Dimissioni telematiche per giusta causa
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15 Mar 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Dimissioni telematiche per giusta causa

Nuove dimissioni telematiche e dimissioni per giusta causa: quando si possono effettuare e come si deve procedere?

 

La mia azienda non mi paga da mesi: posso dimettermi per giusta causa con la nuova procedura di dimissioni?

 

Le motivazioni che giustificano le dimissioni per giusta causa consistono, in generale, nella presenza di un grave inadempimento del datore di lavoro, tale da non permettere la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto (in questo senso si è espressa la sentenza della Cassazione con una nota sentenza [1]).

Il lavoratore, nelle ipotesi di dimissioni per giusta causa, ha diritto di recedere immediatamente dal rapporto, senza obbligo di dare il preavviso.

 

 

Dimissioni per giusta causa: motivazioni

Il caso del mancato o ritardato pagamento della retribuzione è una motivazione pienamente valida per la presentazione delle dimissioni per giusta causa: così è stato confermato da numerose sentenze  della Cassazione [2].

Tra le altre motivazioni alla base delle dimissioni per giusta causa, ci sono poi:

 

– l’omesso versamento dei contributi  previdenziali e assistenziali;

 

– il comportamento ingiurioso del superiore gerarchico (datore, dirigente, preposto) verso il dipendente, o lesivo della sua dignità;

 

– la pretesa del datore di lavoro di prestazioni illecite del dipendente;

 

– le molestie sessuali perpetrate dal datore di lavoro nei confronti del dipendente;

 

– il demansionamento del dipendente, inteso come un significativo svuotamento del numero e del contenuto delle mansioni, tale da determinare un pregiudizio al suo bagaglio professionale del lavoratore (sono escluse le casistiche di destinazione a mansioni inferiori previste dal Jobs Act; per approfondimenti: Demansionamento del lavoratore, quando è lecito);

 

-il mobbing (la cui sussistenza comunque non è semplice da riconoscere; per approfondimenti: Mobbing, quand’è reato).

 

 

Dimissioni per giusta causa: quando inviarle

Il dipendente, una volta insorta la motivazione alla base della giusta causa, deve reagire immediatamente, licenziandosi subito: non è dunque consentito un differimento della risoluzione del rapporto, come l’attesa del periodo di preavviso. Può essere giustificata solo un’attesa brevissima, ed in via del tutto eccezionale.

Il differimento dell’invio delle dimissioni è giustificabile nel solo caso di mancato pagamento della retribuzione, in quanto il dipendente può ragionevolmente confidare in un pagamento tardivo, causato da un momento di difficoltà economica del datore di lavoro.

 

 

Dimissioni per giusta causa: come inviarle

Per quanto riguarda la modalità d’invio delle dimissioni, a partire dal 12 marzo possono essere inoltrate soltanto in modalità telematica, anche se per giusta causa (sono escluse dall’invio telematico soltanto le dimissioni durante il periodo di prova, quelle dei lavoratori domestici e dei dipendenti della P.A.).

Per effettuare le dimissioni si deve accedere al sito Cliclavoro.gov.it, alla pagina dimissioni telematiche: è necessario avere già le proprie credenziali Inps (username, che coincide col proprio codice fiscale, e password, cioè il pin assegnato dall’Istituto) ed essere registrati al sito Cliclavoro (la registrazione può essere comunque contestuale). La sezione dimissioni telematiche è difatti raggiungibile dalla propria area riservata.

All’interno della sezione si apre una scheda di dimissioni, nella quale è necessario inserire il proprio codice fiscale, quello dell’azienda, e la data di decorrenza delle dimissioni, se il rapporto è sorto dopo il 2008. Se il rapporto è sorto prima, si devono inserire manualmente anche i dati identificativi del rapporto di lavoro, perché il sistema non è in grado di reperirli automaticamente.

Una volta compilate le pagine richieste dalla procedura, si può procedere all’invio delle dimissioni, che viene contrassegnato da un protocollo telematico.

L’invio è effettuato sia alla Direzione territoriale del lavoro che alla mail dell’azienda.

 

 

Dimissioni telematiche per giusta causa

Il modello per la comunicazione delle dimissioni non consente di specificare se le stesse sono state rassegnate per giusta causa e per quali motivi: dunque è consigliabile, una volta trasmesso in via telematica il modello standard, che il dipendente provveda a comunicare per iscritto al datore di lavoro la sua volontà di dimettersi per giusta causa ed i fatti che l’hanno originata. L’invio può essere effettuato con raccomandata o pec.

 

 

Dimissioni per giusta causa e disoccupazione

Il lavoratore che dà le dimissioni per giusta causa ha diritto sia all’indennità sostitutiva del preavviso che a richiedere l’indennità di disoccupazione (Naspi), se sussistono i requisiti (almeno 13 settimane lavorate nei 4 anni precedenti e 30 giornate lavorate nei 12 mesi precedenti; non devono essere contati i periodi che hanno già dato luogo ad un’altra indennità).


[1] Cass. sent. n. 12768 del 17.12.1997.

[2] Cass. sent. n. 5146 del 23.05.1998, n. 648 del 26.01.1988 e n. 9589 del 22.12.1987.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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