Eredità: come calcolare la legittima e le donazioni fatte dal defunto
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13 Mar 2016
 
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Eredità: come calcolare la legittima e le donazioni fatte dal defunto

Successione: vanno prese in considerazione anche le donazioni fatte al coniuge prima del matrimonio, ossia anche quando ancora non è sorta la parentela.

 

Anche i beni donati al coniuge prima del matrimonio vanno presi in considerazione per verificare il rispetto della quota di legittima nei suoi confronti e l’eventuale lesione dei diritti degli altri coerenti. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1]. Ma procediamo con ordine.

 

 

Come si calcola la legittima

Nel momento in cui si apre la successione, per calcolare la quota di legittima spettante agli eredi del defunto (e verificare che non vi siano state lesioni nei diritti dei vari eredi), bisogna effettuare i seguenti passaggi:

 

– innanzitutto è necessario prendere in considerazione il valore del patrimonio appartenente al de cuius al momento della sua morte;

 

– a questo valore bisogna aggiungere quello dei beni donati dal defunto durante la propria vita (cosiddetta “riunione fittizia”). La “riunione fittizia” ha lo scopo di determinare la quota della quale il defunto poteva disporre e, di conseguenza, la quota di riserva spettante al legittimario. In tale calderone, però, vanno considerate non solo le donazioni effettuate dopo la nascita del rapporto di parentela, ma anche quelle anteriori, come nel caso dei regali fatti dal defunto al coniuge prima ancora di convogliare a nozze.

 

 

Nella riunione rientrano tutte le donazioni 

Nella sentenza in commento, la Corte ha appunto sottolineato che, nel calcolo della quota di legittima spettante al coniuge superstite, vadano considerate le donazioni fatte dal defunto anteriormente al matrimonio. Pertanto, quando si tratta di considerare, ai fini del calcolo della legittima, le donazioni ricevute dai legittimari durante la vita del de cuius, devono essere considerate anche quelle di data anteriore al momento in cui è sorto il rapporto dal quale origina la qualità di legittimario.

 

Vanno dunque equiparate le donazioni anteriori al sorgere del rapporto da cui deriva la qualità di legittimario a quelle posteriori.

Un ulteriore esempio è quello del figlio venuto al mondo dopo che il padre abbia già effettuato altre donazioni: egli può chiedere la riduzione di tutte le donazioni compiute in vita dal padre prima (e ovviamente dopo) la sua nascita (per esempio, in favore della madre o di altro coniuge ormai non più tale).


[1] Cass. sent. n. 4445 del 7.03.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
14 Mar 2016 antonio gibilterra

salve, volevo chiedere se vadano considerate le donazioni fatte dal defunto anche se sono passati più di 20 anni.