Assegno di mantenimento negato senza prova del tenore di vita
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13 Mar 2016
 
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Assegno di mantenimento negato senza prova del tenore di vita

Se il coniuge non dimostra il tenore di vita agiato durante il matrimonio perde il diritto al mantenimento.­

 

Al coniuge cui non sia addebitabile la separazione, spetta un assegno di mantenimento idoneo a garantirgli un tenore di vita analogo a quello goduto durante il matrimonio, a meno che egli non disponga di propri redditi. In tal ultimo caso, nulla non gli è dovuto salvo dimostri che il tenore di vita della coppia, quando ancora sposata, era comunque più elevato. È quanto chiarito dal Tribunale di Roma con una recente sentenza [1]. Ma procediamo con ordine.

 

 

Come ottenere l’assegno di mantenimento?

Per ottenere l’assegno di mantenimento dall’ex coniuge, nella causa di separazione o divorzio, è necessario innanzitutto non aver subìto il cosiddetto addebito, ossia che il giudice non abbia ritenuto che la rottura dell’unione sia dipesa da un proprio comportamento colpevole (violazione dell’obbligo di fedeltà, abbandono del tetto coniugale, mancato adempimento agli obblighi di assistenza morale e materiale, ecc.).

 

Se non ricorrono tali circostanze, il coniuge con un reddito più basso dell’altro ha diritto all’assegno di mantenimento. Se invece quest’ultimo dispone di redditi propri che gli consentano di mantenere (più o meno) lo stesso tenore di vita di cui godeva quando ancora era sposato, non gli spetta nulla. Se però questi riesce a dimostrare al giudice che, durante il matrimonio, il tenore di vita della coppia era agiato, e quindi superiore alle possibilità che egli potrebbe procurarsi dopo la separazione, l’assegno di mantenimento non può essergli negato. Assegno di mantenimento che, comunque, va sempre commisurate alle concrete possibilità dell’ex, il quale – proprio per via dell’intervenuta separazione – potrebbe essere soggetto a un aggravio di spese che prima non sosteneva (per esempio un nuovo affitto, il pagamento del mutuo, ecc.).

 

Dunque, secondo la sentenza in commento (che peraltro non dice nulla di nuovo, trattandosi di principi abbastanza scontati nell’ambito del diritto di famiglia), non va corrisposto alcun assegno di mantenimento al coniuge se non risulta provato, innanzitutto, il tenore di vita agiato avuto in costanza di matrimonio.

 


[1] Trib. Roma, sent. n. 24733/15.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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