Fondo di Garanzia Inps per lavoratori dipendenti: come accedere
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13 Mar 2016
 
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Fondo di Garanzia Inps per lavoratori dipendenti: come accedere

Come ottenere il pagamento di TFR e ultime tre buste paga se l’azienda fallisce, o è ammessa al concordato oppure se il dipendente tenta il pignoramento e non trova alcun bene da sottoporre ad esecuzione forzata.

 

Qualora il datore di lavoro non abbia pagato stipendi e TFR, il dipendente può ottenere tali somme dal cosiddetto Fondo di Garanzia presso l’Inps che le corrisponderà al posto dell’azienda. In particolare:

 

– se il mancato pagamento è dovuto a fallimento dell’azienda, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria o procedura di liquidazione del patrimonio, l’accesso al Fondo di Garanzia è immediato e non richiede la previa instaurazione di una causa. Basta, in sintesi, presentare il provvedimento giudiziale di dichiarazione di fallimento e quello con cui il giudice ha ammesso il lavoratore allo stato passivo del fallimento medesimo;

 

– nel caso in cui le suddette procedure non possano essere attivate (perché il datore di lavoro ha dimensioni più ridotte rispetto alle soglie di fallibilità previste dalla legge: ad esempio, piccolo imprenditore o ditta individuale cessata da oltre un anno), allora l’accesso al Fondo di Garanzia è subordinato al previo pignoramento nei confronti dell’azienda, sempre che quest’ultimo sia stato infruttuoso (in quanto non vi sono beni aggredibili con l’azione esecutiva).

 

 

Che succede se il datore di lavoro fallisce

Se l’azienda fallisce, il dipendente deve prima presentare la cosiddetta istanza di insinuazione al fallimento nei 30 giorni prima dell’udienza di verifica dei crediti, la cui data viene fissata con la sentenza che ha dichiarato il fallimento. La domanda può comunque essere presentata anche in data successiva, purché entro un anno dalla data di dichiarazione del fallimento. In tal caso si considera tardiva, è efficace, ma può comportare una limitazione nel diritto a partecipare alla ripartizione dell’attivo fallimentare (ciò che si è ricavato dalla liquidazione dei beni e crediti del soggetto fallito) per la parte eventualmente già distribuita.

Di norma, l’apertura della procedura è comunicata dal curatore fallimentare a tutti i soggetti che, sulla base dei libri contabili, risultano essere creditori dell’azienda.

 

Per presentare l’istanza di insinuazione non c’è bisogno di un avvocato anche se la sua difesa tecnica potrebbe evitare difficoltà e dubbi interpretativi sulla procedura.

 

All’istanza bisogna allegare la prova del credito: una busta paga, una dichiarazione scritta dell’azienda, ecc.

 

L’istanza deve essere trasmessa, per mezzo della posta elettronica certificata, all’indirizzo di posta elettronica certificata del curatore.

 

All’udienza fissata dal tribunale per la verifica dei crediti e la conseguente ammissione al passivo, il giudice accerta e riconosce il credito dei dipendenti, iscrivendoli in una sorta di registro dei “crediti ammessi” (il cosiddetto “stato passivo”). Finita questa operazione e divenuto quindi definitivo lo stato passivo (con decreto del giudice), il lavoratore può presentare la domanda di pagamento all’Inps, che la inoltra al Fondo di Garanzia.

 

Le somme eventualmente non coperte dal Fondo di Garanzia, saranno in ogni caso pagate con la liquidazione fallimentare dei beni dell’azienda: il dipendente, infatti, è un creditore privilegiato e deve essere soddisfatto prima di tutti gli altri creditori intervenuti alla procedura.

 

La tutela del lavoratore è garantita anche nei casi in cui il tribunale decreta di non procedere alla verifica dello stato passivo (ciò avviene quando risulta che non può essere acquisito attivo da distribuire ai creditori che hanno chiesto l’ammissione al passivo).

 

 

Come si presenta domanda al Fondo di Garanzia dell’Inps

La domanda di intervento del Fondo di garanzia del TFR e dei crediti di lavoro diversi dal TFR deve essere inoltrata esclusivamente attraverso i seguenti canali:

 

– Web – servizi telematici accessibili mediante PIN, attraverso il sito www.inps.it;

– patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;

– Contact center, tramite il numero verde INPS;

– avvocato difensore.

 

 

Come ottenere il TFR dal Fondo di Garanzia

Per ottenere la liquidazione del TFR dal Fondo di Garanzia dell’Inps è necessario che sussistano i seguenti presupposti:

– cessazione del rapporto (a prescindere dalla causa);

– mancato pagamento da parte del datore di lavoro;

– l’apertura del fallimento, di altra procedura concorsuale (tra quelle sopra elencate) o, se il datore di lavoro non vi è assoggettabile, il tentativo di pignoramento non andato a buon fine.

Il diritto alla prestazione del Fondo per il TFR si prescrive in 5 anni dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro. Il termine può essere interrotto con l’insinuazione del credito del lavoratore nello stato passivo e ricomincia a decorrere, per l’intera sua durata (5 anni), dalla data di chiusura della procedura di fallimento

 

Il Fondo di Garanzia liquida le somme spettanti, compresi gli interessi legali e la rivalutazione monetaria, entro 60 giorni dalla richiesta del lavoratore. Gli interessi e la rivalutazione monetaria decorrono dal momento della cessazione del rapporto e fino alla data del relativo pagamento.

 

 

Come ottenere il pagamento degli stipendi dal Fondo di Garanzia

Oltre al TFR, il Fondo di Garanzia può liquidare al lavoratore dipendente gli ultimi tre mesi di stipendio non pagati dal datore di lavoro purché tali mensilità non siano anteriori a un anno rispetto alla data del deposito del ricorso per la procedura.

 

Per “ultimi tre mesi del rapporto di lavoro“, s’intende l’arco di tempo compreso tra la data di cessazione del rapporto di lavoro e la stessa data del terzo mese precedente.

 

Il credito deve riferirsi solo alla retribuzione propriamente detta, inclusi i ratei di tredicesima e delle altre eventuali mensilità aggiuntive previste contrattualmente, nonché le somme dovute dal datore di lavoro a titolo di prestazioni di malattia e di maternità.
Sono invece esclusi l’indennità di mancato preavviso, gli importi relativi a ferie non godute e le indennità di malattia a carico dell’INPS che avrebbero dovuto essere anticipate dal datore di lavoro.


Autore immagine: 123rf com

 


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