Ammortizzatori in deroga 2016
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19 Mar 2016
 
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Noemi Secci
 


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Ammortizzatori in deroga 2016

Cig e Mobilità in deroga: chi sono i beneficiari degli ammortizzatori sociali in deroga, a quanto ammontano i sussidi, come ottenerli.

 

Gli ammortizzatori sociali in deroga sono dei sussidi a sostegno del reddito a favore dei lavoratori, erogati in caso di sospensione del rapporto di lavoro o di licenziamento.

A differenza degli ammortizzatori sociali ordinari, come la Naspi, la mobilità e la cassaintegrazione, gli ammortizzatori sociali in deroga non sono finanziati dai contributi delle aziende e dei lavoratori versati all’Inps: la loro copertura non si basa dunque sul rapporto assicurativo, ma sul finanziamento pubblico, con fondi soprattutto regionali e statali.

Questi strumenti a sostegno del reddito sono stati introdotti per coprire settori scoperti dal rischio di disoccupazione, ma sono stati anche utilizzati per prorogare i trattamenti in caso di esaurimento dei sussidi ordinari.

 

 

CIG in deroga

La Cig in deroga, o cassaintegrazione in deroga, è un’integrazione salariale concessa in caso di riduzione o sospensione di attività lavorativa, per i settori non coperti dalla CIG ordinaria.

Dal 2014 il trattamento può essere concesso solo per:

 

– situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori;

– situazioni aziendali determinate da situazioni temporanee di mercato;

crisi aziendali;

ristrutturazione o riorganizzazione.

 

Prima di quell’anno non esistevano particolari causali per la CIG in deroga, quindi il poteva essere concesso anche per cessazione dell’attività dell’impresa.

Sempre a partire dal 2014, la Cig in deroga può essere concessa entro limiti circoscritti (prima non esistevano limiti di durata):

 

– 11 mesi per l’anno 2014;

– 5 mesi per l’anno 2015;

3 mesi per l’anno 2016.

 

La CIG in deroga può essere concessa o prorogata ai lavoratori subordinati con le seguenti qualifiche:

 

– operai;

– impiegati;

– quadri;

– apprendisti;

– lavoratori somministrati.

 

È necessaria un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 12 mesi.

I datori di lavoro che possono chiedere il sussidio sono le imprese, i piccoli imprenditori (coltivatori diretti del fondo, artigiani, piccoli commercianti) e le cooperative sociali: dal 2014 sono escluse le associazioni senza struttura d’impresa.

Non è possibile fruire della CIG in deroga se prima non sono stati utilizzati gli strumenti ordinari di flessibilità, come le ferie residue maturate, i permessi, la banca ore. Inoltre nessuna concessione può essere fatta a quei lavoratori che possono accedere ad analoghe prestazioni, come i trattamenti di integrazione salariale ordinaria o straordinaria, o le prestazioni ordinarie erogate dal Fondo di Solidarietà di appartenenza.

 

Il Ministero del Lavoro ha comunque chiarito che le aziende che rientrano nel campo di applicazione dei Fondi di integrazione salariale (FIS) e dei Fondi di Solidarietà Bilaterali Alternativi possono scegliere tra le prestazioni in deroga e quelle previste dai Fondi.

 

 

Mobilità in deroga

La mobilità in deroga è un trattamento riconosciuto ai lavoratori in caso di licenziamenti collettivi, non aventi accesso o che hanno esaurito i sussidi ordinari collegati alla disoccupazione.

Anche il ricorso alla mobilità, come quello alla CIG in deroga, è stato notevolmente ridimensionato negli ultimi anni: in particolare, dal 2014 questo sostegno può essere erogato concesso per un massimo di 4 mesi (più ulteriori 2 mesi per i lavoratori residenti in alcune aree del Sud).

La mobilità in deroga può essere concessa ai lavoratori subordinati con le seguenti qualifiche:

 

– operai;

– impiegati;

– quadri;

– apprendisti;

– lavoratori somministrati.

 

È necessaria un’anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 12 mesi, di cui almeno 6 di effettivo lavoro.

Il lavoratore, per fruire del sussidio, deve presentare domanda all’Inps entro 60 giorni dalla data di licenziamento o dalla scadenza della precedente prestazione fruita oppure, se posteriore, dalla data del decreto di concessione della prestazione in deroga.

 

 

Mobilità in deroga: eccezioni

Le singole Regioni possono erogare la mobilità in deroga anche a lavoratori che già hanno usufruito di ammortizzatori ordinari (come la Naspi), oppure di erogarla per periodi più lunghi rispetto alla durata massima. Queste eccezioni sono però possibili entro il 5% delle risorse stanziate, oppure utilizzando fondi esclusivamente regionali.

 

 

Ammortizzatori in deroga: sussidi che li sostituiranno

La Legge Fornero di riforma del mercato del lavoro [1] ha previsto la sostituzione degli ammortizzatori in deroga con nuovi Fondi di solidarietà e con l’indennità di disoccupazione legata alla nuova Assicurazione sociale per l’impiego (Aspi, poi l’attuale Naspi).

I nuovi fondi di solidarietà sono costituiti nell’ambito degli Enti bilaterali e finanziati interamente da imprese e lavoratori: questi istituti assicurano ai dipendenti la tutela nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, per le stesse cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria.

Tra le principali prestazioni erogate dai fondi a cui i lavoratori hanno diritto, vi sono:

 

– l’assegno di solidarietà;

– l’assegno ordinario;

– il prepensionamento.

 

Per ulteriori approfondimenti, vi invitiamo a leggere: Assegno di solidarietà e assegno ordinario 2016, chi ne ha diritto.


[1] L. 92/2012.

 


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