’assunzione di apprendisti.

 

 

Il rapporto di lavoro

La disciplina del rapporto di lavoro in regime di apprendistato è definita dai contratti collettivi nazionali di lavoro o da appositi accordi interconfederali.

I principi generali fissati dal D.Lgs. 81/2015 prevedono tra l’altro:

 

– il divieto di retribuzione a cottimo;

 

– la possibilità, nell’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale e nell’apprendistato di alta formazione, che la retribuzione dell’apprendista sia rapportata alle ore di lavoro effettivamente prestate e che le ore di formazione possano essere retribuite parzialmente;

 

– la possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante, in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro, ai lavoratori addetti a mansioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al conseguimento delle quali è finalizzato il contratto, ovvero, in alternativa, di stabilire la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale e in modo graduale all’anzianità di servizio;

 

– l’obbligo di un tutore o referente aziendale;

 

– il prolungamento del periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del rapporto, superiore a 30 giorni, secondo quanto previsto dai contratti collettivi.

 

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