Quando il cittadino può difendersi in cause civili senza avvocato?
Lo sai che?
12 Mar 2016
 
L'autore
Angelo Forte
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Quando il cittadino può difendersi in cause civili senza avvocato?

In materia civile la legge consente al cittadino di difendersi da sé nelle cause davanti al Giudice di Pace il cui valore non ecceda euro 1.100,00.

 

In tempi di crisi economica è assai utile, e anzi, necessario conoscere i casi in cui la legge, in materia civile, consente al cittadino di difendersi da solo senza, cioè, essere obbligato a dare mandato ad un avvocato per essere rappresentato e difeso nel corso del processo. La conoscenza di questi casi e delle relative norme non è opportuna e doverosa solo perché consentirebbe di risparmiare in termini economici, ma anche e soprattutto perché cittadini che imparano a difendersi in giudizio da soli (nei casi in cui ciò sia consentito) sono cittadini sicuramente meno manovrabili e, comunque, più attenti e vicini al mondo della giustizia ed ai suoi problemi.

 

Fatta questa premessa, evidenziamo che in materia civile la legge [1] consente innanzitutto al cittadino di difendersi da sé nelle cause davanti al Giudice di Pace il cui valore non ecceda euro 1.100,00.

 

Il cittadino, quindi, può iniziare da solo una causa davanti al Giudice di Pace (oppure anche resistere da solo ad una causa che altri hanno iniziato contro di lui) se il valore della causa non supera l’importo di Euro 1.100,00.

 

A questo punto è bene chiarire quali siano, per grandi linee, le cause per le quali è competente il Giudice di Pace in materia civile e che, se hanno valore inferiore a 1.100, 00 Euro, consentono al cittadino di agire e resistere senza l’assistenza di avvocato.

 

Innanzitutto si tratta delle cause che hanno ad oggetto beni mobili (ad esempio risarcimenti di danni in materia di sinistri stradali) e poi quelle che hanno ad oggetto i rapporti tra proprietari o detentori di immobili in materia di immissioni di fumo o calore, esalazioni, rumori che superino la normale tollerabilità e quelle che hanno per oggetto controversie sulle modalità e sulla estensione dell’uso dei servizi condominiali.

 

Ricordiamo che il cittadino può difendersi da solo unicamente se, nei casi appena descritti, il valore della causa non supera Euro 1.100, 00. Invece, nei casi in cui il valore della causa non possa essere determinabile (ad esempio una causa relativa al modo di uso di un servizio condominiale molto difficilmente avrà un valore determinabile) la causa è considerata appunto di valore indeterminabile e, perciò, l’interessato non potrà difendersi senza affidarsi ad un legale.

 

Tuttavia, sempre e solo dinanzi al Giudice di Pace, anche se il valore della causa dovesse superare l’importo di Euro 1.100,00, il Giudice stesso, anche su sollecitazione del cittadino, potrà autorizzarlo a stare in giudizio senza assistenza di un avvocato in considerazione della natura e dell’entità della causa.

 

Ciò significa che il Giudice di Pace potrebbe autorizzare il cittadino a difendersi da solo se ritenesse che il tipo di lite iniziata sia tale da permettere comunque al cittadino di difendersi senza la necessità di affrontare e risolvere problemi tecnici e giuridici complessi.

 

Il cittadino non può difendersi da solo in secondo grado, cioè nel caso in cui l’avversario proponga appello alla sentenza del Giudice di Pace oppure nel caso in cui sia il cittadino stesso a voler proporre appello (al Tribunale) contro la sentenza del Giudice di Pace.

 

Al di là di questa caso, in materia civile il cittadino può difendersi da solo in primo grado anche dinanzi al Tribunale nelle cause di lavoro il cui valore non ecceda l’importo di Euro 129,11 [2].

Per l’esiguità del valore stabilito dalla legge, questa ipotesi è molto poco praticata.

 

Infine, esclusivamente in primo grado, il cittadino può difendersi da solo [3] nelle cause, di qualsiasi valore, in cui si propone opposizione alle sanzioni amministrative irrogate:

 

– per infrazioni al Codice della Strada;

– per violazioni di norme a tutela del lavoro, di norme sulla igiene dei luoghi di lavoro e di prevenzione degli infortuni sul lavoro;

– per violazioni di norme a tutela dell’ambiente dall’inquinamento, della flora, della fauna e delle aree protette;

– per violazioni di norme di previdenza e assistenza obbligatorie;

– per violazioni di norme sull’igiene di alimenti e bevande;

– per violazione di norme valutarie e di antiriciclaggio.


[1] Art. 82 Cod. proc. civ.

[2] Art. 417 Cod. proc. civ.

[3] D. Lgs. n. 150 del 2011.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti