HOME Articoli

Lo sai che? Pubblicato il 14 marzo 2016

Articolo di

Lo sai che? Riduzione del canone di affitto: l’imposta di registro

> Lo sai che? Pubblicato il 14 marzo 2016

Affitto, le intese successive alla registrazione del contratto: riduzione del canone, cessione, risoluzione, proroga del contratto, revoca della riduzione del canone.

Quando il padrone di casa (locatore) e l’inquilino (conduttore) si accordano per ridurre il canone di locazione previsto dall’iniziale contratto di affitto, possono registrare una scrittura privata senza dover pagare le imposte di registro e di bollo. La previsione è contenuta nel decreto Sblocca Italia del 2014 [1] (in precedenza era prevista un’imposta di registro nella misura fissa di 67 euro [2]). La stessa registrazione non è obbligatoria, ma facoltativa (salvo che sia stata formalizzata con atto pubblico del notaio o con scrittura privata autenticata): pertanto, può anche essere omessa. Essa potrebbe servire solo per rendere opponibile la modifica del contratto nei confronti di terzi.

Devono invece essere oggetto di registrazione gli accordi di cessione, risoluzione o proroga anche tacita del contratto di affitto, che vanno quindi portati a conoscenza dell’amministrazione finanziaria.

Dunque, la scrittura privata con cui inquilino e proprietario rivedevano al ribasso il canone di locazione non può considerarsi un accordo di risoluzione o di novazione dell’originario contratto, ma una modificazione accessoria della obbligazione e non dell’oggetto o del titolo della prestazione [3].

L’agenzia delle Entrate ha peraltro precisato (nel corso di Telefisco 2016) che l’esenzione in commento, vale per tutti i casi di riduzione del canone, e quindi se l’accordo è stato stipulato per l’intera durata del contratto in essere o anche per un solo periodo, ad esempio un anno.

L’esenzione dall’imposta di registro non opera però se l’intenzione delle parti è opposta, cioè quella di revocare la riduzione del canone di affitto convenuta successivamente alla sua stipula, e riportarne l’ammontare a quanto prevedeva l’iniziale contratto. In tali casi sembra potersi applicare l’imposta di registro in misura fissa pari a 67 euro.

note

[1] Art. 9, comma 1, del Dl n. 133/2014 (Sblocca Italia); art. 8 Tuir.

[2] Ag. Entrate risoluzione n. 60/E del 28.06.2010.

[3] Cass. sent. n. 5576/2013.

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

I PROFESSIONISTI DEL NOSTRO NETWORK