Premi produttività e sconti fiscali sugli utili ai dipendenti
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13 Mar 2016
 
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Redazione
 


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Premi produttività e sconti fiscali sugli utili ai dipendenti

Utili distribuiti ai lavoratori: i nuovi bonus produzione con l’aliquota agevolata al 10%.

 

I “premi di produzione” (anche chiamati “premi risultato”) godranno di una tassazione agevolata: in particolare, se rimarranno entro il tetto di 2.000 euro e saranno collegati, attraverso la contrattazione aziendale, ad “incrementi di produttività”, saranno tassati solo al 10%. Un trattamento di favore che viene riconosciuto ai dipendenti più volenterosi grazie al nuovo decreto interministeriale (Ministero del Lavoro e dell’Economia). I suddetti “incrementi di produttività” saranno comunque misurati con criteri soft come l’aumento della produzione, i risparmi nell’utilizzo dei fattori produttivi, il miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi, rispetto ad un periodo congruo definito dall’accordo di secondo livello.

 

Non solo. Nel calderone del bonus fiscale rientrerà anche la distribuzione degli utili aziendali ai dipendenti (sia quelli netti, che quelli risultanti dal bilancio approvato e pubblicato), attualmente tassati in base all’aliquota Irpef del soggetto beneficiario: per essi, infatti, se erogati come premio, saranno ricompresi nella cedolare secca del 10% (proprio come per i premi di produttività).

La nuova tassazione di favore viene invece esclusa in caso di distribuzione di azioni ai dipendenti.

 

Sono queste le ultime novità del decreto interministeriale (Lavoro-Mef) sulla detassazione dei premi di risultato, in attuazione della legge di Stabilità 2016, ora pronto per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

 

 

La detassazione dei premi di produzione

Il primo punto che affronta il decreto è come si calcolano i premi di risultato.

La legge di stabilità per il 2016 [1] stabilisce che, salva rinuncia scritta del lavoratore, sono soggetti a un’imposta del 10% sostitutiva di Irpef e addizionali regionali e comunali, entro il limite d’importo di 2mila euro lordi, i premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione “sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione”, misurabili sulla base di criteri definiti con il decreto del Lavoro entro il 29 febbraio, “nonché le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa”

La definizione di “incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione” è piuttosto elastica ed ampia: si fa riferimento a parametri “volti a qualificare, a livello aziendale, l’aumento della produzione o i risparmi nell’utilizzo dei fattori produttivi, anche attraverso la riorganizzazione dell’orario di lavoro non straordinario, o il miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi rispetto a un periodo congruo” definito dall’accordo di secondo livello. In buona sostanza, individuare quali saranno le azioni e gli interventi che beneficeranno della riduzione fiscale sarà compito del confronto tra le parti, perché si ritiene che datore di lavoro e lavoratori siano i migliori “giudici” nel decidere quali siano gli obiettivi da perseguire per migliorare la competitività della singola azienda. Potranno quindi essere ricompresi nell’alveo della produttività, per esempio, i miglioramenti sulla qualità di prodotto, la flessibilizzazione degli orari, il raggiungimento di risultati quantitativi e così via.

La misurazione dei risultati dovrebbe essere affidata all’impresa.

 

Chi potrà beneficiare della detassazione? Solo gli occupati presso aziende private i quali, nell’anno precedente, abbiano ricevuto un reddito di lavoro dipendente non superiore a 50mila euro. Se il datore di lavoro del 2016 tenuto ad applicare l’imposta sostituiva è lo stesso del 2015 la applicherà direttamente, altrimenti il lavoratore dovrà dichiarare per iscritto il reddito di lavoro dipendente conseguito l’anno prima.

 

L’esenzione può aumentare. Il tetto dei 2.000 euro dell’ammontare del premio di produzione con l’agevolazione fiscale, può salire a 2.500 euro se l’azienda si dota di “un piano di coinvolgimento dei lavoratori all’organizzazione del lavoro”. In pratica devono essere costituiti gruppi di progetto dedicati a migliorare o innovare singole aree produttive o “sistemi di produzione nei quali operano congiuntamente responsabili aziendali e lavoratori”.

Non rientrano in questa categoria “gruppi di lavoro di semplice consultazione o di addestramento su una nuova macchina o nuovi sistemi informativi”.

 

Se il premio viene erogato, invece che in denaro, attraverso misure di welfare contrattato a livello aziendale, in base alla legge di Stabilità sarà esentasse. L’erogazione di beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro può avvenire attraverso voucher nominativi, in forma elettronica o cartacea, riferibili alla singola prestazione e non integrabili dal lavoratore.


[1] L. n. 208/15.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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