Abogados: l’Ordine non può negare l’iscrizione all’albo degli avvocati stabiliti
News
11 Mar 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Abogados: l’Ordine non può negare l’iscrizione all’albo degli avvocati stabiliti

Per le Sezioni Unite della Cassazione il consiglio dell’ordine non può subordinare l’iscrizione alla sezione degli avvocati stabiliti ai requisiti propri dell’ordinamento forense italiano: tale verifica è possibile solo quando gli abogados vogliano diventare, dopo tre anni, avvocati italiani.

 

Il CNF non può negare agli abogados l’iscrizione all’albo nella sezione speciale degli avvocati stabiliti; l’iscrizione è infatti automatica se sussistono i requisiti previsti dalla legge in materia e non necessita di previo accertamento da parte del consiglio dell’ordine italiano.

Quest’ultimo non ha alcun potere di accertare i requisiti per l’iscrizione nella sezione speciale dell’albo avvocati stabiliti poiché, per legge, tale accertamento spetta esclusivamente all’ordine professionale del Paese in cui il professionista ha acquisito il titolo professionale equipollente a quello italiano.

 

Sostanzialmente, l’avvocato che ha acquisito il titolo in Spagna può iscriversi nella sezione speciale dell’albo degli avvocati, senza che il consiglio dell’ordine possa procedere ad eventuali accertamenti anche in merito alla sua irreprensibilità deontologica.

 

È quanto affermato dalle Sezioni Unite della Cassazione [1] intervenute a difesa degli avvocati stabiliti (abogados iscritti alla sezione speciale dell’albo avvocati presso l’ordine prescelto).

 

I giudici richiamano la legge che ha dato attuazione alla direttiva comunitaria [2], volta a facilitare l’esercizio permanente della professione di avvocato in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata acquisita la qualifica professionale.

 

In sintesi, la direttiva prevede un procedimento di “stabilimento/integrazione“, avvalendosi del quale il soggetto munito di equivalente titolo professionale di altro Paese membro può chiedere  l’iscrizione nella Sezione speciale dell’Albo italiano del foro nel quale intende  eleggere domicilio professionale in Italia, utilizzando il proprio titolo  d’origine (ad es., quello, spagnolo, di “abogado”).

 

Questi, al termine di un periodo triennale di effettiva attività in Italia (d’intesa con un legale iscritto  nell’Albo italiano), può chiedere di essere “integrato” con il titolo di avvocato italiano e l’iscrizione all’Albo ordinario, dimostrando al Consiglio dell’Ordine effettività regolarità dell’attività svolta in Italia come professionista comunitario stabilito.

 

L’iscrizione nella sezione speciale dell’albo è subordinata all’iscrizione dell’istante presso la competente organizzazione professionale dello Stato membro di origine.

 

La domanda di iscrizione deve essere corredata dai seguenti documenti:

 

a) certificato di cittadinanza di uno Stato membro della Unione europea o dichiarazione sostitutiva;

 

b) certificato di residenza o dichiarazione sostitutiva ovvero dichiarazione dell’istante con la indicazione del domicilio professionale;

 

c) attestato di iscrizione alla organizzazione professionale dello Stato membro di origine, rilasciato in data non antecedente a tre mesi dalla data di presentazione, o dichiarazione sostitutiva.

 

L’avvocato stabilito che, per almeno tre anni, a decorrere dalla data di iscrizione nella sezione speciale dell’albo degli avvocati, abbia esercitato in Italia, in modo effettivo e regolare, la professione con il titolo professionale di origine è dispensato dalla prova attitudinale.

 

Per esercizio effettivo e regolare della professione si intende l’esercizio reale dell’attività professionale esercitata senza interruzioni che non siano quelle dovute agli eventi della vita quotidiana.

 

Nel caso di interruzioni dovute ad eventi di altra natura, l’attività svolta è presa in esame se la stessa ha avuto una durata almeno triennale, senza calcolare il periodo di interruzione, e se non vi siano ragioni che ostino ad una valutazione dell’attività come effettiva e regolare.

 

L’avvocato stabilito che è stato dispensato dalla prova attitudinale, se concorrono le altre condizioni previste dalle disposizioni in materia di ordinamento forense, può iscriversi nell’albo degli avvocati e per l’effetto esercitare la professione con il titolo di avvocato.

 

Le Sezioni Unite avevano già avuto modo di rilevare che l’iscrizione nella sezione speciale dell’Albo degli avvocati comunitari stabiliti è, dunque, subordinata alla sola condizione della documentazione dell’iscrizione presso la corrispondente Autorità di altro Stato membro [3].

 

In sostanza, unici requisiti legittimanti l’iscrizione alla sezione speciale sono quelli specificamente elencati e sopra citati. Non servono invece anche i requisiti prescritti per l’iscrizione all’albo degli avvocati italiani, come per esempio l’onorabilità e irreprensibilità.

 

La verifica di tali ultimi requisiti previsti dalla legislazione nazionale per l’iscrizione all’albo degli avvocati può essere effettuata dal CNF, con riguardo agli avvocati iscritti alla sezione speciale degli avvocati stabiliti, solo nel momento in cui questi chiedano l’iscrizione all’albo degli avvocati, come è loro consentito fare  dopo un triennio di effettivo svolgimento della professione in Italia con il  titolo acquisito in altro Stato membro.

 

Solo nel momento in cui il richiedente intenda abbandonare la qualifica acquisita in altro Stato membro per conseguire il titolo professionale previsto dalla legislazione italiana, sorge dunque l’obbligo, per il Consiglio dell’Ordine degli avvocati, di verificare la sussistenza di tutti gli altri requisiti di iscrizione, ivi compresi quelli di onorabilità.

 

La finalità della direttiva comunitaria attuata dalla legge è infatti quella di consentire l’esercizio della professione forense da parte di chi abbia acquisito in altro Stato membro il titolo equivalente a quello di avvocato.


In pratica

Per iscriversi alla sezione speciale degli avvocati stabiliti, basta il possesso dei requisiti previsti dalla direttiva comunitaria citata e, in particolare, l’iscrizione all’ordine spagnolo presso il quale si è conseguito il titolo. Solo nel momento in cui l’iscritto all’elenco speciale chieda l’iscrizione all’albo degli avvocati, il potere dei Consigli dell’ordine di verificare la sussistenza dei requisiti di iscrizione al detto albo può essere esercitato con riferimento a tutti i requisiti previsti dall’ordinamento forense italiano.

[1] Cass. Sez. Unite, sent. n. 4252 del 4.3.2016.

[2] D.Lgs. n. 96/2001 attuativo della direttiva comunitaria 98/5/CE.

[3] Cass. Sez. Unite, sent. n. 28340/2011.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti
12 Mar 2016 Daniele Contrisciani

c’è da aggiungere che è possibile bypassare i tre anni di pratica d’intesa richiedendo un’esame avanti il CONSIGLIO DELL’ORDINE. Inoltre l’Avvocato stabilito nei tre anni può sostituire TUTTI gli avvocati in udienza ed essere domiciliatario ma non può sostituire il professionista con cui agisce d’intesa.
Il consiglio dell’ordine valuta la regolarità formale della documentazione agli atti e procede all’inserimento nell’albo degli avvocati stabiliti.
L’avvocato stabilito ha l’elettorato attivo ma non quello passivo (vota ma non può essere candidato). La dichiarazione d’intesa deve essere prodotta in originale insieme alla procura litis in ogni causa effettuata dall’avvocato stabilito.
L’avvocato stabilito non ha l’obbligo di iscriversi alla cassa forense se è iscritto alla cassa previdenziale del paese d’origine.